MENU
22 Marzo 2026 23:23

Referendum giustizia, affluenza record

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE La diretta dai seggi. Accuse di reati amministrativi, denunce di sabotaggio e presunte violazioni: il clima referendario si infiamma.

Seggi aperti da questa mattina per il referendum sulla Giustizia. Gli eletori sono chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi sono stati aperti questa mattina dalle 7 sino alle 23, e nella giornata di domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Ministro dell’ Interno, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero. Non servirà il quorum.

Il referendum è confermativo: gli italiani votano su un unico quesito, scegliendo tra “SI” e “NO”. Non e’ necessario un quorum dei votanti, pertanto il risultato finale resterà comunque valido indipendentemente dall’affluenza e sara’ determinato dalla maggioranza dei voti validamente espressi. Il voto si svolge nei seggi elettorali del proprio comune di residenza. Per votare e’ necessario presentarsi con un documento d’identita’ valido e la tessera elettorale. Gli italiani residenti all’estero votano per corrispondenza. Per alcune categorie di elettori impossibilitati a recarsi al seggio sono previste modalita’ alternative, come il voto domiciliare secondo la normativa vigente. Lo scrutinio iniziera’ immediatamente dopo la chiusura dei seggi nella giornata di lunedi’. Trattandosi di referendum costituzionale, l’esito e’ immediatamente vincolante. 

Alle ore 12 di oggi l’affluenza al voto è stata del 14% circa, dato questa che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Al referendum dell’8 e 9 giugno 2025 l’affluenza alle 12 fu del 12,43%.  Si votava in quell’occasione per dei referendum abrogativi su 5 quesiti: dall’abolizione del contratto di lavoro a tutele crescenti del Jobs Act alla cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese, dall’abrogazione delle norme che hanno reso più facile ricorre ad assunzioni a tempo determinato fino alla sicurezza sul lavoro. Il quinto quesito proponeva di dimezzare da 10 a 5 anni il tempo di residenza legale nel nostro Paese per la richiesta della cittadinanza italiana da parte degli stranieri extracomunitari maggiorenni. L’affluenza finale fu del 29,83% con quorum (in quell’occasione necessario) non venne raggiunto

Nel Lazio, l’ affluenza per il referendum sulla riforma della giustizia alle ore 12 è stato del 16,2% , una percentuale più alta rispetto alla media nazionale del 14,9%. Il dato, in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale, in base a 5.279 sezioni sul totale di 5.314. Roma è la provincia in cui si è votato di più e ha raggiunto il 17,83%. La più bassa Frosinone con il 12,4%. L’ Emilia-Romagna è stata, sempre alle 12 la regione con l’affluenza più alta al referendum, dove ha votato il 19,5% degli aventi diritto al voto, un dato significativamente più alto (circa 8 punti sopra) rispetto alle regionali del novembre 2024, quando si votava sempre di domenica e lunedì, alle 12 andò a votare l’11,57% e l’affluenza finale fu del 46,42%.

L’affluenza è superiore di circa cinque punti rispetto alla media nazionale. La provincia dove si è votato di più è quella di Bologna (21,1%), seguita da Ferrara (19,5%) e Ravenna (19,5%), ma tutte le province sono ben al di sopra dell’affluenza delle regionali. 

Affluenza al referendum alle ore 19 oltre il 37%

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia alle ore 19 è oltre il 37% dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Al momento è relativo a circa il 25% dei seggi. Nel Comune di Milano l’affluenza registrata alle ore 19 , a fronte di 1.112 sezioni sul totale di 1.249, si attesta al 45,71%.  Nella giornata di oggi, il Comune di Milano ha erogato, tra sedi anagrafiche e ufficio elettorale, 13.386 tessere elettorali e 523 carte di identità elettroniche.  A Roma sempre alle ore 19, sono andati al voto il 42,60% degli elettori.

Polemiche a Roma e Napoli

Al centro della polemica finisce la Terza Municipalità di Napoli. Un video diffuso sui social, che ritrae l’assessore alle Politiche sociali Teresa Esposito, ha scatenato l’ira dei vertici di Forza Italia. Secondo l’accusa, i mezzi comunali destinati al trasporto dei disabili sarebbero stati strumentalizzati per accompagnare i cittadini a votare “No”. «Un fatto gravissimo che configura profili di peculato», attacca Fulvio Martusciello, segretario regionale azzurro, annunciando un esposto immediato. Sulla stessa linea il senatore Francesco Silvestro, che parla di “grave violazione della neutralità istituzionale” e di un uso “antidemocratico” di risorse pubbliche essenziali, chiedendo chiarimenti urgenti al sindaco Manfredi per ripristinare il decoro dell’amministrazione.

Grande disappunto anche per il portavoce del Comitato “Giuliano Vassalli” per il “Sì”, Aldo Torchiaro, che – si legge in una nota – entrando a votare questa mattina a Roma ha riscontrato un episodio grave e inopportuno all’interno del seggio n. 1437, nella zona dei Colli Portuensi. Sul bancone dove gli elettori erano chiamati a ritirare le schede di voto era infatti esposta una copia del quotidiano Il Manifesto, aperta sulla prima pagina recante in evidenza una grafica con molteplici “No” neri su sfondo rosso, chiaramente riconducibile a un messaggio politico riferito al referendum in corso. «È un fatto inaccettabile – ha dichiarato Torchiaro –. In un luogo che deve essere neutrale per definizione, non può trovare spazio alcun elemento che richiami, anche indirettamente, una posizione di voto. Qui non siamo di fronte a una svista, ma a un segnale che rischia di condizionare, anche solo simbolicamente, la libertà dell’elettore“. A seguito della pronta protesta del portavoce del Comitato, il presidente del seggio è immediatamente intervenuto disponendo la rimozione del quotidiano dal banco elettorale.

Il giornalista Marco Travaglio è andato a votare con la prima pagina del Fatto Quotidiano che dirige, in bella vista,, e si è fatto fotografare davanti all’urna elettorale con il quotidiano in mostra. Qualche magistrato “amico” … tipo Nicola Gratteri dovrebbe ricordargli che nei seggi la propaganda è vietata per legge.

Ben altro stile ed etica quella manifestata da Marina Berlusconi che nella tarda mattinata di oggi è andata a votare al referendum sulla riforma della giustizia a Milano. E come già annunciato nelle scorse settimane, ha fatto sapere di avere convintamente votato SI. “Non è questione di dediche – ha detto ai giornalisti – è questione di esercitare un voto oggi per poter dare un contributo positivo al futuro di questo Paese. È un’occasione quella di oggi che non possiamo farci sfuggire, la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il Sì per un’Italia civile democratica e moderna“. Un paio di settimane fa Marina Berlusconi aveva scritto una lunga lettera al quotidiano (non certo amico…) La Repubblica spiegando le ragioni della sua scelta, in particolare quella relativa alla separazione delle carriere, che sarebbe a suo dire un “passaggio fondamentale per la vita democratica del nostro Paese”.

la presidente della Mondadori, Marina Berlusconi

Referendum, boom affluenza: 10 punti in più rispetto al 2020

Boom dell’affluenza al referendum sulla giustizia. Il dato delle 19 conferma la crescita della partecipazione al voto con una percentuale del 38,9%: quasi di 10 punti in più rispetto al precedente del referendum del 2020 sul taglio del numero dei parlamentari che, nel primo giorno di voto allo stesso orario, aveva fatto registrare una partecipazione del 29,7% degli aventi diritto. Al Nord Ovest siamo sul 43,5%, al Nord Est al 43%, al Centro al 42%, Sud 31% e Isole 29,6%. Per quanto riguarda gli altri precedenti di referendum costituzionali (nei quali, va ricordato, non è necessario il raggiungimento di un quorum) il dato dell’affluenza delle 19 si conferma da record. Al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V (nel quale si votò, però, solo in un giorno) l’affluenza alle urne delle 19 era stata al 23,9%. A quello sulla devolution alle 19 del 25 giugno 2006 aveva votato il 22,4%. Il referendum costituzionale del 2016 sulla riforma Renzi si tenne in una sola giornata e alle 19 aveva votato il 57,24%.

Nelle altre consultazioni popolari più recenti, non di carattere costituzionale, ma nelle quali si è votato in due giorni nell’ultima, del 2025, su lavoro e cittadinanza si è registrato un dato del primo giorno alle ore 19 del 16,16% e a quello del 2011 su acqua e nucleare fu del 30,3%.


TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Bossi, da leader fu controverso, abrasivo, provocatorio, da sconfitto un'icona
Elettricità, si può cambiare gestore in 24 ore: le nuove regole Arera 
Referendum, da domani alle urne: come e quando si vota
Primavera travolta dall’inverno: in arrivo 'colpo artico'
Respinto il ricorso della difesa, la Cassazione conferma l’imputazione coatta per John Elkann
Esplosione a Roma: crolla un casale abbandonato, due morti. Erano anarchici, "confezionavano una bomba"
Cerca
Archivi
Referendum giustizia, affluenza record
La guida su come difendersi dai controlli sul conto corrente e dalle multe dell' Agenzia delle Entrate
Bossi, da leader fu controverso, abrasivo, provocatorio, da sconfitto un'icona
Elettricità, si può cambiare gestore in 24 ore: le nuove regole Arera 
Referendum, da domani alle urne: come e quando si vota

Cerca nel sito