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2 Marzo 2024 00:38
2 Marzo 2024 00:38

Corruzione al Tar del Lazio a Roma: arrestati gli avvocati Federico Tedeschini e Pierfrancesco Sicco

In un'intercettazione dello scorso gennaio si sente il professor Federico Tedeschini dire al suo collega Pierfrancesco Sicco: "No, ma è tutto regolare, pulito. In questa maniera perché vale il principio dell'irrilevanza dei motivi. Tu mi devi andare a dimostrare che io ho fatto questo perché avevamo fatto un 'pactum sceleris'. E come cazzo me lo dimostri?".

L’operazione dei Carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Roma arriva dopo un’ordinanza di ben 80 pagine del Gip Roberta Conforti del Tribunale di Roma nell’ambito dell’inchiesta per corruzione della procura di Roma coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, che si basa su intercettazioni telefoniche e ambientali nonché analisi documentali, sono le prove su cui si fonda il provvedimento cautelare che ha portato agli arresti domiciliari per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari nei confronti di noti due avvocati amministrativisti romani,  il professor Federico Tedeschini e Pierfrancesco Sicco ed alla sospensione dagli uffici per 12 mesi per il magistrato Silvestro Maria Russo presidente della III sezione del Tar del Lazio,  il legale Giammaria Covino che lavora nello studio Tedeschini ora è stato sospeso dall’avvocatura, e Gaia Checcucci commissario ad acta presso la provincia di Imperia per le funzioni di Ente di governo dell’Ato Ovest per il servizio idrico integrato.

La Checcucci “in accordo con Sicco, che svolgeva funzione di intermediario degli accordi illeciti e riscuoteva parte del prezzo del reato” avrebbe conferito, “in violazione dei doveri di imparzialità della pubblica amministrazione, plurimi incarichi legali e di consulenza allo studio Tedeschini per un totale di oltre 104mila euro liquidati“. Ma gli importi potrebbero essere ben più alti, considerato che “esistono altri incarichi non oggetto ancora di fatturazione, per i quali il legale intende rivendicare la sua parte“: 54.630 euro dalla Provincia di Imperia, 208.950 euro dalla società Maticmind e 13.061 dall’Istituto Seraficum. In cambio Tedeschini accreditava 10.688 euro sul conto bancario del collega Sicco per “un’attività di consulenza mai prestata” e prometteva “l’intervento presso ambienti politico-istituzionali che favorissero la nomina della Checcucci a capo dipartimento o dirigente di una delle neo costituite Unità di struttura destinate a governare i progetti di investimento del Pnnr presso il ministero per il Sud o presso il ministero della Transizione ecologica”. Il capo di gabinetto del ministero per il Sud, Francesca Quadri (non indagata), sarebbe il contatto che Tedeschini millantava di avere, in quanto moglie del suo amico Maurizio Greco, avvocato dello Stato (anch’egli non indagato). 

il magistrato Silvestro Maria Russo

Il magistrato amministrativo Silvestro Maria Russo, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Roma , avrebbe favorito il professor Federico Tedeschini in almeno tre cause al Tar. In un caso il magistrato avrebbe aiutato lo studio legale Tedeschini in un provvedimento che riguardava un suo cliente, lo studio Martini Ingegneria srl, che era stato escluso in un appalto per la riqualificazione di piazza dei Cinquecento adiacente alla stazione Termini di Roma. 

Chi è l’avvocato Federico Tedeschini

Quello dell’avvocato Tedeschini è il nome più noto tra gli indagati: è stato professore di ruolo all’ex facoltà di Sociologia dell’Università di Roma La Sapienza, dove ha insegnato dal 1991 ‘Istituzioni di Diritto Pubblico’. Come avvocato, si legge sul suo sito, si occupa principalmente “di appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, nonché di diritto della concorrenza, organizzazione amministrativa, urbanistica, ambiente, pubblico impiego, espropriazioni, trasporti e infrastrutture”. Attualmente è il titolare dello Studio Tedeschini.

il professor Federico Tedeschini

In un’intercettazione dello scorso gennaio si sente il professor Federico Tedeschini dire al suo collega Pierfrancesco Sicco: “No, ma è tutto regolare, pulito. In questa maniera perché vale il principio dell’irrilevanza dei motivi. Tu mi devi andare a dimostrare che io ho fatto questo perché avevamo fatto un ‘pactum sceleris’. E come cazzo me lo dimostri?“.

In un’altra delle intercettazioni agli atti il professor Tedeschini in relazione di una cena da organizzare per discutere dei loro affari con l’avvocato dello Stato Maurizio Greco (non indagato) dice: “È una marchetta… Mo’ ci danno il traffico di infuenze“. In un’altra intercettazione, sempre Tedeschini, detta la linea al collega Sicco: “E poi cerchiamo anche di pensare… qualche credibile forma di consulenza su qualche cosa… Sì, sì, fuori sacco. Facciamo tante cose, quindi”.

Le conversazioni intercettate nelle indagini, secondo il gip Conforti che ha disposto i domiciliari per i due professionisti, sono “l’ennesima conferma di come Tedeschini rappresenti un centro di riferimento e di potere nella Capitale per accedere a raccomandazioni politico-istituzionali; in tal modo Tedeschini acquisisce ulteriore potere e credito presso centri di interesse da ‘monetizzarè al momento opportuno con richieste di favori per se’, per i suoi clienti o persone a lui vicine”.

il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo

Dalle carte emergerebbe il rapporto tra il magistrato del Tar e Tedeschini cheil Gip nell’ordinanza definisce “di reciproco soccorso e di reciproca messa a disposizione delle funzioni rivestite e favori’’. Il giudice Russoin un momento di delusione e frustrazione per il mancato avanzamento di carriera all’interno della Giustizia Amministrativa, si rivolge e chiede soccorso, non in termini di assistenza legale ma di raccomandazioni e potere di influenza, al noto avvocato – si legge nell’ordinanza – che aveva plurimi contenziosi di interesse pendenti innanzi al Consigli di Stato”. Il prof. Tedeschiniaccoglie senza alcuna esitazione la richiesta di raccomandazione e di intervento, ben consapevole che l’utilità assicurata ad un importante Consigliere di Stato si sarebbe trasformata per lui in un passepartout per i contenziosi di interesse’’.

Russo chiede appoggioper le sue aspirazioni di carriera all’intero del Consiglio di Stato e per veicolare, senza esporsi, al Presidente del Consiglio di Stato alcuni retroscena che ritiene illeciti sulle nomine a ruoli apicali del Consiglio di Stato a cui Russo aspirava, affinché il Presidente possa mettere mano alla vicenda e intervenire in favore di Russo”.

“Dalle vicende emerse – si legge nell’ordinanza del giudice Roberta Confortiappare evidente come negli ambienti istituzionali sia fatto notorio la capacità di penetrazione e di influenza dell’avvocato Tedeschini in scelte di alta amministrazione“. Il legale 74enne formalmente in pensione “mette a disposizione dei propri clienti non soltanto la sua professionalità – spiega il gip – ma, soprattutto, collaudati rapporti e crediti personali con pubblici ufficiali in posizioni apicali nelle pubbliche amministrazioni di interesse; ovvero, i suoi rapporti con magistrati in servizio presso la giurisdizione amministrativa“.

Proprio attraverso questa rete di contatti, il prof. Tedeschini si spende per “favorire la carriera del dottor Russo“, definito dall’avvocato Covinoil giudice amico nostro”. Infatti quando il magistrato del Consiglio di Stato ottiene finalmente la presidenza della III sezione del Tar del Lazio, Tedeschini si “attiva per accelerare la registrazione del decreto di nomina alla Corte dei Conti”. “Non posso escludere che lui (riferendosi al consigliere Forlenza) cerchi di non far registrare il decreto“, spiega preoccupato Russo a Tedeschini, il quale lo tranquillizzava, rassicurandolo: “Guarda chiamo Villani Marco che è vice presidente dell’Associazione dei Magistrati in Corte dei conti (…) Una persona come te, trasparente, amico, perbene… se serve sappilo che abbiamo questo uomo“.

In cambio, secondo la procura di Roma, Russo metteva le funzioni giurisdizionali rivestite a disposizione dell’avvocato Tedeschini al fine di favorirlo in cause di interesse di quest’ultimo“. Sono tre i contenziosi citati nelle carte: uno riguarda un ricorso fatto dal legale contro il rifiuto del ministero dell’Istruzione a riconoscere come Università la fondazione Ymca Italia, di cui lo stesso Tedeschini è presidente. “L’unica cosa che chiedo è una sospensiva (…) in un collegio in cui ci stai pure tu. Io ti ho preparato le carte, gli dai una guardata, se giovedì puoi darci una mano”.

L’esito però, in questo caso, è sfavorevole per Tedeschini, anche perché il giudice relatore non è Russo. Invece il legale ha vinto altre due cause in cui difendeva lo studio Martini Ingegneria srl, escluso inizialmente dal concorso di progettazione per la riqualificazione urbanistica di piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini di Roma. Russo, presidente del collegio che avrebbe trattato il giudizio, comunica a Tedeschini di aver “trovato una soluzione”: “Ti farò una domanda sulla illuminotecnica e a che serve nell’economia dell’appalto (…) Ho trovato una bella sentenza, io ravano, ravano, finché non trovo”.

L’indagine, secondo la procura di Roma, è il “risultato di intercettazioni telefoniche e ambientali nonché analisi documentali sono la provvista probatoria su cui si fonda il provvedimento cautelare emanato nella fase delle indagini preliminari nella quale vige la presunzione di non colpevolezza fino ad accertamento definitivo della responsabilità, il cui contenuto potrà essere vagliato nelle opportune sedi di impugnazione”.

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