“Anche io ho comprato il Fatto Quotidiano. Il 2%”. Così, accompagnando una foto su X che lo ritrae a bordo di un aereo e con in mano il quotidiano, Leonardo Maria Del Vecchio ha annunciato di aver acquisito una quota del 2% della Società editoriale Il Fatto (Seif). Negli scorsi giorni Del Vecchio aveva dovuto incassare il “no” dei soci fondatori del Fatto alla sua intenzione di effettuare un’Opa e una due diligence.
L’ad Monteverdi: “Libertà giornale non è in discussione”
“Vorrei ringraziare Leonardo Maria Del Vecchio per la comunicazione istituzionale e formale, come d’uopo in queste occasioni, quando si compra il 2% di una società dopo avere tentato di fare un’opa che era chiaramente fallimentare, perché bastava leggere lo statuto per capire che non era possibile e soprattutto dopo che gli azionisti di maggioranza avevano ampiamente dichiarato di non gradire l’ingresso“. La presidente e amministratrice delegata della Società Editoriale Il Fatto (Seif), editore del Fatto Quotidiano, Cinzia Monteverdi, usa l’ironia per commentare l’annuncio su X di Leonardo Maria Del Vecchio di aver acquistato il 2% della società che edita il quotidiano, accompagnato da una sua foto a bordo di un aereo privato con il giornale in mano. “Una discreta provocazione”, afferma Monteverdi. Sulla libertà del giornale, la Monteverdi esclude comunque qualsiasi rischio: “Non è assolutamente in discussione. È garantita dal nostro statuto, da chi ha fondato il giornale ma soprattutto dai giornalisti che hanno dato inizio a questa impresa”. Monteverdi precisa: “Sacro rispetto per la Borsa”, sottolineando di sentirsi “ampiamente tutelata dagli organi che controllano il mercato, a partire dalla Consob“.

La presidente e amministratrice delegata di Seif si dice però sorpresa dall’operazione: “Sono basita pensando a persone che ci hanno definito ‘Ratto Quotidiano’ e che sono visibilmente agli antipodi. È difficile capire quale sia il vero interesse. Non vedo il nesso. Sta dimostrando di far spesa ovunque, ci chiediamo perché entrare in questo piccolo giornale, piccolo per dimensioni, se fino all’altro giorno non ci amavi e per giunta è stato dimostrato che non sei particolarmente gradito?”. Quanto al peso effettivo della partecipazione acquistata da Del Vecchio, Monteverdi osserva: “Con il 2% può fare poco. Anche se potrebbe aumentare la propria quota in Borsa. In ogni caso non c’è alcuna preoccupazione: la maggioranza non è nelle sue mani e il giornale continuerà a essere libero”.
Infine, Monteverdi parla di un effetto paradossale dell’operazione: “Dopo il suo tentativo di opa abbiamo registrato una crescita, già positiva ma piuttosto vertiginosa, degli abbonamenti. È stata un’azione di disturbo che non abbiamo ancora capito a chi abbia giovato. A noi sicuramente”, conclude.

La pesante situazione debitoria del Fatto
La Monteverdi così come gli azionisti di controllo non dicono una sola parola però sul forte indebitamento, evidenziato persino dal Collegio dei Sindaci della società editoriale, che si è salvata a suo tempo grazie al finanziamento Covid ricevuto tramite Unicredit, garantito dallo stato (Governo Conte Bis) senza del quale probabilmenre avrebbe dovuto portare i libri in Tribunale. Nelle relazioni sul bilancio consolidato 2025 e sulla semestrale 2026, la società di revisione Kpmg che ha esaminato i bilanci della Seif richiama l’attenzione su un’”incertezza significativa” relativa alla continuità aziendale, cioè sulla capacità del gruppo di continuare a operare regolarmente. Non è una bocciatura dei bilanci, né una previsione di fallimento: ma è un serio avvertimento che merita attenzione.

I numeri infatti parlano meglio delle parole. Al 30 giugno 2026 la Seif aveva un patrimonio netto consolidato negativo per 6,68 milioni di euro, liquidità per appena 114mila euro e un capitale circolante netto negativo per 10,21 milioni. I debiti tributari erano saliti a 2,2 milioni, di cui 1,324 milioni già scaduti. Nel semestre, tuttavia, la gestione operativa è migliorata: l’Ebitda è raddoppiato a 2,12 milioni e la perdita netta si è ridotta a 283mila euro. Il risanamento, insomma, è in corso, ma non ha ancora risolto la tensione finanziaria.

Gli azionisti di controllo della società. Il giornalista Antonio Padellaro e Cinzia Monteverdi detengono ciascuno il 16,25% della Seif, mentre Francesco Aliberti ha il 5,01%. A questi si aggiungono Marco Travaglio, Peter Gomez, Marco Lillo e Luca D’Aprile. Il flottante in Borsa è pari al 40,02%, mentre il 9,77% è costituito da azioni proprie.







