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8 Ottobre 2026 14:01

Via libera definitivo della Camera con 227 sì alla nuova legge elettorale

Applausi del centrodestra e proteste delle opposizioni Via libera definitivo dell'Aula della Camera con il voto a scrutinio segreto. I sì sono stati 227 e i no 164

Presenti i ministri Gianmarco Mazzi, Orazio Schillaci, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Eugenia Roccella, Carlo Nordio, Alessandro Giuli, Luca Ciriani, Gilberto Pichetto Fratin, Antonio Tajani, Francesco Lollobrigida, Tommaso Foti. In Aula anche diversi viceministri e sottosegretari a tutti i leader del campo largo eletti alla Camera: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Anglo Bonelli e Nicola Fratoianni. Pieni i banchi della maggioranza e dell’opposizione,

L’ aula di Montecitorio ha dato il via libera della Camera dei Deputati alla terza e ultima fiducia, quella posta dal governo sull’art 3: 227 i sì, 144 i no e 3 gli astenuti. Esultano i partiti della maggioranza tra le proteste delle opposizioni. Nessuno scossone nella maggioranza. Subito dopo è arrivata l’approvazione dell’articolo 8 della legge, quella sul voto ai fuori sede e ai caregiver, con 214 sì e nessun no.

ecco cosa cambia con la nuova legge elettorale ribattezzata Stabilicum

La novità principale è il superamento dei collegi uninominali del Rosatellum a favore di un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Il meccanismo scatterebbe se una lista o una coalizione raggiungesse almeno il 42% dei voti sia alla Camera sia al Senato. In quel caso sarebbero assegnati 70 seggi aggiuntivi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama, entro i limiti previsti dalla riforma. Se le condizioni non fossero rispettate, i seggi verrebbero distribuiti con il metodo proporzionale.

Resterebbero le soglie di sbarramento del 3% per le singole liste e del 10% per le coalizioni. Per i partiti non esentati, aumenterebbero inoltre le firme necessarie per presentare le liste: da 1.500 a 6.000 per collegio, con riduzioni previste in caso di fine anticipata della legislatura.

Gli elettori esprimendo fino a tre preferenze potrebbero tornare a scegliere direttamente alcuni candidati, . Resterebbe però un capolista bloccato, individuato dai partiti, seguito da sei candidati tra cui scegliere. Le preferenze dovrebbero rispettare l’alternanza di genere: in caso contrario, sarebbe valida soltanto la prima.

L’Aula della Camera si era scaldato a ridosso del voto, durante l’intervento di Giovanni Donzelli di FdI sulla legge elettorale. Il suo intervento ha suscitato diverse proteste nei banchi dell’opposizione, mentre i colleghi di FdI lo applaudono. Donzelli ha replicato a Giuseppe Conte che “ha mostrato la foto di Roberto Scarpinato accanto a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone: anche nei dipinti dell’ultima cena Giuda è accanto a Gesù”. ed aggiunto “Non vi abbiamo fatto depistare la commissione Antimafia, non vi faremo depistare l’Italia”. Ed avverte la leader Pd Elly Schlein: “Non un deputato dei 5S ha applaudito il suo intervento”.

Il candidato premier indicato dai partiti

Ogni partito dovrebbe indicare nel programma elettorale il nome del candidato alla presidenza del Consiglio. In caso di coalizione, le forze alleate dovrebbero convergere sullo stesso nominativo. Non si tratterebbe comunque di un’elezione diretta del premier: resterebbero ferme le prerogative del presidente della Repubblica nella nomina del capo del governo.

Resterebbero le soglie di sbarramento del 3% per le singole liste e del 10% per le coalizioni. Per i partiti non esentati, aumenterebbero inoltre le firme necessarie per presentare le liste: da 1.500 a 6.000 per collegio, con riduzioni previste in caso di fine anticipata della legislatura.

In sintesi, lo Stabilicum punta a favorire la formazione di maggioranze parlamentari definite e restituisce agli elettori una possibilità di scelta sui candidati attraverso le preferenze. Resterebbe però ai partiti il potere di indicare i capilista. La riforma è al centro del confronto politico: la maggioranza richiama l’obiettivo della stabilità dei governi, mentre le opposizioni contestano il meccanismo del premio e il peso dei candidati bloccati.

Con questa legge gli “italiani potranno scegliere il primo cittadino d’Italia”. Lo ha detto Andrea Barabotti (Lega) intervenendo alla Camera sul voto finale sulla legge elettorale. “Se è vero che una legge perfetta non esiste, possiamo dire senza dubbio che questa è una legge bilanciata e adeguata alle sfide del futuro. La sinistra rimanga concentrata alle prossime elezioni, noi guardiamo alle prossime generazioni. La Lega voterà convintamente questa legge elettorale, avviandosi a testa alta davanti al giudizio degli elettori e al giudizio della storia”.

”L’obiettivo che ci siamo dati fin dal primo giorno era quello di garantire stabilità, governabilità e rappresentanza. La riforma va nella direzione giusta: un sano ritorno al bipolarismo, in cui chi vince governa e chi perde va all’opposizione. Basta con i giochi di palazzo, basta con gli ‘inciuci’, basta con le maggioranze costruite all’insaputa degli elettori’‘ ha detto il deputato Stefano Benigni, vicesegretario nazionale di Forza Italia, intervenendo in dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale.

”Grazie a questa legge gli italiani potranno scegliere il programma e il candidato presidente del Consiglio, -ha sottolineato l’esponente forzista – potranno scegliere i loro parlamentari attraverso le preferenze e finalmente il voto tornerà davvero a contare. Un risultato che rivendichiamo con orgoglio, perché è sempre stato l’obiettivo di Forza Italia e del Presidente Berlusconi. In questi anni abbiamo visto quanto abbia pesato il fattore stabilità, soprattutto nel contesto internazionale, dove la credibilità di un Paese viene valutata sulla sua durata, sulla capacità di mantenere gli impegni e di presentarsi ai tavoli che contano con lo stesso volto per anni e non per pochi mesi, come ha fatto per troppo tempo la sinistra cambiando un Presidente del Consiglio all’anno a seconda degli umori del Partito democratico. Non è un caso che proprio il centrodestra abbia il record dei governi più longevi e il centrosinistra abbia quello dei governi più brevi della storia”, ha concluso.

“A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”. Lo scrive con un post sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a commento al via libera definitivo alla riforma della legge elettorale.

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