Dopo una parata, tanto desiderata dal Cremlino, ed una tregua, può venire fuori un armistizio, anche se appare presto per fare previsioni dopo le troppe delusioni di questi anni. Ieri Putin ha affermato: “Il conflitto ucraino sta volgendo al termine. Siamo pronti a negoziare con l’Unione Europea, mi piacerebbe farlo con l’ex cancelliere tedesco Schroeder. Altrimenti, che scelgano loro un leader di cui si fidano“. Secondo le informazioni narranti, russi e ucraini stanno cercando tra mille difficoltà e rinfacci reciproci di rispettare il cessate il fuoco di tre giorni, fino all’11 maggio compreso, concordato venerdì sera. Le precedenti tregue unilaterali, dichiarate prima da Kiev (dal giorno 6) poi da Mosca (dal giorno 8), si sono rivelate un ennesimo fallimento come quelle dichiarate negli anni passati.
Sono state centinaia nei giorni scorsi le violazioni denunciate dalle parti in causa con morti, feriti e distruzioni. Il traffico aereo nella zona europea è stato semi-paralizzato con oltre tremila voli in ritardo o cancellati. Gli attacchi dei droni ucraini (di provenienza USA) hanno messo in crisi il sistema di difesa anti-aerea di Mosca, al punto tale che Vladimir Putin avrebbe dato ordine di creare nel più breve tempo possibile un secondo anello di difesa attorno alla capitale russa. Per il momento russi e ucraini starebbero definendo le liste dei prigionieri di guerra da liberare: mille per parte, come da intesa con Trump.

Quest’ultimo avrebbe offerto di inviare immediatamente al Cremlino i suoi negoziatori. Per Yuri Ushakov consigliere di Putin la speranza del presidente Usa di estendere la tregua è “infondata ma una persona spera, forse ci crede, perché no, e contribuisce a questo”. “Ma questo – ha aggiunto riferendosi a un cessate il fuoco a lungo termine – “dipende non solo da lui, ma anche dalle altre due parti”. Le prossime ore saranno decisive.
Alle ore 10 di oggi, dopo il rintocco della campana sulla torre Spasskaja, è iniziata la tanto attesa parata russa, accompagnata da musica solenne e truppe societiche in alta uniforme. Per ragioni di sicurezza non hanno partecipato i veicoli militari per la prima volta da 19 anni . Solo cinque leader erano accomodati sulla tribuna autorità, mentre erano in trenta l’anno scorso per l’80esimo anniversario della Vittoria sul nazi-fascismo . La parata è durata solo 45 minuti, una delle più brevi di sempre; l’anno scorso circa un’ora e mezza. Alla sua fine una squadriglia di caccia ha sorvolato la Piazza Rossa rilasciando fumi con i colori della bandiera russa.

Nei giorni scorsi ha sorpreso l’annuncio dell’arrivo a Mosca del premier slovacco Robert Fico, che, secondo alcuni voci, avrebbe dovuto consegnare una lettera del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin, ma dal Cremlino smentiscono tale circostanza. Tutti i componenti del Consiglio di sicurezza della Federazione erano ai loro posti, tra i quali anche l’ex presidente Dmitrij Medvedev, noto per le sue dichiarazioni nel recente passato fortemente anti-occidentali, e l’ex ministro della Difesa Sergej Shojgu, che secondo le notizie provenienti dai salotti dei “potenti” russi davano in disgrazia.
I due esponenti moscoviti sono stati fatti sedere affianco al Patriarca Kirill ad una poltrona distante dalla speaker del Senato, Valentina Matvienko, una delle “fedelissime” di Putin. Nei primi giorni della scorsa settimana era apparso sulla stampa internazionale un articolo secondo cui Shojgu e i militari si stavano preparando un “golpe” per rovesciare l’attuale dirigenza del Cremlino.
“La chiave del successo risiede nella nostra forza morale – ha dichiarto il presidente Putin nel suo discorso, durato nove minuti – credo fermamente che la nostra causa sia giusta. Siamo uniti. La vittoria è sempre stata e sempre sarà nostra“. Il presidente russo ha legato la lotta contro il nazifascismo nella Seconda guerra mondiale all’ attuale sforzo bellico nella “Operazione militare speciale” in Ucraina: “combattiamo oggi – ha aggiunto – un nemico appoggiato e rifornito dall’intero blocco della Nato”. Mai in precedenza Putin era stato così chiaro e diretto.





