Mafia pugliese. Operazione della Polizia, 27 arrestati

Mafia pugliese. Operazione della Polizia, 27 arrestati

Coinvolti anche il sindaco di Avetrana (Taranto) Antonio Minò e Giuseppe Margheriti il primo cittadino del Comune di Erchie (Brindisi). TUTTI I NOMI ED IL VIDEO DELL’OPERAZIONE

ROMA – Gli uomini dalla Squadra Mobile di Taranto Polizia di Taranto, affiancati dai colleghi dello S.C.O. il  Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili di Lecce, Foggia, Brindisi, L’ Aquila ed Alessandria, e del Reparto Prevenzione Crimine di Lecce, col supporto del Reparto Volo e di unità cinofile di Bari,  hanno eseguito  all’alba di oggi  20 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 7 ai arresti domiciliari,  provvedimenti restrittivi disposti dal gip del tribunale di Lecce dr.ssa Cinzia Vergine su richiesta del sostituto procuratore dr. Alessio Coccioli della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un’operazione che ha visti impegnati circa 200 poliziotti, le unità cinofile ed un elicottero del Reparto Volo di Bari, eseguita  nei confronti di un sodalizio criminale di stampo mafioso . Nell’inchiesta risultano indagate complessivamente 60 persone.

Un importante contributo è derivato dalle attività d’intercettazione, i cui contenuti sono risultati nella maggior parte dei casi facilmente intellegibili, a dimostrazione dell’arroganza criminale dei soggetti intercettati, che parlavano apertamente della azioni criminali già compiute e rivelavano la loro appartenenza al clan, in uno scambio di opinioni col quale si voleva allo stesso tempo infondere il potere mafioso e capacità di assoggettamento verso i componenti delle altre articolazioni.

Fra le ipotesi contestate vi è anche quella di riciclaggio, avendo taluni indagati (fra i quali Riccardo De Santis , attinto da misura) acquistato dal clan “D’Amore-Campeggio”, pur conoscendone la provenienza delittuosa, migliaia di capi di abbigliamento per un valore di 150mila euro da pagare in denaro contante, ostacolando l’ identificazione della stessa merce , occupandosi poi del suo smistamento, commercializzazione, trasferimento e sostituzione, il tutto in nero e senza fatture. Legata a tali condotte è pure l’ intestazione fittizia a terze persone di società riconducibili al De Santis.

Fra i 27 arrestati compaiono anche amministratori ed esponenti politici locali fra i quali il sindaco di Avetrana , indagato per concorso esterno,  Antonio Minò  (a sinistra nella foto) infermiere professionale ed ex presidente dell’associazione Avetrana Soccorso , ed un’ ex assessore comunale allo Sport di Manduria, Massimiliano Rossano il quale avrebbe anche ricevuto una tangente per i lavori alla pista di pattinaggio. indagato per scambio elettorale politico-mafioso (entrami comuni della provincia di Taranto ).

Minò all’ epoca dei fatti (2013) era presidente dell’ Associazione Avetrana Soccorso del 118 provincia Jonica, ha fornito consapevolmente e volontariamente un contributo importante al rafforzamento del giro di affari, del prestigio e della fama criminale dell’ articolazione rappresentata dal citato clan, mettendosi a completa disposizione degli indagati  Antonio Campeggio e Francesco D’Amore, nonché degli altri esponenti della medesima articolazione, agevolando l’ imposizione dell’assunzione del secondo, in qualità di autista, presso la postazione di San Giorgio Jonico, ai danni del presidente dell’ associazione Croce Verde Faggiano, ovvero provvedendo lui stesso all’ assunzione di altri sodali indicatigli dal Campeggio.

Le tre diramazioni del clan mafioso agivano prevalentemente nel triangolo della provincia tarantina, fra Manduria, San Giorgio e Sava, e sono qualificabili come frangie della Sacra Corona Unita.

Grazie a intestazioni fittizie, secondo l’accusa il clan è riuscito anche a vincere gare d’appalto per il servizio di 118 in diversi comuni, reinvestendo circa 150mila euro di fondi pubblici in bar e ristoranti.

Ai domiciliari è finito Nicola Dimonopoli, un medico ex consigliere comunale di Manduria, il quale era stato eletto nel 2013 con la lista civica “Proposta per Manduria”, dimessosi lo scorso 30.06.2017 poco prima dell’arresto , il quale come si evince dall’ordinanza, per ottenere voti alle amministrative del 2013 si era rivolto al clan con cui  ha stretto un patto di scambio politico-mafioso garantendo denaro e prestazioni mediche (una prognosi gonfiata in occasione di un sinistro stradale), arrivando persino a fare pressioni e minacciare gli altri consiglieri inducendoli a eleggerlo presidente del consiglio comunale.

L’ organizzazione mafiosa ha altresì procurato voti ad esponenti politici ad essa vicini, nell’ aspettativa di ricevere in cambio favori e appalti pubblici, in particolare in occasione della competizione elettorale comunale di Manduria, per la elezione diretta ·del sindaco e del consiglio comunale, tenutasi nel Maggio – Giugno del 2013. A fronte della promessa di ottenere l’ appoggio elettorale, con procacciamento di voti raccolti mediante l’ esercizio della forza di intimidazione dell’ associazione, il candidato Nicola Dimonopoli (destinatario della misura degli arresti domiciliari) aveva assunto impegno nei confronti del Campeggio capo della propria articolazione mafiosa a versargli cospicue somme denaro con cadenza mensile

Da qui la contestazione del reato (scambio politico mafioso) di cui all’ art. 416 ter c.p. .nei confronti del Dimonopoli, che all’ epoca dei fatti svolgeva servizio al pronto soccorso dell’ ospedale M. Giannuzzi di Manduria, risulta aver concesso prestazioni mediche facendo ottenere, sempre su richiesta di Antonio Campeggio, giorni di prognosi a persone a costui vicine e coinvolte in incidenti stradali, ed ottenendo in cambio un intervento da parte del primo nei confronti di coloro che, di seguito all’elezione, non volevanosostenerlo per la carica alla presidenza del consiglio del comune di Manduria

Agli arresti domiciliari sono finiti anche Giuseppe Margheriti, sindaco di Erchie, comune della provincia di Brindisi, e l’ex vicesindaco ed attuale consigliere comunale Domenico Margheriti, accusati entrambi di corruzione aggravata per aver incassato una tangente da 80mila euro per pilotare un appalto per i lavori di completamento delle infrastrutture primarie della zona Pip del valore di un milione di euro per lavori da eseguire  nella zona industriale alla ditta Tecnoscavi srl dell’imprenditore Pasquale Pedone e la realizzazione di un parco eolico in zona Tre Torri Montugne-Cicirella .

Il sindaco di Erchie  viene accusato anche di aver mandato segnalazioni false alla Regione Puglia ed emesso un’ordinanza per bloccare un cantiere eolico in cambio della promessa di una percentuale sul subappalto che una ditta vicina al clan voleva ottenere per i lavori di movimento terra nel cantiere.

Il clan mafioso smantellato era diretto da Antonio Campeggio (noto come ‘Tonino scippatore’), Antonio Buccoliero (noto come ‘Peppolino capone‘) e Francesco D’Amore, secondo gli inquirenti, cercava di strutturarsi  in un “centro di potere”,in occasione delle amministrative di maggio 2013 a Manduria procurando voti, capace di infiltrarsi  nelle istituzioni e con la società civile grazie alla capacità di inserirsi negli affari economico-imprenditoriale locali, puntava a ricevere appalti in lavori pubblici e servizi del 118 creando un clima di intimidazione nei confronti di numerosi imprenditori locali che venivano in tal modo sottomessi al sistema mafioso, che così si insinuava nell’aggiudicazione di appalti pubblici alle estorsioni, dall’imposizione nelle attività di «movimento terra» al riciclaggio .

Campeggio, Buccoliero e D’amore avevano già un ruolo direttivo in seno alla frangia manduriana della  Sacra Corona Unita, ed in particolare di affiancamento al Cinieri Massimo, alias Massimino molletta, durante la contrapposizione, alla fine degli anni ’80 e primi anni ’90, del gruppo da quest’ultimo capeggiato alla cosca di Stranieri Vincenzo (elemento di vertice della SCU). Periodo in cui si registrarono delle vere e proprie lotte armate per il controllo delle attività illecite sul territorio, culminate anche in omicidi o tentati omicidi di esponenti di vertice, sino alla scalata al vertice del Cinieri ed alla costituzione del sodalizio mafioso denominato “Sacra Corona Libera”, operante nelle province di Brindisi eTaranto. Negli anni, a seguito della riconciliazione tra il vecchio padrino ed il Cinieri , Antonio Campeggio è divenuto il soggetto sul quale il clan Stranieri decideva di puntare.

 

 

 

Gli arrestati vengono ritenuti dalla Direzione Distrettuale Antimafia, responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di associazione di tipo mafioso, scambio politico elettorale-mafioso, estorsione, corruzione, rapina, riciclaggio, lesioni personali, danneggiamento, detenzione illegale di armi da fuoco e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.  In carcere il sindaco di Avetrana, Antonio Minò . Il primo cittadino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver favorito assunzioni al 118 imposte dal clan.

Molteplici gli episodi accertati di estorsione. Tra le quali una ad un cantiere da 10 milioni di euro che lavorava alla realizzazione della nuova rete di acqua potabile per i comuni di  Leporano e Pulsano,  ma anche quella perpretata nel 2010 ai danni degli organizzatori della Fiera Pessima di Manduria, che vennero costretti a pagare un pizzo di 30mila euro per non avere problemi e ritorsioni dal clan mafiosi.

Questi i destinatari della  custodia cautelare in carcere:

BIASI Davide, anni 39, nato a Taranto

BUCCOLIERO Giuseppe, anni 48, nato a Sava (TA)    attualmente detenuto presso il carcere di Sulmona.

CAMPEGGIO Antonio, anni 47, nato a Manduria (TA)

CARPENTIERE Luciano, anni 51, nato a Brindisi

D’AMORE Francesco,anni 49, nato a San Giorgio Jonico (TA)

DE PASQUALE Agostino, anni 58, nato a Manduria (TA)

DE SANTIS Riccardo, anni 49, nato a Taranto

LORUSSO Daniele, anni 38, nato a Taranto

MAZZA Gianpiero, anni 36, nato a Manduria (TA) attualmente detenuto presso il carcere di Taranto;

MAZZA Vito,anni 40, nato a Manduria (TA)

MINO’ Antonio, anni 57, nato a Manduria (TA)

MONTE Fabrizio, anni 48 nato a Latiano (BR)

PANARITI Cataldo, anni 38,  nato a Manduria (TA)

PICHIERRI Cosimo Damiano, anni 53 , nato a Sava (TA)

ROSSANO Massimiliano, anni 46, nato a Bologna

SOLOPERTO Oronzo, anni 36,  nato a Manduria (TA)

TROMBACCA Leonardo, anni 37, nato a Manduria (TA)

PEDONE Pasquale, anni 63, nato a Manduria (TA)

Questi i destinatari della misura degli arresti domiciliari:

DIMONOPOLI Nicola, anni 52,  nato a Manduria (TA)

MARGHERITI Domenico, anni 58, nato a Erchie (BR)

MARGHERITI Giuseppe Antonio Salvatore, anni 46 nato a Brindisi

MAZZA Gianluca, anni 23, nato a Manduria (TA)

MONACO Marco, anni 24, nato a Mesagne (BR)

PITARDI Giorgio,anni 26, nato a Melpignano (LE)

 

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