L’aula della Camera ha approvato con 229 voti favorevoli e 40 contrari il dl Ucraina. Approvato dal parlamento Il disegno di legge di conversione del recante disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance . Il testo del provvedimento passa ora all’esame del Senato, che dovrà convertirlo in legge entro il primo marzo.
La Camera aveva votato prima la fiducia al governo: a esprimersi a favore erano stati 207 deputati, contrari 119 e 4 astenuti. Sono stati sei i deputati della Lega sui 58 del gruppo del partito guidato da Matteo Salvini che non hanno partecipato al voto di fiducia di oggi. Si tratta di 3 deputati in missione: il ministro Giancarlo Giorgetti, Laura Cavandoli e il sottosegretario al Mef, Federico Freni. Dai tabulati risultano assenti invece Umberto Bossi, Antonio Angelucci e Dimitri Coin. Lega e Fdi sono stati i gruppi parlamentari maggiormente presenti in Aula, con l’89,66 di percentuale di presenza. Dei 53 deputati di Fi a votare sono stati in 41, mentre 3 erano in missione e 9 gli assenti.

Vannacci: “Futuro Nazionale vota sì a fiducia, ma no a provvedimento”
“Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare”, aveva dichiarato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, prima del voto di fiducia. I deputati vannacciani chiamati al voto sono stati i due ex leghisti, Edoardo Ziello (oggi responsabile dell’organizzazione e tesoriere di Fnv), Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo ex deputato di Fdi, da cui era uscito aderendo inizialmente al Gruppo Misto.
“Ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti” ha aggiunto Vannacci “Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l’impegno ad interrompere le forniture di armi, a favore dell’esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale“, rendeva noto il generale. “Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità”.
L’ex capo della Folgore ha confermato quindi che restano all’esame dell’Assemblea tre loro ordini del giorno in cui si chiede al Governo Meloni di “interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell’Ucraina e di proseguire e rafforzare l’impegno dell’Italia nelle sedi internazionali e multilaterali, al fine di incentivare un’intensificazione degli sforzi diplomatici verso tutte le parti coinvolte, con l’obiettivo di giungere a una pace giusta, possibile e duratura”.






