Il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane si è riunito oggi e “ha preso atto delle dimissioni di Stefano Antonio Donnarumma dalla carica di amministratore delegato e direttore generale del gruppo”. Lo si legge in una nota del gruppo. “Il presidente Tommaso Tanzilli, a nome di tutto il consiglio, ha espresso il proprio ringraziamento a Stefano Antonio Donnarumma per il lavoro svolto alla guida del gruppo Fs Italiane, riconoscendone l’impegno, la professionalità e il contributo assicurati nel perseguimento degli obiettivi strategici dell’azienda e nello sviluppo dei principali programmi industriali”, si sottolinea.
Cda garantirà piena continuità governance, confermato il Piano
Il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato “provvederà ad avviare le procedure previste per assicurare la piena continuità della governance e delle attività del gruppo, nel rispetto delle disposizioni statutarie e normative vigenti”, scrive la società, annunciando le dimissioni di Donnarumma. Il gruppo Fs, inoltre, “conferma il proprio impegno nella realizzazione del Piano Industriale, garantendo continuità operativa, efficienza gestionale e piena attuazione dei programmi di investimento a servizio della mobilità del Paese”.

L’addio di Stefano Antonio Donnarumma alla guida di Ferrovie dello Stato era stato annunciato dopo il faccia a faccia della scorsa settimana con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. L’uscita dell’amministratore delegato era stato accompagnato ieri anche dalle voci circolanti su altre due dimissioni, quelle del presidente Tommaso Tanzilli e del consigliere Pietro Bracco. Una delle ipotesi circolate nei giorni scorsi era quella della decadenza dell’attuale CdA. Dopo gli addii di Tiziana De Luca, consigliera in quota Mef, e di Caterina Belletti, nominata alla presidenza di Fs International, i componenti del Cda erano infatti rimasti in cinque, quindi non più sette, e con le nuove uscite scenderebbero a soli due componenti.
La decisione di Donnarumma accelera adesso il passaggio di consegne con il successore. Da giorni il candidato più accreditato a prendere il posto dell’amministratore delegato uscente è quello del barese Gianpiero Strisciuglio (di area leghista) attuale numero uno di Trenitalia, sul quale, però, pende il rischio di un processo per l’incidente di Brandizzo, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, costato la vita a cinque operai nei primi mesi in cui il manager aveva assunto l’incarico di amministratore delegato di Rfi, la società partecipata del gruppo Fs che gestisce l’infrastruttura ferroviaria.

Un ulteriore possibile intoppo è legato al faro acceso dalla Commissione europea sul suo passaggio dall’incarico di ad in Rfi a Trenitalia, ossia dal gestore della rete all’operatore commerciale del gruppo. Fonti vicine al dossier sottolineano che la rosa dei nomi per il passaggio di testimone è ampia. La volontà espressa dal ministro Salvini è di guardare all’interno dell’azienda, tra i manager ferrovieri. La scelta potrebbe innescare un «giro di valzer» tra i vertici delle società sotto l’ombrello di Ferrovie dello Stato. La eventuale promozione di Strisciuglio peraltro comporterebbe la ricerca di un nuovo Dd per Trenitalia.
Due profili che ricorrono nei “rumors” sono quelli di Sabrina De Filippis, amministratrice delegata di Fs Logistica e a capo del polo della logistica (già responsabile per i collegamenti regionali) e di Matteo Colamussi, oggi a Fs Sistemi Urbani. Ma anche questi eventuali spostamenti, a loro volta, causerebbero ulteriori nomine.





