Parma dopo un anno risale nel calcio professionistico. Per il Taranto (società) è già troppo stare fra i dilettanti

Parma dopo un anno risale nel calcio professionistico. Per il Taranto (società) è già troppo stare fra i dilettanti

Schermata 2016-04-18 alle 00.22.49Parma e Taranto, due città, due storie, con qualcosa in comune: in entrambe la Banca d’ Italia ha chiuso le proprie filiali. Anche nel calcio parlano i numeri. A un anno dal fallimento, il “nuovo” Parma di Nevio Scala è tornato oggi tra i professionisti. I giocatori del nuovo Parma , infatti, con la vittoria per 2-1 al Tardini contro il Delta Rovigo hanno conquistato la matematica promozione in Lega Pro con tre turni di anticipo. Una cavalcata trionfale quella degli uomini di Apolloni, unica squadra in Italia ancora imbattuta e che può anche fregiarsi del titolo di migliore difesa con soli 13 gol subiti.

Il Parma ha dominato il girone D, conquistando la bellezza di 85 punti in 35 giornate, regalando ai suoi tifosi una gioia dopo una stagione (gestione Manenti), quella passata, di autentico calvario, tra stipendi non pagati,  la retrocessione dalla Serie A del 29 aprile e l’ultima asta andata deserta il 22 giugno. Il nuovo Parma 1913, nato dalla ceneri del club fallito, ha preso vita soltanto il 27 luglio 2015, grazie a un pool di imprenditori locali (da Guido Barilla a Gian Paolo Dallara, passando per Marco Ferrari e Paolo Pizzarotti) unito a un azionarato diffuso fra tifosi e cittadini di Parma.

Dal punto di vista sportivo, la rinascita del Parma è arrivata grazie a un gruppo di uomini che ha scritto le pagine più belle della storia ducale, con Nevio Scala nelle vesti di presidente, Lorenzo Minotti in quelle di direttore sportivo, Gigi Apolloni come allenatore, e Fausto Pizzi alla guida del settore giovanile.

Il Taranto rimane anche quest’anno in serie D. Tre gestioni societarie negli ultimi tre campionati, con alla guida della società personaggi a caccia di consenso politico (Nardoni), di popolarità da esaltazione del proprio “ego” (Campitiello), per concludere all’armata brancaleone messa in piedi dall'”accoppiata” Elisabetta Zelatore e Antonio Bongiovanni, che con le proprie ultime dichiarazioni finirà sul banco degli imputati della Procura Federale.

Infatti “la Virtus Francavilla Calcio comunica che procederà con una formale denuncia alla Procura Federale in merito alle dichiarazioni rilasciate dai presidenti del Taranto Elisabetta Zelatore e Antonio Bongiovanni sia nel post-partita di domenica scorsa contro il Potenza (presente su youtube e facilmente acquisibile nonostante stranamente non sia stato dato risalto mediatico da alcuni giornalisti), che in quella odierna contro il Serpentara. La Virtus ritiene queste dichiarazioni gravi, allusive, pretestuose e danneggiano l’immagine di una società seria e corretta. Dispiace constatare inoltre che tali dichiarazioni antisportive giungano da persone verso le quali la nostra società ha sempre nutrito una grande stima“.

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Poco prima nel mirino della  Virtus era finita anche l’emittente televisiva tarantina  Studio 100 che è sull’orlo del crack societario, e la cui chiusura viene data ormai per imminente. Questo il testo integrale reso noto dal club biancazzurro:  “la Virtus Francavilla Calcio lamenta la scarsa professionalità della testata giornalistica Studio 100, la quale durante l’intervista in diretta al mister Calabro, ha sfumato la stessa spostando l’interesse sulla sala stampa dello Iacovone. La società si ritiene stanca di questi continui atteggiamenti poco sportivi e assolutamente di parte della redazione tarantina ed in virtù di questo a partire dalla giornata di domani non consentirà più a Studio 100 di seguire la Virtus Francavilla Calcio“.

Piccolo particolare...il presidente della Virtus Francavilla, è il miglior inserzionista pubblicitario di Studio100, con la sua azienda di arredamenti Novarredo, radicata in tutta la Puglia

Schermata 2016-04-18 alle 00.32.31Studio100 si arrampica sugli specchi. Ieri sera alle 21 circa è circolato un comunicato stampa dell’emittente televisiva. “Studio 100 Tv – in merito al comunicato stampa diffuso dalla VirtusFrancavilla – chiarisce che nessuno dei propri dipendenti ha mai inteso sminuire o mettere in secondo piano l’ottimo lavoro svolto dalla società della città degli imperiali. Dall’inizio della stagione il nostro gruppo ha avviato una costante collaborazione con il sodalizio francavillese mettendo in evidenza il lavoro svolto quotidianamente attraverso servizi, trasmissioni dedicate e dirette, sia della prima squadra che del settore giovanile. Appare chiaro che, qualora dovesse essersi verificato un problema di bilanciamento nei collegamenti tra gli stadi Taranto e Torrecusodove era impegnata la Virtus, questo non è stato assolutamente voluto o studiato per penalizzare il Francavilla. Nella consapevolezza che nel calcio i toni debbano essere sempre distesi, continueremo a svolgere il nostro lavoro nel rispetto dei ruoli e dei nostri telespettatori”.

A Parma sanno come si fa calcio. Una differenza può spiegare in sintesi tutto: a Parma capitan Lucarelli, bandiera della società, classe 1977,  dopo la retrocessione, con umiltà è rimasto, vero leone in campo e aggregatore fuori dal terreno di gioco. A Taranto Montervino, mandato a casa dalla Salernitana che non gli ha rinnovato il contratto da giocatore, è arrivato al seguito del “salumaio” Campitiello per costruirsi una carriera dirigenziale…

Dobbiamo aggiungere altro ?  Taranto (tifoseria a parte) merita la serie D a tutti i livelli: dalla politica locale, all’economia territoriale, alla squadra di calcio e sopratutto ai suoi dirigenti sportivi. Senza dimenticare certi giornalisti ed editori…

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