Polizia, Carabinieri e Finanza, smantellano tre sodalizi criminali operanti nel litorale jonico lucano.

Polizia, Carabinieri e Finanza,  smantellano tre sodalizi criminali operanti nel litorale jonico lucano.

Nell’operazione coordinata dalla dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza sono impegnati 170 carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Matera, un centinaio di poliziotti della Questura di Potenza e 60 militari del Comando provinciale della Guardia di finanza. “Gruppi agivano con stesse modalità di clan pugliesi, campani, calabresi e siciliani”. Arrestato dai suoi colleghi un carabiniere che era tutt’ora in servizio, e nello stesso tempo faceva parte di un clan mafioso

ROMA  – Dalle prime luci dell´alba 170 carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Matera, 100 poliziotti delle Questura di Potenza e Matera e 60 finanzieri della Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Matera, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, stanno eseguendo un´ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 25 persone accusate di aver fatto parte di tre sodalizi criminali, di cui uno di stampo mafioso e dedito al racket delle estorsioni e allo spaccio di sostanze stupefacenti e gli altri due attivi nel traffico e spaccio di stupefacenti, in particolare cocaina e hashish.

Con l´ausilio di un elicottero e delle unità cinofile i poliziotti e i militari stanno inoltre eseguendo 22 perquisizioni domiciliari alla ricerca di armi e droga, nonché sequestri preventivi di beni, terreni e attività imprenditoriali nelle province di Matera, Potenza, Bari, Lecce, Foggia, Milano e Salerno. Sono in corso anche 22 perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi e droga e sequestri di beni, terreni e attività imprenditoriali nelle province di Matera, Potenza, Bari, Lecce, Foggia, Milano e Salerno.

Uno dei tre clan operanti sulla costa jonica della Basilicata disarticolati oggi era capeggiato da Gerardo Schettino, un ex carabiniere di 53 anni, che fu arrestato per la prima volta nel 2004. Il clan che capeggiava, denominato proprio “Schettino“, è considerato dagli investigatori e dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza dotato di una “mafiosità emersa in tutta la sua evidenza“. L’ex carabiniere ripreso dalle troupe televisive e dai fotografi all’uscita dalla caserma dei Carabinieri di Matera ha inveito contro la stampa: “Provate a chiedere i riscontri provate, non ce ne sono riscontri solo pagliacciate hanno fatto, con un bambino di 13 anni. Riprendete riprendete“.

L’attività investigativa coordinata dalla Dda potentina ed affidata da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, ha evidenziato la presenza ed attività sul litorale jonico lucano di una realtà criminale definita “di eccezionale pericolosità” che era costantemente in contatto con i sodalizi criminali operanti nelle regioni limitrofe, ma che  nel tempo, aveva sviluppato una propria autonoma capacità di intimidazione e governo criminale del territorio inducendo assoggettamento e omertà.

 

 

Gli arrestati sono stati accusati di essere componenti, a vario titolo, di un’associazione armata di stampo mafioso con base a Scanzano Jonico denominata “clan Schettino” che si occupava principalmente di estorsioni in danno di imprenditori del Metapontino ed allo spaccio di stupefacenti, e di un altro gruppo criminale denominato “gruppo Russo” attivo nel traffico di cocaina e hashish. La Procura distrettuale antimafia di Potenza ha smantellato anche terza associazione criminale, denominata “gruppo Donadio” che operava a Montalbano Jonico nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, dei quali veniva approvvigionata dal clan Schettino e dal gruppo Russo. Fra gli arrestati anche un carabiniere in servizio Maurizio Poci , che è stato arrestato dai suoi stessi colleghi.

Sequestro di droga, armi e beni. Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro sette chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish, eroina e marijuana, scoperti gli  investimenti del clan Schettino in attività economiche come l’intestazione di locali, fabbricati e terreni intestati a dei prestanome.

I tre gruppi non avevano nulla da “invidiare” ai clan siciliani, calabresi, campani e pugliesi. Dalle indagini è emersa in tutta la sua evidenza le attività illecite e la mafiosità del gruppo Schettino. Grazie al prezioso supporto di intercettazioni telefoniche ed ambientali le indagini hanno consentito di ricostruire le attività di un’organizzazione che spaziava in più settori: imposizione delle guardianie, estorsioni ad attività economiche, incendi di beni degli imprenditori che non si piegavano, reinvestimento dei proventi di attività illecite in attività lecite, controllo delle attività economiche, tentativi di infiltrazione negli appalti pubblici, intestazione fittizia di beni, esistenza di una rigida scala gerarchica che non si interrompe nemmeno con l’arresto dei capi dell’organizzazione, disponibilità di armi da guerra, assistenza agli affiliati in difficoltà o finiti in carcere, formule rituali di affiliazione, repressione violenta dei dissidi interni.

Questi gli arrestati

In carcere sono finiti Rocco Russo, Leonardo Donadio, Giovanni Bruno, Domenico Marino, Francesco Russo, Gerardo Schettino, Domenico Porcelli, Nicola Lo Franco, Michele Puce, Mario Lopatriello, Maurizio Poci e Piero Di Domenico. Poci, carabiniere, è stato arrestato dai suoi stessi colleghi.

Ai domiciliari, invece, Antonio Fusco, Silvano Melziade, Pietro Grassano, Giuseppe Tucci, Donatello Nuzzo, Michele Renna, Giuseppe Latronico, Giuseppe Cirelli, Marco Leone, Maria Montano, Francesco Nicoletti, Giuseppe Schettino e Daniela Turtuoi.

L’operazione della Dda di Potenza è molto importante, “storica” per il territorio manifestando una incisiva svolta nell’impegno investigativo, conferendo coraggio e di sicurezza nell’opinione pubblica. Sentirsi tutelati e protetti dallo Stato aiuta il risveglio della società civile nella ribellione contro le nuove “mafie”, in quanto sono in corso indagini anche nell’area delle estrazioni petrolifere nella zona della val d’Agri e dell’Agri-Sauro. Territori un pò troppo trascurati, distante dalla vita giornaliera della società civile. Un territorio dove il “peso” mafioso sembra piacere a non pochi esponenti della criminalità organizzata. Come conferma e commenta al CORRIERE DEL GIORNO il Col. Francesco Gazzani, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Potenza: “La Basilicata non è terra immune da fenomeni mafiosi, data anche la vicinanza e confini con la Calabria e Campania, e Puglia, territori dove la criminalità organizzata è ben radicata

Per l’Antimafia di Catanzaro, Schettino era l’uomo in più degli zingari di Cassano, al comando del policorese Filippo Solimando, da tempo residente in Calabria, ma che ha spostato la “base operativa” dei traffici di droga del clan in Basilicata, per “sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine”. Gerardo Schettino, ex Carabiniere 50enne di Scanzaro Jonico vanta un lungo curriculum criminale alle spalle, ed a marzo del 2015 era stato raggiunto un’ordinanza di arresto per traffico internazionale di stupefacenti, proprio assieme a Solimando e ai vertici della ‘ndrina egemone sullo spaccio nel cosentino.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini,  stamane ai microfoni di “Radio Anch’io” su Rai radio 1,  ha commentato l’operazione nelle tre regioni :”Complimenti ai 300 poliziotti e finanzieri che in Puglia, Basilicata, Campania hanno arrestato decine di spacciatori, estorsori e mafiosi“.

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