Trasporti: stop Freccia Rossa, tutte le bugie di Emiliano, Borracino e Giannini

Trasporti: stop Freccia Rossa, tutte le bugie di Emiliano, Borracino e Giannini

Le parole di Emiliano sono “il manifesto della contraddizione”. E l’ assessore Giannini dice il falso quando sostiene che 40 persone a tratta rappresenta lo 0,02% della sola Taranto, in quanto i 29.565 viaggiatori l’anno rappresentano il 15% del totale, il 7,5% a tratta. Qualcuno lo spieghi anche all’assessore Borracino ormai diventato il megafono di Emiliano a Taranto e provincia

ROMA – Il comitato “non pendolari” di Potenza risponde all’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Giovanni Giannini, che ha dichiarato che la Regione Puglia non ha mai assunto l’impegno di partecipare ai costi di Trenitalia per il FrecciaRossa del mattino Taranto-Roma-Milano via Potenza-Salerno-Napoli. Da metà dicembre, infatti, il FrecciaRossa in questione partirà solo dalla Basilicata, Regione che partecipa ai costi, e non più da Taranto come è stato sinora in quanto la Puglia non si è fatta carico della sua quota di partecipazione finanziaria.

Emiliano in “posa” sul Freccia Rossa in partenza da Taranto l’ 11 dicembre 2016

A Giannini che afferma che la Regione Puglia non si è mai impegnata per una partecipazione ai costi, il comitato risponde citando quanto il governatore di Puglia, Michele Emiliano, disse a Taranto all’avvio del nuovo collegamento, l’ 11 dicembre 2016. Per il comitato, le parole di Emiliano sono, come riportato dall’ AGI-Agenzia Italia  “il manifesto della contraddizione” perché, secondo il comitato, Emiliano in quell’occasione sostenne che “il Frecciarossa aggancia l’alta velocità a Salerno. Sia chiaro: non stiamo dicendo che partirà a 300 all’ora, però è un impegno che avevamo preso tanto tempo fa con la città di Taranto – sostenne  Emiliano nel 2016 – ed è stato mantenuto, devo dire, anche grazie alla Basilicata che ha fatto uno sforzo economico notevole. Noi accompagneremo questo sforzo e cercheremo di fare in modo che tutti i treni italiani in passato che partivano da Taranto verso il Nord, adesso vengano recuperati attraverso l’aggancio all’alta velocità”.

Il comitato “non pendolari” osserva poi chele Regioni, a fini di miglioramento del servizio, possono intervenire finanziariamente anche sui treni “a mercato“. Per esempio da anni – si cita – la Regione Friuli-Venezia Giulia eroga un contributo a Trenitalia affinché alcuni “Frecciargento” Roma-Venezia e viceversa, siano prolungati a e da Pordenone e Udine. Idem per le relazioni Basilicata-Lombardia e Calabria-Trentino. “Per attivare ulteriori Frecciargento-Frecciarossa (oltre a quelli già esistenti Puglia-Caserta-Roma) la Regione Puglia – si afferma – dovrebbe supplire con proprie risorse, ma non vuole farlo”. Secondo il comitato, “la boutade dei soldi pubblici che non si possono utilizzare per finanziare linee di trasporto nazionale, è una falsità montata ad arte che riduce la politica a rancore e tifoseria”continua l’ AGI-Agenzia Italia.

Il comitato contesta poi Giannini anche sul punto che i passeggeri che salgono e scendono a Taranto dal FrecciaRossa sono una quota esigua rispetto ai 460 posti di dotazione del treno. Per il comitato, “il dato giornaliero (81 utenti) confonde l’opinione pubblica e la indirizza a proprio favore. Se 40 persone a tratta rappresenta lo 0,02% della sola Taranto, i 29565 viaggiatori l’anno rappresentano il 15% del totale, il 7,5% a tratta. Dato ben diverso – sostiene il comitato rispondendo all’assessore della Regione Puglia – e molto più significativo rispetto a quello giornaliero”. Inoltre, sostiene ancora il comitato, “non ci risulta affatto che il Frecciarossa lucano impieghi 6 ore per raggiungere la Capitale. Il sito di Trenitalia indica un tempo di percorrenza di 5h e 19m, mentre il collegamento più veloce da Bari, con interscambio, si attesta sulle 5h e 16m. Il Frecciarossa lucano infatti, permette ai tarantini di raggiungere Napoli in sole 4h (invece delle 5h via Bari) e Firenze in 7h ( invece delle 7h 09m con 3 cambi via Bari)”.

Infine il comitato “non pendolari” contesta a Gianniniun collegamento diretto Taranto-Bari che possa migliorare l’interscambio con i Bari-Roma”. Per il comitato, si tratta dell’ “ennesimo tentativo di gettare fumo negli occhi ai propri cittadini da parte di chi, in tutti i modi e ormai da mesi, cerca unicamente una scusa per non parlare di cose concrete. L’Intercity 612 – si afferma – impiega 1h 08m con la sola fermata di Gioia del Colle. Ne consegue che un regionale diretto Taranto-Bari impiegherebbe non meno di 1h 06m. Solo 2 minuti in meno – si conclude – del collegamento attuale con bus”.

 

Nessuno si è accorto che Emiliano ed ha mai detto nulla sulla nomina alla presidenza di Aeroporti di Puglia di Tiziano Onesti retribuito con 60mila euro l’anno , che è anche il presidente di Trenitalia. Una coincidenza forse l’avvio dei lavori per il potenziamento della rete ferroviaria per portare l’alta velocità a Bari. Altro che Sindaco di Puglia….!!!  L’obiettivo delle Ferrovie dello stato è di “terminare entro il 2026 la Roma-Bari in 3 ore, che vuol dire 2 ore da Napoli e collegare due grandi città per creare un’unica grande area metropolitana”   affermava lo scorso 4 giugno 2019 l’amministratore delegato di Fs Gianfranco Battisti che, in occasione del decennale delle Frecce, ha ricordato come “l’Alta Velocità ha cambiato il Paese dal punto di vista logistico“. Secondo Battistiè il più grande progetto infrastrutturale dal dopoguerra ad oggi e credo che i dati dimostrino che trasportiamo oltre 40 milioni di passeggeri l’anno. Gli obiettivi da perseguire sono aumentare il livello qualitativo, l’offerta e cercare di estendere la rete, che oggi è solo su circa mille Km“. Quanto agli investimenti, “in generale – confermava Battistiproseguono massicciamente non solo sull’Alta Velocità ma anche su tutta la rete. Abbiamo qualcosa come 2 miliardi di euro di investimenti sull’implementazione della rete – ha concluso – e per il Traporto regionale sono in arrivo 106 nuovi treni entro l’anno“.

Non ricordiamo di aver letto ed ascoltato una sola parola dei deputati e senatori jonico-salentini in tale occasione, così come neanche i consiglieri regionali eletti a Taranto che ora si stracciano le vesti (metaforicamente parlando) pronunciarono una sola parola. E tutto questo, secondo noi,  gli elettori non devono e non possono dimenticarlo se hanno ancora un briciolo di dignità.

La Salcef insieme ad un raggruppamento di imprese (RTI) si è aggiudicata nei giorni scorsi  la realizzazione di una tratta della nuova linea ad alta velocità Napoli – Bari. I lavori riguarderanno la progettazione e l’esecuzione della tratta Frasso Telesino – Telese, in particolare la realizzazione della nuova sede ferroviaria, comprese le opere civili connesse, per un valore di circa 230 milioni di euro. Il nuovo tracciato si estende per circa 30 km, di cui 5.721 m in galleria, e prevede la demolizione di 16 km di binario della linea storica. L’opera fa parte di un più ampio progetto per la costruzione della prima linea AV/AC che unirà i capoluoghi della Puglia e della Campania: una nuova infrastruttura strategica per la mobilità del Sud Italia, che entrerà a far parte del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia – Mediterraneo.

Come commentare tutto ciò ? Molto semplice: invitare tutti i pugliesi a mandare a casa una classe politica che vive di menzogne, di nomine politiche e di finanziamenti agli “amici degli amici”. Un Presidente della Regione “serio”, sopratutto in quanto magistrato in aspettativa, con tutte le di indagini giudiziarie a suo carico si sarebbe dimesso immediatamente. Ma per prendere una decisione seria e rigorosa del genere, bisogna essere appunto delle persone serie e per bene. A voi Emiliano sembra esserlo ?

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