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22 Ottobre 2026 19:51

ILVA. I sindacati non mollano: “indisponibili a negoziare sui piani, che vanno riscritti garantendo salute, ambiente, occupazione e salari”

Nuove iniziative previste sulla base di quanto emergerà dalla decisione del Mise sulla gara di assegnazione. Tra oggi e lunedì sono state avviate mobilitazioni in tutti gli stabilimenti ILVA d' Italia a cui seguiranno assemblee informative e di confronto con tutti i lavoratori sui contenuti del piano e le proposte di modifica.

ROMA – Si è svolto questa mattina a a Taranto, lo sciopero di 4 ore  dei lavoratori diretti dell’Ilva, organizzato da Fim, Fiom e UIlm, hanno aderito anche le sigle sindacali dei lavoratori delle mense, delle pulizie industriali e delle attività edili. in concomitanza con il nuovo vertice al Mise per discutere dei piani industriali delle due cordate interessate a rilevare l’azienda, che prevedono migliaia di esuberi. Alla manifestazione hanno aderito e partecipato  il 70 per cento circa dei lavoratori dello stabilimento di Taranto in servizio durante il primo turno. É stato attuato anche un presidio, di alcune centinaia di lavoratori, sotto la portineria della ‘Direzione‘, che è durato fino al termine della riunione al Mise. Tra oggi e lunedì sono state avviate mobilitazioni in tutti gli stabilimenti ILVA d’ Italia   a cui seguiranno assemblee informative e di confronto con tutti i lavoratori sui contenuti del piano e le proposte di modifica.

Alcuni hanno voluto parlare con un megafono per esporre una diversità di vedute riguardo la gestione della mobilitazione. Sulla base di quello che emergerà dal vertice romano “saranno programmate – hanno spiegato Fim, Fiom, Uilm e Usb – le assemblee e decise ulteriori iniziative“.

Conclusosi l’incontro di questa mattina al Ministero dello Sviluppo Economico tra il Ministro Carlo Calenda il viceministro Teresa Bellanova, i commissari dell’ ILVA e i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali e Cgil, Cisl, Uil dopo l’incontro di martedì sulle decisioni assunte dai Commissari in merito alla loro valutazione dei Piani delle due cordate. Nel corso dell’incontro i rappresentanti dei sindacati hanno chiesto di poter proseguire in modo più dettagliato il confronto sui contenuti di merito prima di procedere all’aggiudicazione. Il Governo ha dichiarato, che nel rispetto della procedura il confronto può proseguire solo dopo l’aggiudicazione. Il sindacato, unitariamente, ha espresso numerose criticità sul piano industriale, confermando la propria indisponibilità ad accettare licenziamenti.

Il Ministro Calenda ha confermato per lunedì 5 giugno la data ultima per la firma del decreto di aggiudicazione. Da allora si aprirà il confronto negoziale su tutti i punti del piano e l’esito della trattativa sarà vincolante per la validazione del conferimento. Questo confronto, secondo una nota unitaria dei sindacati , “sarà determinante per ridefinire gli aspetti inaccettabili fino ad ora emersi, a partire dagli esuberi paventati e per tentare di arrivare ad un accordo sindacale con l’obbiettivo di modificare il piano industriale al fine di preservare l’attuale l’occupazione del Gruppo e dell’indotto, garantire la sostenibilità ambientale, incrementare investimenti e livelli produttivi“.

I sindacati, dopo avere respinto con forza il numero degli esuberi, si sono dichiarati “indisponibili a negoziare sui piani, che vanno riscritti garantendo salute, ambiente, occupazione e salari”. Ribadita la necessità di una piattaforma rivendicativa che coinvolga la città.   Il Mise starebbe valutando di riaprire la gara tra le due cordate, chiedendo un parere all’Avvocatura di Stato “per riaprire la gara solo sul prezzo“

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