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11 Febbraio 2026 16:00

Taranto. Truffa alle compagnie assicurative: “Quei tre non vanno arrestati”. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa

Ancora una volta la Cassazione ha confermando il giudicato dei giudici del tribunale di Taranto, smentendo le tesi accusatorie delle procura tarantina, e quello che è ancora più grave, una certa propensione eccessiva alle manette, e quindi alla conseguente privazione della libertà

ROMA –  I giudici della Cassazione hanno accolto il ricorso presentato dagli avvocati Giuseppe Campanelli,  Giancarlo Catapano e Salvatore Maggio contro la richiesta di arresto di altri tre indagati nella operazione che ha sgominato un’organizzazione truffaldina che organizzava falsi incidenti e che girava intorno alla famiglia Tortorella.  Il Gip del Tribunale  di Taranto dr. Tommasino aveva accolto parzialmente la richiesta del pubblico ministero Marina Mannu di arrestare altri ventitrè indagati nella operazione sui falsi incidenti, disponendo gli arresti domiciliari solo per il carabiniere (in pensione) e due donne, mentre gli altri venti indagati tra i quali figurano anche avvocati, medici e fisioterapisti non andavano arrestati.

La decisione non era andata giù alla Procura di Taranto che aveva fatto ricorso in Cassazione contro la decisione del Gip,  ma la Suprema Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la decisione presa a febbraio scorso dal tribunale dell’Appello di Taranto e pertanto per gli ermellini il carabiniere in pensione e le due donne non devono andare ai domiciliari.
Ed ancora una volta la Cassazione ha confermato la valutazione del Gip del Tribunale di Taranto, smentendo le tesi accusatorie della procura tarantina, e quello che è ancora più grave, una certa propensione eccessiva alle manette, e quindi alla conseguente privazione della libertà

 

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