“Siamo a metà strada verso la Luna”. Lo ha scritto la NASA sul social X parlando della missione Artemis II. “Al momento della pubblicazione di questo articolo – si legge su X – la missione Artemis II si trova circa a metà strada verso la Luna. Una volta giunti a destinazione, gli astronauti effettueranno un sorvolo lunare e raccoglieranno dati scientifici sulla superficie lunare“. La Nasa ha inoltre pubblicato un breve video in cui si vede l’astronauta Jeremy Hansen intento a preparare il pranzo per l’equipaggio.
Working up an appetite!
As @AstroVicGlover gets in his exercise for the day, @Astro_Jeremy is preparing the crew's midday meal. pic.twitter.com/g6rvF43LOd
— NASA (@NASA) April 3, 2026
Cosa mangiamo gli astronauti
Ma cosa si mangia nello spazio? Maccheroni al formaggio, 58 tortilla, cinque tipi di salse piccanti, quiche di verdure, couscous, macedonia di frutta tropicale, budino, biscotti e 43 tazze di caffè: sono solo alcune delle voci presenti nel menu che stanno assaporando i quattro astronauti della missione Artemis II in volo verso la Luna. A bordo sono disponibili 189 prodotti tra alimenti e bevande, tutti selezionati tenendo conto della durata di conservazione, della sicurezza alimentare, del valore nutrizionale, delle preferenze dell’equipaggio e della compatibilità con la massa, il volume e i requisiti di energia della capsula Orion.
“Gli alimenti devono essere facili da preparare e consumare in microgravità, ridurre al minimo le briciole e rimanere sicuri e stabili per tutta la durata della missione”, spiegano gli esperti della Nasa. In una tipica giornata di missione, escludendo il lancio e il rientro, gli astronauti hanno orari prestabiliti per la colazione, il pranzo e la cena. A ciascuno sono assegnate due bevande aromatizzate al giorno, che possono includere il caffè. Non sono previsti alimenti freschi, perché Orion non dispone di refrigerazione. Il cibo a bordo è pronto al consumo, reidratabile, termostabilizzato o irradiato.
L’equipaggio utilizza il distributore di acqua potabile di Orion per reidratare cibi e bevande e uno scaldavivande compatto, simile a una valigetta, per riscaldare i pasti al bisogno. I menu giornalieri vengono adattati in base alle capacità di preparazione del cibo del veicolo spaziale durante ogni fase del volo. Alcuni alimenti, come i pasti liofilizzati, richiedono l’idratazione tramite il distributore di acqua potabile di Orion, che non è disponibile durante alcune fasi, tra cui il lancio e l’atterraggio. Di conseguenza, gli alimenti selezionati per queste fasi devono essere pronti al consumo e compatibili con i vincoli operativi del veicolo spaziale, mentre una gamma più ampia di opzioni alimentari è disponibile nella fase in cui i sistemi di preparazione del cibo sono pienamente operativi.

La toilette riparata
“Sono io l’idraulico spaziale“, ha dichiarato scherzosamente l’astronauta della Nasa Christina Koch, rispondendo a una domanda su chi avesse riparato la toilette di Orion dopo il lancio della missione Artemis II. “Sono orgogliosa di definirmi l’idraulico spaziale” ha detto in collegamento streaming. Il bagno “è probabilmente la parte più importante della nostra attrezzatura a bordo, quindi abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo quando abbiamo capito che funzionava tutto. Credo si trattasse solo di un problema dovuto al lungo periodo di inattività e alla necessità di un po’ di tempo per il riscaldamento. Inizialmente, però, avevamo ipotizzato che potesse esserci qualcosa che ostruiva il motore. Per fortuna, ora tutto funziona perfettamente“.






