La Classifica dei Sindaci d’ Italia

La Classifica dei Sindaci d’ Italia

E’ una classifica a 5 stelle.  Aperta dal sindaco di Torino Chiara Appendino al 1° posto, con la collega  Virginia Raggi in coda  al penultimo posto, seguita solo da  Rita Rossa, sindaco di Alessandria. Le strade delle due sindache-simbolo delle vittorie del Movimento Cinque Stelle alle scorse elezioni amministrative del giugno 2016 si dividono ed allontanano sempre di più, almeno nella classifica instabile ma decisiva del consenso.

I primi cittadini scelti dagli elettori nelle  urne della scorsa primavera portano parecchia aria nuova anche lontano da Torino e Roma,nel Governance Poll,  la rilevazione sul gradimento riservato ai sindaci dai propri cittadini realizzato  da Ipr Marketing ogni anno per il quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore: dall’ottimo piazzamento di Damiano Colletta a Latina (primo sindaco non di centro-destra della città dal 1993) alla risalita potente di Luigi De Magistris a Napoli, che dopo il successo rinnovato di giugno abbandona le posizioni di coda delle scorse edizioni e aggancia il gruppo che occupa il quarto posto.

Dopo aver vinto l’edizione 2014 ed essere arrivato sesto nel 2015, ottima la performance del sindaco di Firenze, Dario Nardella (Pdpiazzatosi al secondo posto , e confermati i buoni i risultati del sindaco di  Venezia Luigi Brugnaro  e quello di Lecce Paolo Perrone, rispettivamente primo e secondo lo scorso anno e oggi al quarto posto, in testa alla pattuglia dei sindaci del centrodestra. Tra i nuovi sindaci soltanto Virginia Raggi la sindaca di Roma, scende sotto il 50%. Il  neo-eletto sindaco di Milano Beppe Sala si piazza al 30esimo posto con il 55% , con 3,3 punti in meno rispetto al risultato dello scorso anno conquistato dal suo predecessore Pisapia .  Vincenzo Napoli classificato al quarto con il 60%,  prosegue la tradizione di alti consensi inaugurata a Salerno dal suo predecessore Vincenzo De Luca. Da segnalare, poi, il  brillante risultato conquistato a Benevento da Clemente Mastella, il quale  con il 59,5% di “sì” occupa il decimo posto della graduatoria nazionale.

Al quesito posto ai cittadini dei diversi Comuni manca chiaramente un confronto con altri possibili candidati. Le risposte, infatti, misurano il gradimento ottenuto dalla figura del Sindaco  guidando le scelte degli elettori.   La politica quando si parla di Comuni  deve fare i conti con la qualità della vita quotidiana offerta dalla città. Anche questo elemento spiega la forbice che si apre fra i risultati medi di Nord e Sud: in generale, gli italiani delle città confermano la sufficienza piena per i propri sindaci, anche se con una frenata dal 54,8% di consensi dell’anno scorso rispetto al 53,5% di quest’anno, ma i primi cittadini del Mezzogiorno si fermano in media al 52%, due punti sotto quelli del Nord.

Analizzando i partiti e movimenti le novità più importanti si manifestano nell’elettorato dei Cinque Stelle, che oltre a rappresentare la testa e la coda della graduatoria di quest’anno, vedono piazzato al terzo posto un loro ex esponente. Parliamo del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il quale conquista una netta crescita di consenso (nella scorsa edizione era 49esimo) probabilmente grazie al conflitto con il Movimento,  che ha abbandonato a ottobre scorso dopo essere stato inutilmente (ed ingiustamente)  sospeso a maggio a causa dell’indagine (archiviata a stretto giro) per un palesato “abuso d’ufficio” nelle nomine al Teatro Regio, che ha creato  il “casus belli” che il vertice del M5S cercava per sancire una rottura già maturata sull’onda delle incalzanti critiche mosse da Pizzarotti nei confronti della discussa e contestata gestione del Movimento ad opera dell’accoppiata Grillo-Casaleggio.

Ma è il confronto fra le due neo-sindache a cinquestelle  sull’asse Torino-Roma a far emergere una distanza siderale che inverte il risultato delle urne, che  a suo tempo si era rivelato più generoso e plebiscitario  con la Raggi che con l’ Appendino. Circostanza questa che misura nel modo più evidente la differente condizione in cui versano le due città oltre che delle due giunte comunali.  A Torino, che ha tradizionalmente tributato, prima della sorpresa di giugno  alti consensi ai sindaci in carica, in realtà  problemi non mancano, dalle periferie all’indebitamento (che negli ultimi anni è in calo ) fino ai rapporti finanziari con le partecipate come Gtt su cui sta indagando anche la procura, ma il capoluogo piemontese funziona, e cresce da tempo grazie anche ai  crescenti successi in termini di immagine: non solo agli occhi delle varie forme di turismo che caratterizzano il capoluogo piemontese, evidentemente, ma anche a quelli dei cittadini che premiano
il sindaco in carica.

La stessa sindaco Appendino,  dopo l’inevitabile rupture iniziale che ha imbastito più di una polemica con il sincado predecessore Piero Fassino, nella conferenza stampa di fine anno ha spiegato che “il cambiamento va fatto gradatamente, attraverso le piccole cose, con senso sabaudo. Anche per non rischiare di lasciare indietro tutto quello che di buono è stato fatto in passato“. Esattamente tutto  il contrario di quel che è accaduto ed accade ancora oggi  a Roma, dove Virginia Raggi alle eredità impossibili lasciate dalle giunte precedenti di destra e di sinistra, ha aggiunto degli imperdonabili propri errori , spesso sconfinanti in un’ arroganza che l’ha punita.

Fra i sindaci di Puglia primeggia ancora una volta  il sindaco di Lecce, Paolo Perrone che si piazza al 4° posto della classifica nazionale, giunto alla fine del suo secondo mandato (passa dal 64,3% al 60%), guidando la classifica dei primi cittadini pugliesi.  precedendo  in classica il primo cittadino di Bari Antonio Decaro  neo presidente dell’Anci , che con la percentuale del 58% di consenso, rispetto alla classifica del 2016 il sindaco di Bari scala una posizione, dal 16° posto al 15°. Bisogna scendere sino al 47° posto generale per trovare un altro pugliese: è Nicola Giorgino  di centrodestra ,sindaco di Andria che quale  migliora il suo ranking (dal 52,2% al 54).

Precipita invece il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, che perde 18 punti percentuali, e si classifica al 71° posto scendendo dal 69,7% al 51% dei consensi e gradimento.  Cala di un punto percentuale anche la neo-eletta sindaca di Brindisi, Angela Carluccio (da 51,1 a 50 %). Fanalino in fondo alla classifica il sindaco di Foggia, Franco Landella, che perde 4,3 punti percentuali vendendo crollare il  suo gradimento dal 50,3% al 46% .

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