Ultimo giorno per dotarsi di targa per i monopattini elettrici ma migliaia rischiano di essere fuorilegge. E chi non provvede all’immatricolazione entro oggi va incontro a sanzioni amministrative che variano da 100 a 400 euro. Da domani scatta infatti l’obbligo di contrassegno da 8,66 euro, il Mit assicura che sono state presentate oltre 40mila richieste, di cui quasi il 60% negli ultimi 10 giorni, e risultano gia’ emessi circa 50 mila contrassegni.
Le associazioni dei consumatori e operatori del settore però lamentano ritardi nella consegna e problematiche dei contrassegni per cui migliaia di monopattini potrebbero essere fuorilegge. Ottenere il cosiddetto “targhino” non è immediato, e migliaia di utenti che per mettersi in regola stanno presentando domanda in queste ultime ore potrebbero non riuscire ad averlo materialmente in tempo. Una situazione di stallo che alimenta il rischio di contenziosi, come denuncia il Codacons. Cittadini e società di sharing che, pur avendo presentato richiesta nei termini previsti non riusciranno a ottenere la targa, potrebbero presentare una pioggia di ricorsi in caso di sanzione.

Il rinvio dell’obbligo di assicurazione al 16 luglio
La confusione è grande anche perché inizialmente obbligo di targa e assicurazione dovevano scattare insieme ma alla fine si è deciso di rinviare al 16 luglio la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi: anche perché senza contrassegno, del resto, non è possibile associare correttamente una polizza a ciascun veicolo. Una circolare congiunta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero delle Imprese e del Made in Italy ha quindi posticipato di circa sessanta giorni l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo.
La proroga si è resa necessaria su segnalazione dell’Ania che ha evidenziato “criticità tecniche” nell’integrazione tra la piattaforma della Motorizzazione, la banca dati assicurativa e i sistemi delle compagnie. “Nonostante i cittadini abbiano inoltrato l’apposita richiesta per il contrassegno entro i termini previsti, migliaia di pratiche risultano ancora inevase con la consegna fisica della targa ai proprietari di monopattini che slitterà in data successiva al 17 maggio, giorno in cui scatterà il nuovo obbligo, esponendo gli utilizzatori al rischio di multe fino a 400 euro”, spiega il Codacons.
Ma anche le società che gestiscono i monopattini in sharing denunciano come circa 15mila richieste siano a oggi ancora inevase, con la conseguenza che i monopattini in condivisione che alla data del 17 maggio non avranno ricevuto il contrassegno saranno fuorilegge, e dovranno rimanere fermi.

Il codice della strada ha ‘ucciso’ i monopattini
Per effetto delle norme introdotte dal nuovo Codice della strada, i noleggi dei monopattini elettrici in sharing sono crollati nelle principali città italiane del 30% solo nell’ultimo mese, mentre per le vendite di mezzi privati il calo è stimato tra il 30% e il 50%, numeri che rischiano di avere conseguenze pesanti sul fronte occupazionale. Lo afferma l’Alleanza per la mobilità sostenibile – di cui fanno parte gli operatori dello sharing riuniti in Assosharing, produttori e distributori quali Platum e Attiva, Consumerismo No Profit e i rivenditori – che tracciano il primissimo bilancio delle nuove disposizioni del Governo.
L’introduzione delle nuove norme per l’utilizzo del monopattino, specie quelle sul casco obbligatorio, inciderà in modo molto rilevante sul settore della mobilità in sharing in Italia, di cui il 50% è costituito proprio dai noleggi dei monopattini – sostiene l’Alleanza – se teniamo conto che il settore dei monopattini in sharing sta crescendo in maniera rilevante, e considerate le positive stime di crescita previste dagli analisti per il periodo 2025-2030, l’impatto della nuova regolamentazione porterebbe a una riduzione del fatturato del settore di quasi 300 milioni di euro, con impatti negativi anche per le casse erariali, dato che il gettito Iva mancante potrebbe essere nell’ordine dei 62 milioni di euro fino al 2030.

Le criticità dei contrassegni adesivi e la protesta del settore
Numerose segnalazioni giunte alle associazioni riguardano poi alcune problematiche legate proprio alla natura del contrassegno. Un primo ordine di problemi, denuncia Assoutenti, riguarda l’adesione del contrassegno alle superfici del mezzo: “qualora il parafango posteriore o il piantone dello sterzo non risultino perfettamente puliti, sgrassati e asciutti, l’adesivo non garantisce un’aderenza adeguata, con concreto rischio di distacco prematuro“
Il posizionamento sul parafango posteriore, poi, espone l’etichetta a forti vibrazioni durante la marcia, nonche’ a pioggia, fango e sbalzi di temperatura, “fattori che ne accelerano il deterioramento e ne compromettono progressivamente la leggibilita’“. Un aspetto di particolare rilievo, secondo l’associazione, riguarda la natura antimanomissione e l’irreversibilità del contrassegno: l’etichetta è progettata con microtagli che ne determinano la frammentazione in caso di tentativo di rimozione, rendendo impossibile la riapposizione.
“Ne consegue che un posizionamento errato comporta la perdita definitiva del contrassegno e la necessità di richiederne uno nuovo, con relativi oneri a carico del cittadino”, sottolinea Assoutenti. Anche Assosharing è da tempo sul piede di guerra per quella che considera “una tassa mascherata“.

Secondo l’associazione di categoria, “si tratta di una misura che impatta direttamente sulle abitudini di milioni di cittadini, specialmente nelle aree urbane. La micromobilità condivisa è ormai una componente strutturale della mobilità urbana, e se non verranno corretti i meccanismi applicativi si rischia il blocco del servizio”. Inoltre, per gli operatori “un’assicurazione RC Auto su un monopattino da 300 euro potrebbe superare i 100 euro annui: oltre un terzo del valore del bene assicurato. In un contesto di crescente pressione sui costi dell’energia e del trasporto, introdurre nuovi oneri su soluzioni sostenibili non fa altro che penalizzare proprio le alternative più accessibili ai cittadini”.





