Questa mattina cinque poliziotti del commissariato di Anzio-Nettuno sono stati arrestati da personale della sezione investigativa dello Sco (Sisco) e dalla Squadra Mobile di Roma al termine di una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, e ancora concorso in cessione di sostanze stupefacenti ed accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze dell’ordine: .
Le attività investigative si sono concentrate su un sodalizio attivo proprio fra Anzio e Nettuno composto dai cinque poliziotti, colpiti dalla misura cautelare firmata dal Gip, per reati compiuti anche attraverso la gestione illecita di alcune fonti confidenziali. I poliziotti infedeli si sarebbero dedicati al traffico di stupefacenti , composto da soggetti italiani e albanesi, che sono stati perseguiti separatamente. In questa situazione i poliziotti arrestati, d’intesa con alcuni esponenti del sodalizio, avevano organizzato una “consegna controllata” ed un “ritardato sequestro” di 25 kg di cocaina, in assenza di adeguati presupposti di legge, omettendo il successivo sequestro di una intera partita di 50 kg di cocaina. Nel corso di quella operazione, all’esito di un inseguimento e di un successivo incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, aveva perso la vita un cittadino albanese, impegnato nel trasporto dell’ingente carico di droga.

Confermato al massimo il rigore della Polizia di Stato capitolina, “in un rapporto di stretta fiducia con la Procura della repubblica, nell’intercettare e censurare fenomeni di infedeltà istituzionale che sarebbero imputabili ad appartenenti alla Polizia di Stato ritenuti protagonisti di condotte in contrasto con i doveri di istituto e con il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Nel solco di tale strategia, che già in passato ha consentito di estirpare appartenenti ritenuti responsabili di fatti costituenti reato, la Questura capitolina continuerà a preservare la bontà dell’operato di migliaia di agenti, sottufficiali e dirigenti, che quotidianamente fanno della disciplina e dell’onore il viatico per l’adempimento dei compiti istituzionali tesi a garantire la sicurezza della collettività”.





