La mia storia con Nichi e Michi. 2a puntata

La mia storia con Nichi e Michi. 2a puntata

Per Nichi questo requisito non c’è. C’è un surrogato, la doppiezza della contraddizione di chi esterna ad altri contrarietà sul comportamento di un collaboratore senza mai parlarne con l’interessato. Ma anche questo è uno stereotipo della telenovela. Invece la storia con Michi corrisponde al canonico requisito di cui sopra. Per dimostrarlo, documenterò al tempo zero la prova dell’ esternazione del sentimento positivo e alla fine della storia la prova del consolidato irriducibile sentimento negativo. Una volta definiti il prima e il dopo, sarà mia premura illustrare analiticamente le cause che hanno prodotto un effetto così clamoroso. Beh, c’è anche la volubilità del potente che a volte non ha nemmeno bisogno di cause efficienti per determinare repentini mutamenti “sentimentali”. Ma lo vedremo.

di Giorgio Assennato

Capisco perchè la decisione da me presa era in grado di generare rancore in una persona (ing. Barbara Valenzano n.d.r.) che per nove anni era stata una mia formidabile risorsa lavorativa. A questo punto si impone una breve digressione per presentare questo personaggio così importante nell’ “establisment” di Michi. Dotata di una intelligenza nettamente superiore alla media, ha sempre avuto una strepitosa capacità lavorativa; con qualche difettuccio, frequente negli ingegneri che credono di avere una cultura scientifica enciclopedica. tipico anche delle donne in carriera, secondo il modello americano della “Workaholic Woman“.

Per i suoi meriti e la sua dedizione al lavoro, durante la mia direzione in pochi anni da co.co.co.diventò prima funzionario, poi dirigente e successivamente responsabile di una importante struttura. In realtà, erano concentrate nella sua persona funzioni che nelle altre agenzie sono svolte da più dirigenti. Responsabile della struttura semplice che cura le autorizzazioni ambientali e le problematiche di sicurezza degli impianti a rischio di incidenti rilevanti, ma nello stesso tempo mia diretta collaboratrice come RSPP aziendale.

Ad onor del vero, il primo attrito si determinò proprio nel 2012 quando fu nominata custode giudiziario di ILVA. Data la mia visione strategica del ruolo di Arpa ero contrario ad attività di consulenza dei dirigenti Arpa, anche per l’autorità giudiziaria. Ritenevo corretto che i giudici nominassero l’Agenzia come loro referente tecnico e che il dirigente svolgesse le funzioni di supporto all’interno del rapporto di lavoro, e ciò a tutela dell’agenzia, ma anche dello stesso dirigente. Mi limitai a esercitare una vana “moral dissuasion” ma pretesi ed ottenni una sua dichiarazione scritta in cui dichiarava l’assenza di conflitti d’interesse. Avrei dovuto rimuoverla dalla responsabilità della struttura (controllo delle AIA) ma non lo feci, in considerazione del danno che avrei causato.

In effetti, ero anche giustamente lusingato dalla nomina di tre giovani tecnici di Arpa per una funzione di altissima responsabilità di solito affidata a cinsoludate conpeteze accademiche. All’ epoca non ero inquisito e non mi sfiorava nemmeno lontanamente il sospetto che avrei mai potuto essere accusato di alcunché. Ma quando, a fine 2013, ricevetti l’avviso di garanzia per un reato di favoreggiamento che avrei commesso durante l’interrogatorio. del 28 novembre 2012, mi trovai nella infelice situazione di dirigere una persona che era consulente dei miei accusatori. Ciò nonostante, continuammo a lavorare insieme con buona armonia. E quando il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco mi scrisse una lettera di “fuoco!”per denunciare la sua assenza alle riunioni del comitato sui rischi di incidente rilevante, decisi di risolvere personalmente la questione e, insieme a lei, andammo a “Canossa”.

Ricordo poi che nell’ottobre 2014 una giornalista tarantina, mi invitò a tenere una conferenza. Lo riferii alla mia dirigente che espresse il desiderio di accompagnarmi, cosa che mi fece molto piacere, date le circostanze. Era il periodo in cui ricevevo direttamente e via web minacce fi morte da sedicenti “operai comunisti” In un blog ero addirittura accusato di aver comprato, coi soldi dei Riva, una villa a Bari!!! Per fortuna non era più il tempo delle BR, altrimenti……non sarei qui seduto sul divano a raccontarvi la storia.

Andai anche in Questura a Taranto e scrissi una denuncia contro ignoti di cui non ho mai saputo nulla. Ricordo che quando la sera accompagnavo la mia cagnetta Greta al molo San Cataldo sobbalzavo a ogni rumore di moto pensando che chi avrebbe dovuto tutelarmi erano gli stessi procuratori che mi stavano accusando!!

Tornando alla conferenza dell ottobre 2014, lei volle sedersi accanto a me, prese la parola e fu molto calorosa nei miei confronti. Il suo intervento “a mia difesa” suscitò in me “mixed feelings“: da un lato lieto per la sua. pubblica dichiarazione in mio favore, dall’altro umiliato dal fatto di dover essere difeso, alla mi veneranda età, dalla mia giovane collaboratrice.

Dopo qualche giorno la dirigente fu convocata dal Direttore Scientifico. Candidamente dichiarò che aveva prestato la sua consulenza dietro esplicita richiesta del Presidente Emiliano. Sulla mancata informazione ai suoi direttori non ricordo cosa riportò. Il Direttore Scientifico  chiuse la pratica considerando esaurienti le risposte avute e tutto finì in una bolla di sapone. Ingoiai a fatica la pillola intuendo che nei rimanenti sette mesi di servizio sarei stato centrifugato ben bene. Pochi giorni dopo ricevetti un suo sms :

Emiliano, sabato 29 agosto 2015: ore 11:22: Ma hai avviato un provvedimento disciplinare contro la Valenzano?

La mia risposta ( Assennato n.d.r.) ore 11:32:No, ho solo chiesto chiarimenti al Direttore Scientifico da cui dipende. Al massimo potrei avviare procedimento disciplinare verso il direttore scientifico, non verso di lei. Strano che ti riportino notizie false. Nemmeno se lei mi avesse sputato in faccia in senso proprio e non figurato ( come nel caso) il direttore scientifico avvierebbe l’azione disciplinare.”

Emiliano : ore 22:13: “Sei forte!!!!”

Potrei continuare ad attingere a piene mani all’archivio (stavo per dire: arsenale!) degli sms scambiati con Michi (Emiliano n.d.r.) ma ho deciso di pubblicare solo l’alfa e l’omega del nostro tribolato rapporto: i primi sms in cui Michi esprime il suo sentimento di affetto e di stima per me (giugno 2015) e gli ultimi in cui si esalta al massimo la sua scorbutica intolleranza nei miei confronti.

Sottolineo l’ultimo gustoso passaggio caratterizzato da una esilarante inversione della sequenza regolata dalle buone maniere, con una spettacolare sequenza prego-grazie con cui vengono da me sbertucciate la “grandeur” di Michi e le sue Arcana Gubernatoris.

continua |2

 

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