Adesso forza, dobbiamo ancora lottare. Dobbiamo farlo tutti. Da italiani

Adesso forza, dobbiamo ancora lottare. Dobbiamo farlo tutti. Da italiani

“Non abbiamo realizzato un ospedale da campo, come purtroppo a volte in emergenza ci siamo trovati costretti a fare in passato. Non abbiamo realizzato un lazzaretto, lo abbiamo detto sin dall’inizio. Qui in Fiera abbiamo creato un vero e proprio ospedale specialistico. Un ospedale ideato e costruito nel rispetto del paziente e di tutti gli operatori sanitari che li assistono”

 di Guido Bertolaso
Avevamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta. Non abbiamo realizzato un ospedale da campo, come purtroppo a volte in emergenza ci siamo trovati costretti a fare in passato. Non abbiamo realizzato un lazzaretto, lo abbiamo detto sin dall’inizio. Qui in Fiera abbiamo creato un vero e proprio ospedale specialistico. Un ospedale ideato e costruito nel rispetto del paziente e di tutti gli operatori sanitari che li assistono. Perche’ e’ proprio la figura del paziente al centro di quest’opera. Chi entra qui avra’ un ambiente, una struttura, attrezzature e assistenza ottimale per le proprie esigenze di salute.
Il presidente Fontana mi ha coinvolto in questo progetto, ho immediatamente accolto l’invito cercando di supportare con il mio team la programmazione e l’organizzazione. Mi sono coordinato con le strutture regionali e con la Fondazione Fiera, trovando a tutti i livelli competenza e capacita’ realizzative straordinarie che hanno consentito in tempi inconsueti e insperati la realizzazione di un complesso di alta intensita’ assistenziale cosi’ importante, come e’ a tutti noto, per l’attuale situazione epidemiologica del Paese.
La scelta del Governatore ha assunto un carattere esemplare non solo per l’Italia, che potra’ essere replicato a breve in altre regioni, ma anche in ambiti internazionali. Grazie alla Regione, alla Fiera e al mio team abbiamo realizzato un’opera di cui andare fieri. Gli operai e le imprese si sono applicati con turni h24 durante le giornate, nessuno si e’ risparmiato, tutti hanno lavorato ventre a terra, che e’ quello che avevo chiesto appena sono arrivato qui. Per primo ho cercato di dare l’esempio.
Il motivo per cui ho accettato questo incarico l’ho detto piu’ volte: e’ la mia storia, quando il mio Paese chiama io rispondo, perche’ io ci sento benissimo, e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi piu’ che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine.
Permettetemi di ringraziare il presidente Fontana, per la fiducia, il presidente Pazzali per l’enorme collaborazione e capacita’ organizzative, tutto il mio team di professionisti che in maniera volontaria sono venuti ad aiutarmi e i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e qui mi unisco anche io, a ringraziare i tanti volontari che non solo qui sono attivi a prestare aiuto al prossimo. E concludo, infine, con un grande grazie e un grande augurio di buon lavoro al Policlinico e a tutto il suo personale che si faranno carico di un cosi’ grave compito per l’assistenza ai pazienti. Adesso forza, dobbiamo ancora lottare. Dobbiamo farlo tutti. Da italiani.
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