La procura generale di Roma ha chiesto nel processo d’Appello l’assoluzione per l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro per l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al caso dell’anarchico Alfredo Cospito. Nel corso della requisitoria, davanti ai giudici della terza sezione della Corte di Appello, il sostituto procuratore generale ha sottolineato che “non vi era certezza sulla segretezza. Sugli atti c’era limitata divulgazione ma nessuno ne aveva segnalata la riservatezza”.
Il 20 febbraio 2025 Delmastro era stato condannato dai giudici dell’ottava sezione penale del Tribunale di Roma a 8 mesi, pena sospesa. I giudici di primo grado avevano riconosciuto a Delmastro, che si è dimesso da sottosegretario alla Giustizia il 24 marzo scorso, le attenuanti generiche, e applicato l’interdizione di un anno dai pubblici uffici, respingendo le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili, fra i quali quattro parlamentari del Pd.

Sentenza prevista il 20 maggio
La sentenza del processo d’Appello arriverà il 20 maggio. Ieri il pg ha sollecitato l’assoluzione con la formula perché “il fatto non costituisce reato”. “Era inevitabile questa richiesta – ha commentato al termine dell’udienza l’avvocato Giuseppe Valentino, difensore di Delmastro – Io vorrei capire quale segreto sia stato divulgato, quale anomalia vi sia stata. Non erano atti classificati, non c’era nulla che potesse giustificare tutto ciò che è accaduto finora. Quindi io mi auguro vivamente che si faccia una lettura organica e coerente con la sostanzialità di questo processo e siamo in attesa della sentenza fiduciosi”.






