Matteo Salvini riconfermato segretario della Lega. Il ministro dei Trasporti e vicepremier ha superato con 465 voti il candidato avversario Massimo Garavaglia con 146 voti. Salvini è stato confermato segretario con il 76% dei voti In termini percentuali, sui 611 votanti, mentre Garavaglia il ha ottenuto 24% dei consensi. 614 i delegati registrati al voto (sui 707 aventi diritto), ma hanno votato in 611.
I due candidati alla segreteria hanno parlato al congresso straordinario del partito che si era tenuto in mattinata. Salvini ha attaccato duramente i giornalisti, definendoli “inquinatori” accusando ripetutamente il Corriere della Sera e La Repubblica, invitando a non leggere i giornali, dicendo che non gli interessa quel che scrivono, usando termini spregiativi ed offendo a più riprese , Poi aveva proposto la segreteria politica e lanciato il nuovo simbolo che riporta la scritta Lega Italia Federale così rottamando il precedente Lega per Salvini premier.
A parlare per primo il giorno del voto è stato lo sfidante Massimo Garavaglia “Tanti mi chiedono “chi te l’ha fatto fare di candidarti”, la risposta è stata semplice, la forza della libertà. Un principio mi ha sempre guidato, farsi affiancare sempre da persone capaci, più brave di te così impari. Il modo migliore per realizzare un sogno è svegliarsi. Dobbiamo invertire il trend, per farlo dobbiamo svegliarci. I sondaggi sono indicazioni, non sono il voto ma danno indicazioni, abbiamo preso 8,8% alle elezioni e non siamo cresciuti, non penso che basti una misura in legge di bilancio, l’abbiamo visto, abbiamo fatto la rottamazione, ma non è cambiato niente. È il sogno, dobbiamo risvegliare il sogno. Dobbiamo farlo tutti insieme“.

Salito sul palco Salvini è stato accolto da una standing ovation (ma Giancarlo Giorgetti, Attilio Fontana e Luca Zaia sono rimasti seduti ) e tale l’entusiasmo dei sostenitori che è stato lo stesso Salvini ad invitarli a calmarsi. Partendo subito all’ attacco con una dura replica : “Non si aiuta la Lega con le interviste, con i libri, con la polemica o un post su Facebook. La Lega si aiuta qui.” .
“Con il voto di oggi vi siete presi un impegno. Oggi pomeriggio comincia un percorso – ha affermato Salvini dal palco, dopo aver ringraziato Garavaglia -, avremo mesi difficilissimi a livello interno, con la sinistra che scaglia il sasso e ritrae la mano, certi che affermano hanno esagerato ma, non si devasta ma… Ci sono giornalisti che evidentemente non dico che siano costretti, ma lavorano in contesti per i quali il racconto della realtà passa in secondo piano rispetto alla speranza dei padroni di questa testata che sperano che la Lega muoia da 40 anni e per i prossimi 40 anni rimarranno con un palmo di naso“, ha detto il leader della Lega dopo la sua rielezione.

“Ringrazio Luca Zaia che sicuramente darà una mano nei prossimi mesi nel percorso vincente e virtuoso. Non era mai capitato in 35 anni che sapessi che nelle settimane scorse alcuni dirigenti mandavano Whatsapp dicendo “Non andiamo a Pontida o Milano, noi boicottiamo, perché dobbiamo dare un segnale”. Ma questo non è un segnale a Salvini ma è il tradimento dell’essere leghisti. Mi porto dietro le considerazioni di questi mesi, ma lo dico con il massimo rispetto. Da oggi basta a chi ha trattato i fratelli militanti come nemici, ripartire con responsabilità“, ha affermato Matteo Salvini dal palco del Congresso. “Ho sentito parlare di epurazioni, liste di proscrizione… Sicuramente sarò intransigente verso chi ha cariche elettive e non versa al movimento quello che deve versare al movimento”.
“Non si capirebbe perché il governo più longevo d’Italia non sta in ufficio a fare il lavoro che i cittadini ci chiedono di fare. Noi possiamo vincere le elezioni come minimo come secondo partito della coalizione – ha affermato Salvini -. Lo dico con rispetto degli amici di Forza Italia, Giorgia Meloni tornerà a essere presidente del Consiglio e la Lega Italia federale come minimo sarà il secondo partito“. Aggiungendo “non tollererò più che la Lega sia considerata un alleato di serie B in nessuna regione dove governa il centrodestra. Noi non siamo secondi a nessuno, chiediamo rispetto, i numeri sono i numeri, chiediamo rispetto delle nostre posizioni anche al governo“.

Romeo: “Il congresso certifica che il disagio era reale”.
Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, uno dei ribelli del partito, dopo i complimenti a Salvini, ha spiegato di aver “espresso un disagio in questi mesi che c’è nel movimento, e che era mio dovere rappresentare sempre in modo costruttivo, che abbiamo recepito ascoltando la base e gli elettori e sul quale abbiamo proposto alcune soluzioni. Salvini ha voluto convocare un congresso e in meno di due settimane Garavaglia, come candidato che ho supportato, che ovviamente ringrazio per il coraggio e la forza di affrontare una competizione e un confronto non facile, raccoglie quasi il 25% dei delegati presenti. Una testimonianza è che quel disagio non era un’invenzione, non erano diatribe interne chissà di quale tipo, ma è un disagio reale, che non può essere ignorato, e soprattutto che non è solo lombardo visti i numeri come invece qualcuno voleva far intendere. Siamo contenti che il federalismo sia tornato ad essere tema centrale per il nostro movimento ed è stata confermata una posizione nel panorama politico, che era ciò che auspicavamo, di una Lega che non è né di destra né di sinistra ma animata da un sano pragmatismo”.

Fontana: “Accolte le nostre istanze”
Anche Attilio Fontana, governatore della Regione Lombardia, tra i ribelli della Lega insieme a Romeo, ha dichiarato di aver trovato “il congresso davvero utile” e ha ringraziato Garavaglia e il capogruppo della Lega al Senato “per aver alzato la voce senza risparmiarsi, portando avanti le istanze del territorio lombardo. Ho sentito accolte praticamente tutte le istanze che in questi mesi abbiamo avanzato, quindi non posso che ritenermi soddisfatto.” ed ha aggiunto. “È stata accolta la nostra mozione per riportare il tema settentrionale al centro del dibattito del governo. Il federalismo, che oggi entra nel simbolo della Lega, può e deve tornare a essere il nostro obiettivo per rilanciare un Paese che nel centralismo fatica a trovare soluzioni, anche con un governo capace e concreto come quello attualmente in carica“.







