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8 Febbraio 2026 07:39

EX-ILVA. STOP A FINE MESE PER L’IMPIANTO NUMERO 12

La società ACCIAIERIE D' ITALIA aveva chiesto una proroga dei termini precedenti non rispettati addossando all'emergenza Covid 19 il blocco dei lavori, richiesta questa che non era stata accolta dal Ministero che aveva confermato la data di termine dei lavori e disposto in caso di mancato adempimento il fermo della batteria entro 10 giorni.

di REDAZIONE ECONOMIA

Un decreto del Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani pubblicato giovedì scorso sulla Gazzetta Ufficiale dispone “la messa fuori produzione” della batteria n. 12 delle cokerie dello stabilimento siderurgico di Taranto della società ACCIAIERIE D’ ITALIA (ex-ILVA, ex Arcelor Mittal Italia ), che dovrà essere effettuata “nei tempi tecnici strettamente necessari, e comunque non superiori a 60 giorni, a partire dal 1 luglio 2021“, a seguito del mancato adempimento entro il 30 giugno 2021 delle prescrizioni ambientali AIA.

La società ACCIAIERIE D’ ITALIA aveva chiesto una proroga dei termini precedenti non rispettati addossando all’emergenza Covid 19 il blocco dei lavori, richiesta questa che non era stata accolta dal Ministero che aveva confermato la data di termine dei lavori e disposto in caso di mancato adempimento il fermo della batteria entro 10 giorni.

Il TAR del Lazio accogliendo il ricorso presentato dai legali di ACCIAIERIE D’ ITALIA , società diventata pubblica al 50% e presieduta dal top manager Franco Bernabè, aveva invitato il Ministero a riesaminare le proprie decisioni fissando l’udienza di merito per il prossimo mese di novembre. Nel nuovo decreto il ministero della Transizione Ecologica prende atto che secondo l’ ISPRAnon è possibile percorrere soluzioni tecniche alternative a quella proposta dal Gestore, con tempistiche inferiori a quelle già rappresentate nei mesi scorsi”.

Sempre secondo il ministero della Transizione Ecologica il gestore (e quindi ACCIAIERIE D’ ITALIA, ex-ILVA, ex Arcelor Mittal Italia ) “resta l’unico responsabile degli eventuali danni all’ambiente o alla salute in conseguenza della tempistica necessaria alla messa fuori produzione della batteria numero 12 oltre il termine del 30 giugno 2021”.

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