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29 Ottobre 2026 15:36

Ambiente, Ladisa ottiene certificazione sulla Carbon Footprint dei pasti

L’analisi è stata eseguita su una giornata alimentare tipo (colazione, pranzo e cena) di un menu somministrato ai pazienti di un ospedale e preparato nell’innovativo centro di produzione alla Zona industriale (12mila metri quadrati tra uffici, centro cottura e piattaforma logistica) dove lavorano oltre 400 persone.

ROMA – Vi siete mai chiesti quale è l’impatto sull’ambiente di un pasto? Bene, la società pugliese Ladisa è la prima azienda di ristorazione del Sud ad  aver conseguito la certificazione della Carbon Footprint, ovvero la cosiddetta impronta di carbonio che attesta l’emissione di C02 in atmosfera.

L’analisi è stata eseguita su una giornata alimentare tipo (colazione, pranzo e cena) di un menu somministrato ai pazienti di un ospedale e preparato nell’innovativo centro di produzione alla Zona industriale (12mila metri quadrati tra uffici, centro cottura e piattaforma logistica) dove lavorano oltre 400 persone.

Nel caso specifico, è emerso che poco più del 50% della Carbon Footprint, di colazione, pranzo e cena, è dato dall’approvvigionamento delle materie prime, seguito dal processo di preparazione (34%), dal trasporto (13,8%), per finire alla distribuzione (1,9%). Tale dato, già influenzato da investimenti in termini di riduzione di impatto ambientale del processo produttivo fatti da Ladisa, rappresenterà da apripista per il settore.

Grazie a tale certificazione l’azienda potrà ottimizzare i suoi processi produttivi al fine di ridurre l’impatto ambientale armonizzandolo così alle best practice che vedono la Ladisa impegnata in un cospicuo piano di investimenti sulla cosiddetta ristorazione “green”: lo stabilimento di Bari è in parte alimentato con un sistema di pannelli fotovoltaici, attua una sempre più crescente politica dei prodotti a “Km 0”, si è dotata di un parco automezzi alimentati a metano e sta realizzando una serie di impianti di cogenerazione.

Da pochi giorni  l’azienda ha messo in atto una campagna di marketing emotivo all’interno dei 19 impianti produttivi che servono oltre 700 sale di ristorazione finalizzata alla sensibilizzazione sulle buone pratiche quotidiane per il risparmio di acqua ed energia. I prossimi step riguarderanno la valutazione della Carbon Footprint sulle altre tipologie di pasto (ristorazione scolastica, aziendale, militare, ecc..) e l’aggiornamento del parametro fissato dalla certificazione ottenuta sulla base degli interventi correttivi eseguiti per migliorare le performance.

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