Processo contratti Expo. Confermata anche in appello la condanna di 1 anno a Maroni

Processo contratti Expo. Confermata anche in appello la condanna di 1 anno a Maroni

La Corte di Appello di Milano lo hanno ritenuto colpevole solo del reato di turbata libertà degli incanti per un incarico nell’ente regionale Eupolis a una sua collaboratrice. Confermate in secondo grado anche le condanne ad un anno per Giacomo Ciriello, ex capo della segreteria del governatore, a 10 mesi e 20 giorni per Andrea Gibelli, ex segretario generale del Pirellone e presidente di Fnm spa e a 6 mesi per Mara Carluccio.

MILANO – L’ex Governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni è stato condannato a un anno in appello (stessa condanna in primo grado) a Milano nel processo con al centro presunte pressioni per favorire, quando guidava il Pirellone, due sue ex collaboratrici che lavoravano con lui quando era ministro dell’Interno.

L’ex presidente della Lombardia che figura tra i 4 imputati, era stato condannato precedentemente in primo grado a 1 anno (pena sospesa) e solo per uno dei due capi di imputazione contestati. La corte, presieduta da Piero Gamacchio, ha solamente riqualificato il reato di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente in turbata libertà degli incanti, in relazione all’accusa che riguardava l’incarico affidato in Eupolis, ente della Regione, a Mara Carluccio.

Ha confermato per l’ex governatore lombardo l’assoluzione, emessa in primo grado, per l’accusa di induzione indebita relativa al tentativo di far inserire, secondo l’accusa, a spese di Expo, Maria Grazia Paturzo che sarebbe stata a lui legata da una “relazione affettiva“, nella delegazione per un viaggio a Tokyo nel 2014. Il pg Vincenzo Calia aveva chiesto la sua condanna per entrambi e reati a due anni e sei mesi.

Confermate in secondo grado anche le condanne ad un anno per Giacomo Ciriello, ex capo della segreteria del governatore, a 10 mesi e 20 giorni per Andrea Gibelli, ex segretario generale del Pirellone e presidente di Fnm spa e a 6 mesi per Mara Carluccio.

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