L’indagine del pm Milto Stefano De Nozza, della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ha e dalla pm pm Maria Vallefuoco della Procura di Taranto ha scoperchiato un giro illegale nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Verona, Ragusa e Latina. che ha portato la Gip Maria Francesca Mariano a disporre l’applicazione di 30 misure cautelari smantellando un meccanismo illegale che avrebbe consentito tra il 2024 e il 2025, a centinaia di cittadini provenienti soprattutto da Pakistan, Bangladesh e India di ottenere il nulla osta e il visto d’ingresso attraverso delle richieste di assunzione che, secondo l’accusa, non corrispondevano a delle reali esigenze lavorative.
L’indagine delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Taranto, guidati dal Maggiore Gennaro De Gabriele e del Capitano Vito De Cesare, ipotizza inoltre il coinvolgimento di diversi imprenditori che avrebbero messo a disposizione le proprie imprese per presentare richieste di assunzione considerate fittizie e di numerosi intermediari incaricati di raccogliere le adesioni nei Paesi d’origine, riscuotere il denaro e mantenere i contatti con gli organizzatori.
La Gip descrive nelle oltre 500 pagine dell’ ordinanza un’organizzazione ben definita e strutturata. Secondo della DDA di Lecce ai vertici dell’organizzazione vi sarebbero l’avvocato Michele Cervellera, 62 anni, nato e residente a Taranto, e Antonio Damiano Milella, 52 anni, nato e residente a Taranto. Il primo (Cervellera) secondo gli investigatori coordinava l’attività dell’organizzazione, intrattenendo i rapporti con gli intermediari e ricercando e selezionando le aziende da utilizzare per le richieste di assunzione; il secondo (Milella) si occupava di predisporre ed inserire le pratiche nel portale ministeriale.
Milella in passato era stato socio ed amministratore della Cooperativa Indaco (estranea in questa vicenda) gestita dal pluripregiudicato Salvatore Micelli, che si era infilata nel ricco business della gestione ed ospitalità dei migranti, scoperchiata dalle inchieste del nostro giornale che consentirono al Nas dei Carabinieri ed alla Prefettura di Taranto (prefetto dr. Cafagna ora prefetto di Torino) di intervenire e mettere fine ad una truffa di milioni di euro ai danni dello Stato sulla pelle dei poveri migranti, trattati peggio delle bestie.
Per gli inquirenti il sistema ideato da Cervellera e Milella era ben congegnato e strutturato fra chi gestiva l’intera macchina burocratica, chi reperiva le aziende di fatto compiacenti e chi, dall’estero o attraverso una rete di contatti già presente in Italia, cercava le persone disposte a pagare pur di ottenere i documenti necessari all’ingresso regolare in Italia. Le domande venivano inserite nel portale del Ministero dell’Interno, ed il presunto lavoratore una volta ottenuto il nulla osta, richiedeva il visto e poteva quindi arrivare in Italia come se fosse stato realmente assunto. Ma secondo la ricostruzione della Procura, In realtà, la maggior parte di quei rapporti di lavoro erano inesistenti e presenti solo nelle carte depositate. Per ogni pratica gli aspiranti lavoratori che entravano in Italia , avrebbero versato in alcuni casi somme fino a 6.500 euro. In alcune pratiche contestate, gli investigatori dell’ Arma dei Carabinieri ritengono che siano stati predisposti anche contratti di lavoro ed una documentazione retributiva formale ma irreale, che veniva utilizzata al fine di ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno a dei cittadini stranieri già presenti in Italia.
Gli arrestati in carcere:
Michele Cervellera, 62 anni, nato e residente a Taranto; Antonio Damiano Milella, 52 anni, nato e residente a Taranto; Fernando Agrusti, 65 anni, nato e residente a Palagiano; Francesco Massafra, 74 anni, nato e residente a Taranto; Alfredo Palladino, 48 anni, nato a Termoli e residente a Termoli; Jessica Puspi, 35 anni, nata a Latina e residente a San Felice Circeo; Gianvito Jerry Surano, 34 anni, nato a Poggiardo e residente a Nova Siri; Maria Rosaria Cordisco Matarangolo, 58 anni, nata a Potenza e residente ad Ascoli Satriano; Arif Abdul, 38 anni, nato in Bangladesh e residente a Ginosa (Taranto) ; Asad Alì, 38 anni, nato in Pakistan e residente a San Giorgio Jonico (Taranto) ; Muhammad Usman Ashraf, 29 anni, nato in Pakistan e residente a Taranto; Waseem Akram, 28 anni, nato in Pakistan e residente a Taranto; Bhupendra Singh Batar, 35 anni, nato in India e residente a Lecce; Shahid Hawlader, 42 anni, nato in Bangladesh e residente a Taranto; Kibria Mollah, 44 anni, nato in Bangladesh e residente a Taranto; Abdul Rahim, 48 anni, nato in Bangladesh e residente a Marina di Ginosa.(Taranto)
Arresti domiciliari con braccialetto elettronico
Shoaib Akram, 24 anni, nato in Pakistan e residente a Taranto; Vincenzo De Pace, 61 anni, nato e residente a Taranto; Pasquale De Quarto, 26 anni, nato e residente a Taranto; Luciano Di Giorgio, 54 anni, nato e residente a Taranto; Vincenzo Franco, 54 anni, nato e residente a Taranto; Didarul Karim, 47 anni, nato in Bangladesh e residente a Taranto; Christian Lippo, 34 anni, nato e residente a Taranto; Giuseppe Lisi, 69 anni, nato a Taranto e residente a Talsano; Antonio Lupoli, 46 anni, nato e residente a Taranto; Anower Matubbar, 37 anni, nato in Bangladesh e residente a Taranto; Ebrahim Matubbar, 38 anni, nato in Bangladesh e residente a Taranto; Taimour Siddique, 42 anni, nato in Pakistan e residente a Taranto; Davide Terranova, 42 anni, nato e residente a Vittoria; Anna Veltri, 37 anni, nata e residente a Taranto.





