Cementir. Bellanova “individuare una soluzione fuori dalla procedura di mobilità”

Cementir. Bellanova “individuare una soluzione fuori dalla procedura di mobilità”

Cementir mentre ipotizza il ridimensionamento e possibile dismissione dello stabilimento di Taranto ha richiesto all’Autorità Portuale il rinnovo della concessione della radice del quarto sporgente e di un’area retrostante la calata 4 del porto, per altri venti anni. Una richiesta a dir poco imbarazzante


La viceministra Bellanova

nella foto la  viceministra Teresa Bellanova

Si può riprendere a tessere un filo che consenta un approfondimento sul piano industriale e sugli esuberi, questioni che interessano l’azienda e che investono soprattutto il futuro dei lavoratori in una fase di passaggio così delicata”. Queste le parole della Vice Ministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova che, nell’ambito del tavolo Cementir (Gruppo Caltagirone) tenutosi in data odierna alla presenza dell’azienda e delle rappresentanze sindacali, ha chiesto alle parti di ragionare sugli strumenti a disposizione per individuare una soluzione al di fuori della procedura di mobilità già attivata.

La Vice Ministro Bellanova ha invitato quindi le parti a proseguire, con tempistica serrata, la fase sindacale del confronto, necessaria per mettere a punto percorsi condivisi tesi a salvaguardare i livelli occupazionali e a scongiurare il ricorso ai licenziamenti. Il  prossimo tavolo ministeriale è stato aggiornato al 14 novembre prossimo.

Lo stabilimento Cementir di Taranto, dove oggi lavorano 72 persone verrebbe fortemente ridimensionato con i licenziamenti annunciati. I rappresentanti dei sindacati contestano la decisione dell’azienda chiedendo giustamente che fine ha fatto  piano di investimenti annunciato tempo addietro da Cementir, ricordando che Taranto è una di quelle aree  che a seguito della decisione del Governo,potrà beneficiare di un ulteriore anno di proroga degli ammortizzatori sociali.

Al tavolo governativo la Cementir ha assicurato di essere in possesso già di un Piano industriale addirittura triennale che, ovviamente Cisl, Filca Cisl e Fisascat Cisl si aspettano di conoscere e di verificarne la credibilità, considerati alcuni precedenti impegni assunti dall’Azienda, come il promesso revamping del sito tarantino che però, mai è stato realizzato, con ciò determinando rischi concreti per la salute e sicurezza dei lavoratori che ancora vi operano e per il territorio esterno alla fabbrica.

Il sindacato nel rifiutare con decisione la logica degli esuberi strutturali ha pure chiesto ai rappresentanti aziendali l’elaborazione di un Piano sociale al fine di attribuirsi l’onere economico di eventuali mobilità volontarie. E’ stato preso atto della disponibilità del Gruppo Caltagirone a confrontarsi, dopo le prime chiusure manifestate e, al contempo, sono state apprezzate le dichiarazioni del Governo e della Regione Puglia concernenti l’ampia disponibilità di accesso ad eventuali ammortizzatori sociali a vantaggio di tutti i dipendenti diretti e dell’indotto operanti nel territorio ionico dichiarato area di crisi complessa.

A tal proposito Cisl, Filca Cisl e Fisascat Cisl ribadiscono la richiesta che in occasione dell’incontro del 14 novembre p.v. si pervenga ad un accordo complessivo che preveda il rilancio produttivo della Cementir nell’area ionica così scongiurando qualsivoglia ipotesi di licenziamento e sia sancito il diritto dei 47 lavoratori diretti e degli 11 nel sistema indotto a godere dei benefici previsti dagli ammortizzatori sociali.

CdG porto di taranto

Cementir ha peraltro richiesto all’Autorità Portuale di Taranto il rinnovo della concessione della radice del quarto sporgente e di un’area retrostante la calata 4 del porto, per altri venti anni. Ma dall’Authority fanno trapelate che in attesa che si concluda la riforma della portualità, trovandosi in una fase di transizione,  qualsiasi possibilità di concessione è temporaneamente bloccata per evitare correttamente che l’amministrazione uscente possa assumere delle decisioni che impegnino quella che subentrerà.

Chiedere altri venti anni di concessione da parte della Cementir dinnanzi ad un ridimensionamento o possibile dismissione dello stabilimento tarantino è un azzardo . A dir poco….

P.S. queste notizie non le leggerete mai sul Nuovo Quotidiano di Puglia, edito dallo stesso gruppo (Caltagirone) proprietario della Cementir.

 

CdG gruppo caltagirone

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