Anche la Fiom-CGIL è d’accordo con il Governo Renzi. L’ ILVA di Taranto non si deve fermare

Anche la Fiom-CGIL è d’accordo con il Governo Renzi. L’ ILVA di Taranto non si deve fermare

Quindi per Landini è giusto non fermare la produzione nello stabilimento siderurgico, seguendo l’esempio degli altri siderurgici: “L’obiettivo e la ragione con cui pensiamo sindacalmente di muoverci, insisto – ha detto Landini – nel rispetto delle leggi, della Costituzione e del lavoro di ognuno, è di far produrre anche a Taranto come nel resto delle tante acciaierie nel mondo un acciaio che sia rispettoso dell’ambiente e della vita delle persone”

CdG sicurezza lavorodi Marco Ginanneschi

Nel corso dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi in Prefettura a Taranto, sono stati illustrati dal gruppo di lavoro  coordinato dallo Spesal che precisi ha compiti “pubblici” di assistenza, monitoraggio orientamento e supporto, nei confronti delle aziende,  i dati relativi agli indici infortunistici ed indici di gravità. Entrando nello specifico, i numeri spiegano molto bene nel dettaglio che è importante gestire meglio le interferenze e sensibilizzare il personale al corretto uso degli utensili portatili. L’ILVA,  infatti, secondo il protocollo sottoscritto , ha degli obblighi da rispettare in materia di sicurezza e prevenzione, ad esempio come richiedere alle imprese appaltatrici e subappaltatrici l’attuazione di percorsi formativi rivolti ai dipendenti, con l’elenco del personale che ha partecipato o parteciperà all’attività formativa stessa. Il protocollo sugli interventi in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro dell’area industriale di Taranto prevede due punti nevralgici quanto fondamentali: la formazione e la prevenzione.

La riunione si è tenuta in ottemperanza al protocollo d’intesa siglato a Taranto l’ 11 novembre 2013 diventando operante dopo 15 giorni e successivamente riconosciuto ed integrato nella norma di legge del 14 aprile 2014.  Dall’incontro a Palazzo del Governo avuto tra il prefetto Umberto Guidato, i dirigenti dello Spesal , dell’ Inail e dell’ ILVA con i rappresentanti sindacali dei lavoratori per la sicurezza di  FimFiom,  e Uilm.    Sono stati resi noti dai dati  importanti  emersi in materia di sciuerzza, (riferiti agli anni 2005 /2012) che parlano di una riduzione del 60% per quanto riguarda gli infortuni ai dipendenti dell’  ILVA e del 27% in quelli che lavorano per le ditte in appalto. ,

L’accordo è stato inizialmente previsto su base biennale e successivamente potrà rinnovarsi. Tra le principali novità, sono previste attività di formazione, aggiornamento no-stop sulle misure di prevenzione e protezione predisposte dalle imprese appaltatrici, prevedendo analisi e monitoraggio sia dei “quasi incidenti” che dei “mancati infortuni” . Sarà inoltre necessario comunicare, trimestralmente, al Gruppo Integrato di Valutazione e Intervento, i programmi formativi svolti dalle imprese appaltatrici in favore dei propri dipendenti. I corsi di formazione e di informazione faranno espresso riferimento alle attività connesse alla presenza o meno di di cantieri edili , agli interventi di ambientalizzazione nelle aree Sin e degli spazi confinati, sui rischi di interferenza per la presenza e partecipazione di più imprese e su quant’altro fosse ritenuto necessario.

CdG Maurizio Landini FIOM

nella foto Maurizio Landini segretario generale della Fiom-CGIL 

Dalla riunione in Prefettura a Taranto è emersa la piena disponibilità a continuare l’avviato percorso di collaborazione tra le parti. Nel prossimo mese di settembre si svolgerà una nuova riunione in cui e verrà consegnata la relazione finale contenente tutti i dati degli studi effettuati. Ieri, Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil, parlando da Bari, ha detto che “in questa fase si deve andare avanti con gli investimenti, liberare le risorse, dimostrare che è possibile cominciare a produrre rispettando la vita delle persone dentro e fuori gli stabilimenti». Landini parlando delle vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo l’ILVA, e sull’ incredibile contrapposizione tra la magistratura tarantina ed il  Governo Renzi che, ad onor del vero sta facendo molto per garantire l’occupazione a Taranto , ha ribadito il rispetto verso “quello che la magistratura fa” , ed espresso   la condivisone ed il  “rispetto dei provvedimenti che il Governo ha preso: diventa seriamente decisivo sbloccare il miliardo e duecento milioni dei Riva, sequestrati perché erano stati evasi, che sono la condizione per fare gli investimenti. Del resto in alcune parti dello stabilimento, l’altoforno 1, gli investimenti sono stati fatti e dal primo di agosto dovrebbero cominciare“.

CdG Ilva tuta & cascoQuindi per Landini è giusto non fermare la produzione nello stabilimento siderurgico, seguendo l’esempio degli altri siderurgici: “L’obiettivo e la ragione con cui pensiamo sindacalmente di muoverci, insisto – ha concluso Landininel rispetto delle leggi, della Costituzione e del lavoro di ognuno, è di far produrre anche a Taranto come nel resto delle tante acciaierie nel mondo un acciaio che sia rispettoso dell’ambiente e della vita delle persone”.

Cioè quello che qualche magistrato a Taranto non è riuscito a capire, riuscendo però in qualcosa di storico nei rapporti  Stato-industria-lavoratori: il sindacato della sinistra una volta tanto si è trovato d’accordo con le decisioni del Governo. E questo “fatto”, cari lettori, che vogliate o no,  è una notizia.

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