Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nelle scorse ore ha avuto parole di fuoco anche nei confronti papa Leone XIV, in un immotivato e diretto attacco delirante al leader della Chiesa cattolica, che ha scatenato immediate reazioni di condanna da parte dei credenti e delle istituzioni eccelesiastiche. In quella che a tutti è sembrata una risposta alle crescenti critiche del pontefice al conflitto lanciato congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle politiche migratorie molto rigide dell’amministrazione Trump, il presidente americano ha definito Leone XIV “terribile“. E ha scritto che gli preferisce il fratello: “Mi piace molto di più suo fratello Louis rispetto a lui, perché Louis è totalmente Maga. Lui ha capito tutto, e Leo no!“.

Trump ha scritto nel suo post di domenica che “Leone dovrebbe darsi una regolata come papa”, dicendo poi ai giornalisti di non essere “un grande fan” del pontefice. Trump ha accusato inoltre papa Leone di essere “debole sul tema delle armi nucleari”, pochi giorni dopo che il papa aveva definito “totalmente inaccettabile” la minaccia del presidente americano di distruggere la civiltà iraniana. Nel suo discorso nella Domenica delle Palme il mese scorso in Piazza San Pietro, il Santo Padre aveva sottolineato che Dio rifiuta le preghiere dei leader che scatenano guerre e hanno le mani «piene di sangue», definendo il conflitto in Iran «atroce». Leone XIV aveva inoltre invitato Trump a trovare una “via d’uscita per mettere fine al conflitto e ridurre il livello di violenza“.
Robert Francis Prevost, originario di Chicago, è il primo papa statunitense. Trump ha affermato che è stato eletto proprio perché americano, sostenendo che p stato eletto proprio perché alla Casa Bianca è tornato lui: “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa incredibile. Non figurava in nessuna lista degli eleggibili ed è stato scelto esclusivamente perché americano, perché si riteneva che fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano“, ha sostenuto il presidente USA.
Mentre papa Leone raggiunge in fondo all’aereo i giornalisti che lo seguono nel viaggio in Africa. Inevitabili chiedere commenti sull’attacco scomposto di Trump in un messaggio sul suo social, ma il Papa è l’immagine della serenità: “Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”. Sulla circostanza che Trump ha scritto i suoi commenti sul social «Truth» («Verità») papa Leone Prevost ha sorriso: “È ironico il nome stesso del sito. Non aggiungo altro”.

Le reazioni agli attacchi di Trump al Papa
La Presidenza della Cei “esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore» dal presidente Usa Donald Trump, e «unendosi a quanto affermato dal Presidente dei vescovi Usa, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Papa vicinanza e affetto, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero».
L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, si dichiara sconfortato dall’attacco di Donald Trump al Papa. “Sono affranto per il fatto che il presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie sul Santo Padre. Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime”, ha affermato in una dichiarazione, come riporta online l’agenzia Reuters .
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio in occasione della partenza del papa per il viaggio in Africa: “Il forte richiamo alla pace, così urgente in tempi tanto tribolati, al pari dell’invito all’unità e alla fraternità, contribuirà ad alimentare la consapevolezza dell’indispensabile contributo che ogni individuo e ogni collettività sono chiamati a fornire per superare le divisioni e salvaguardare la dignità dell’uomo. Sono certo che nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli, rivolti soprattutto alle ultime generazioni, chiamate ad assumere la responsabilità e vivere la gioia del divenire fecondo seme di progresso sociale ed economico per i rispettivi Paesi e comunità“.
La premier Giorgia Meloni approfitta del viaggio in Africa per lanciare un messaggio chiaro di sostegno: “A nome mio personale e del Governo italiano, desidero rivolgere a Papa Leone XIV il ringraziamento e l’augurio più sincero per il buon esito del viaggio apostolico che lo condurrà per la prima volta in Africa e che lo porterà a toccare quattro Nazioni: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Possa il Ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace, interna e tra le Nazioni, nel solco del percorso tracciato dai suoi Predecessori, e dare sostegno e conforto alle comunità cristiane che avrà modo di incontrare durante il viaggio. L’Italia continuerà a fare la propria parte per favorire la costruzione di un nuovo modello di cooperazione con il Continente africano e per sostenere la pace, lo sviluppo e il benessere dei popoli”.
Il leader della Lega e vicepremeir Matteo Salvini, invece, va dritto su Trump: “Papa Leone è una guida spirituale per miliardi cattolici ma, al di là di questo, se c’è una persona che si sta spendendo per la pace è Papa Leone e quindi attaccarlo non mi sembra cosa intelligente e utile da fare“. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha aggiunto. “Invece di attaccare il Santo Padre io aiuterei il Santo Padre e sosterrei le parole di pace del Santo Padre“.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein: “Con gli attacchi e le minacce al Papa il Presidente Trump sposta oltre ogni tollerabilità il metodo di arroganza che lo ha fin qui caratterizzato. Insultare il Papa per il suo fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana è atto gravissimo, che rivela fino in fondo la cultura della sopraffazione di chi non tollera voci libere. Esprimo quindi, anche a nome della comunità del Partito democratico, piena solidarietà a Papa Leone XIV”.
Il sostegno al Papa arriva anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana: “Rinnovo il mio pensiero e la mia gratitudine a Papa Leone XIV per le sue parole di pace e per l’attenzione che continua a riservare ai cristiani perseguitati. I suoi forti appelli, che ho ricordato in diverse occasioni, anche ieri, sono un riferimento prezioso e richiamano tutti a un’assunzione di responsabilità, affinchè il dialogo possa sempre prevalere“.
“In occasione del primo viaggio apostolico in Africa, rivolgo il mio deferente pensiero e la mia profonda gratitudine a Papa Leone XIV per il Suo continuo richiamo alla pace. In una terra da sempre martoriata da guerre e carestie, e dove migliaia di cristiani vengono tuttora perseguitati e uccisi, il viaggio del Santo Padre è motivo di speranza per un futuro di pace, fraternità e dialogo“. dichiara in una nota ufficiale il presidente del Senato, Ignazio La Russa.





