di Jessica Bianco
Questa notte le lancette degli orologi tornano ancora una volta indietro: alle 3 del mattino saranno di nuovo le 2 e gli italiani dormiranno un’ora in più. Un vero regalo, da lunedì il buio arriva infatti prima e con lui la sensazione che la giornata sia finita quando è ancora pomeriggio. Nessun problema per chi ha smartphone, tablet e computer che si aggiornano automaticamente salvo che sia attiva la regolazione automatica di data e ora . Toccherà invece a noi sistemare gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e qualche elettrodomestico ostinato. La regola resta quella di sempre: a ottobre le lancette vanno indietro, a marzo avanti.
Chi solitamente si alza alle 7 del mattino può lasciare la sveglia dov’è così guadagnando, almeno in teoria, un’ora di sonno. Poi arriva il conto: il sole sorgerà e tramonterà un’ora prima secondo l’orologio, con più luce al mattino e più buio all’uscita dal lavoro. Il prossimo appuntamento è domenica 28 marzo 2027, quando tornerà l’ora legale e si allungheranno le giornate con la luce a favore. Domenica guadagneremo un’ora di sonno e perderemo un’ora di luce al tramonto mentre a marzo torneremo ad anticipare gli orologi.
Per questo il cambio dell’ora arriverà un giorno prima rispetto all’anno precedente, quando era previsto il 26 ottobre. Il passaggio segna la fine dell’ora legale, introdotta per sfruttare meglio la luce naturale nei mesi più luminosi dell’anno. Con l’ora solare, l’alba arriva prima secondo l’orario ufficiale, ma il tramonto viene anticipato. Questo significa più luce nella prima parte della giornata e serate più buie.
Perché si cambia l’ora
Il cambio dell’ora ha effetti pratici sulla vita quotidiana. La mattina sarà più luminosa, almeno nella fase iniziale dopo lo spostamento delle lancette. Nel pomeriggio, invece, farà buio prima. Per molte persone il cambiamento può incidere sull’organizzazione delle giornate, sugli spostamenti casa-lavoro e sulle attività dei bambini dopo la scuola. Gli effetti sono soprattutto legati alla percezione della luce e all’adattamento dei ritmi di sonno. In genere servono alcuni giorni per abituarsi al nuovo orario.









