Cresce il consenso per i Sindaci grazie ai nuovi eletti del 2015

Cresce il consenso per i Sindaci grazie ai nuovi eletti del 2015

Il tempo dell’austerità sul gradimento dei sindaci sembra ormai alle spalle.

Schermata 2016-01-11 alle 13.33.19Dopo la prima, piccola risalita nel consenso medio registrata dalla scorsa edizione del “Governance poll”, che ha segnato l’inversione di tendenza dopo anni di magra, mostra un netto balzo in avanti l’edizione annuale del sondaggio di Ipr marketing realizzato per il  Sole24Ore che misura il consenso riservato dai cittadini a chi guida il loro comune.

Il 54,8% in media degli elettori ha scelto di rispondere positivamente ai quesiti formulati dai ricercatori di Ipr marketing sulla eventualità disponibilità a votare nuovamente chi guida attualmente la loro città, con un aumento dell’1,4% che riporta l’indicatore del consenso ai livelli dei tempi migliori. Ancora una volta ad alimentare ai risultati sono gli ultimi arrivati, cioè i sindaci recentemente eletti,  vincitori delle ultime Amministrative del 2015, infatti, se ci si limita a valutare solo quelli era già insediati sulla poltrona di primo cittadino, il gradimento medio scende dell’1,2% rispetto all’anno precedente.

Nel nuovo anno elettorale, che nella prossima primavera vedrà quasi un italiano su cinque chiamato alle urna per eleggere il proprio sindaco in un elenco di oltre 1.300 Comuni che comprende anche grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna,  la speranza di trovare nei numeri di queste tabelle la previsione di quel che potrebbe accadere nelle urne è forte. Una tentazione inevitabile, ma prima di trattare il Governance poll come una palla di cristallo da cui poter leggere il futuro è bene fare alcune valutazioni.

Innanzitutto va valutato che il sondaggio realizzato dall’ Ipr Marketing non è un sondaggio elettorale, perché non tiene conto di candidature alternative, ma chiede esclusivamente ai cittadini di esprimere in modo chiaro, e quindi in termini di disponibilità potenziale al voto, una valutazione su chi amministra la propria città.  Quindi il Governance poll va letto come un consuntivo in corso d’opera sulle esperienze vissute dai diversi sindaci.

nella foto il Sindaco di Lecce Paolo Perrone

nella foto il Sindaco di Lecce Paolo Perrone

In testa spunta Paolo Perrone, il sindaco che  dal 2007 siede amministra e guida Lecce, che negli ultimi anni aveva collezionato sempre ottimi piazzamenti in graduatoria senza mai raggiungere il podio, conquistato con quest’ultima edizione, migliorando addirittura di due punti il risultato dello scorso anno.  Curiosamente, le notizie migliori arrivano per il centrodestra che si avvicina con palpabile affanno all’appuntamento elettorale di primavera, ma che per la prima volta riesce a piazzare due suoi rappresentanti ai vertici di gradimento in una classifica solitamente appannaggio dei sindaci dal centrosinistra, anche perché  l’ampia maggioranza dei sindaci italiani è espressione appunto di maggioranze di centrosinistra.

Dietro Perrone,  il quale pur non essendo ancora cinquantenne è un sindaco di lungo corso ed è vicepresidente dell’ANCI, l’ Associazione nazionale dei Comuni, si è piazzato un outsider come Luigi Brugnaro, anch’egli di centrodestra, nuovo sindaco di Venezia eletto nel giugno scorso, va ricordato,  grazie anche alle divisioni interne del centrosinistra intorno alla candidatura del competitor Felice Casson.

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Brugnaro vanta curriculum tutto giocato sull’imprenditoria e i successi sportivi: nella prima veste è stato il fondatore dell’agenzia per il lavoro Umana, presidente di Confindustria Venezia e membro della giunta e del direttivo nazionale dell’associazione degli imprenditori; nella seconda ha riportato come presidente la Reyer Venezia, squadra di basket della città, a giocare in serie A1 .

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Sul podio al terzo posta si è piazzato Matteo Ricci, classe 1974, sindaco di Pesaro dopo un’esperienza alla guida della Provincia e oggi vicepresidente del Pd e dell’Anci, il quale per soli tre centesimi di punto ha relegato ex aequo al quarto posto due figure diversissime fra loro: Paolo Calcinaro, l’avvocato lontano dai partiti che alla guida di un gruppo di liste civiche ha travolto a giugno il concorrente del Pd nel ballottaggio di Fermo, e Piero Fassino, attuale presidente dell’Anci e sindaco di Torino, che ha appena iniziato una nuova corsa elettorale per tentare la riconferma a Palazzo di Città.

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Al quinto posto il vincitore della scorsa edizione, Dario Nardella l’erede di Matteo Renzi  a Sindaco di Firenze , che condivide il 59,5% di consensi con un altro toscano, Alessandro Tambellini di Lucca, e con il sindaco leghista di Padova Massimo Bitonci, già sindaco di Cittadella e capogruppo al Senato per il Carroccio prima di vincere a Padova.

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In fondo alla classifica si incontrano ancora una volta due sindaci alla guida di città “difficili” come Crotone e Alessandria, ma anche lontano dagli estremi si incontrano numeri interessanti. Primo fra tutti il +7,3% realizzato in un anno da Giuliano Pisapia, che evidentemente traduce anche in termini di consenso personale quella “rinascita” milanese che ha spinto il capoluogo lombardo al secondo posto nazionale nella classifica sulla Qualità della vita pubblicata dal Sole 24 Ore del 21 dicembre: la Milano di centrosinistra discute da settimane su chi sia il più titolato a raccoglierne l’eredità, e continuerà a farlo fino alle primarie del 7 febbraio, mentre quella di centrodestra è da mesi impegnata nella ricerca di un candidato “forte”. Al momento l’unico resosi disponibile è Alessandro Sallusti l’attuale direttore del quotidiano IL GIORNALE (di proprietà della famiglia Berlusconi)

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Da Milano a Roma, passando per Torino e Napoli, è poi tutto da misurare l’effetto dei Cinque Stelle, che dopo gli equilibri politici nazionali si candidano a sconvolgere quelli locali. Per gli attuali sindaci pentastellati, al momento, i numeri del Governance poll non sono però brillanti: a primeggiare è l’”eretico” Pizzarotti, che nonostante l’erosione di consensi mantiene ancora la fiducia della maggioranza dei parmigiani, mentre bisogna scendere alla casella 77 per incontrare il livornese Nogarin, colpito dalla crisi dei rifiuti. Il ragusano Federico Piccitto, invece, occupa l’86° posto, con una flessione del 6% rispetto all’edizione dell’anno scorso.

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nella foto il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno

Il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno eletto nel 2007 ha dovuto affrontare il dissesto economico-finanziario cioè la bancarotta  ricevuto in eredità dalla giunta di centrodestra guidato dal predecessore Rossana Di Bello, è stato riconfermato alla guida dell’ amministrazione comunale nel 2012, circostanza questa che parla da sè, e che manifesta il gradimento del suo lavoro da parte dei cittadini, e quindi la valutazione della classifica del Sole24Ore in questo caso non può essere molto attendibile in quanto il giudizio sul sindaco di Taranto evidentemente, paga lo scotto della crisi economica-imprenditoriale-occupazionale causata dalla crisi irrisolta (persino dal Governo) dell’ ILVA.

Ad eccezione di Andria governata dal sindaco Nicola Giorgino ( Centrodestra ) classificatasi 52esima, gli altri sindaci pugliesi   non sono piazzati molto meglio, infatti anche per il sindaco di Brindisi Cosimo Consales (centrodestra) la popolarità è diminuita rispetto allo scorso anno  di -1,5 e di -6,2 rispetto alla sua elezione. Anche se Antonio Decaro il sindaco di Bari  si è collocato al 16° posto  la classifica per lui in realtà non è delle migliori, infatti la sua popolarità è calata di -5,5 punti rispetto allo scorso anno e di -6,9 rispetto sua elezione. Franco Landella attuale sindaco di Foggia precede di poco Taranto e Brindisi, collocandosi all’89° posto.

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