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12 Maggio 2026 16:04

I social network non ci connettono, anzi ci fanno sentire più soli

Una ricerca della Oregon State University ha esaminato il comportamento online degli adulti accendendo i riflettori sui rischi delle relazioni nate sui social. L'isolamento sociale è dannoso per la salute quanto fumare fino a 15 sigarette al giorno

I social network hanno fallito nel loro scopo principale, cio quello di connettere le persone. Fondati per avvicinarle, oggi stanno rischiando di produrre l’effetto opposto: aumentare il senso di solitudine, e non soltanto tra i giovani. Secondo una ricerca della Oregon State University pubblicata su Public Health Reports (la rivista ufficiale del Servizio Sanitario Pubblico degli Stati Uniti), le interazioni online con persone sconosciute sono associate alla sensazione di essere sempre più soli. Nemmeno le conversazioni digitali con amici reali aiutano a lenire questa sensazione di isolamento.Lo studio ha analizzato in particolare, le abitudini online di oltre 1.500 adulti tra i 30 e i 70 anni, attività ormai quotidiane, come inviare reel o messaggi agli amici su TikTok o Instagram, sembrerebbero quindi portare a una sensazione di vicinanza soltanto illusoria. prendendo in esame dieci piattaforme social:Facebook, X, Reddit, YouTube, LinkedIn, Instagram, TikTok, Snapchat, Pinterest e WhatsApp.

Non soltanto gli adolescenti

Sinora buona parte degli studi erano focalizzati su adolescenti e giovani, mentre questa ricerca amplia il campo di osservazione anche agli adulti. Sottolinea Brian Primack, professore presso il College of Health dell’Osu: “Gli studi precedenti si erano concentrati sugli adolescenti, mentre questo esamina gli adulti di mezza età e in età avanzata che costituiscono il 75% della popolazione statunitense. Queste persone sono fortemente esposte ai social media e molti degli effetti negativi della solitudine sulla salute si aggravano progressivamente con l’avanzare dell’età adulta”.

Una epidemia diffusa di solitudine

I ricercatori hanno calcolato che circa il 35% dei contatti social del gruppo oggetto dello studio è composto da persone mai incontrate di persona. Secondo gli autori questo dato potrebbe spiegare perché così tante persone continuino a sentirsi sole: con gli sconosciuti è più elevato il rischio che questi mezzi di comunicazione favoriscano fraintendimenti. Inoltre, afferma Jessica Gorman, dell’Università Statale dell’Oregon e coautrice dello studio: Le interazioni sui social media con degli sconosciuti possono portare ad una forte idealizzazione delle amicizie perché non c’è un’esperienza personale che possa contrastarla”.

Un report del 2023 del Surgeon General degli Stati Uniti, spiega che circa la metà degli adulti americani proverebbe una sensazione di solitudine, e ha definito il problema una vera e propria epidemia. «Un’epidemia» di solitudine. Secondo il citato report del 2023, le persone che si sentono spesso sole hanno più del doppio della probabilità di sviluppare la depressione. Sono più esposte a malattie cardiache (29%), rischio di ictus (32%), rischio di sviluppare la demenza negli anziani (50%) e morte prematura (60%). Non solo: l’isolamento sociale sarebbe dannoso per la salute esattamente quanto fumare fino a 15 sigarette al giorno

La necessità ed importanza di disconnettersi

Le nuove generazioni sembrano sempre più consapevoli dei rischi legati all’uso compulsivo dei dispositivi digitali. Ecco perché nella Gen Z stanno diventando popolari pratiche come il “digital detox”: periodi volontari lontani dallo smartphone e dai social. In parallelo cresce anche l’interesse per i cosiddetti “dumb phone”, telefoni essenziali privi di molte funzioni tipiche degli smartphone moderni (anche l’Eton College li fornisce ai suoi studenti). Tra le possibili misure per tutelare i minori ci sono anche le app di parental control, con le quali i genitori possono monitorare le attività online dei propri figli e quanto tempo trascorrono online.

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