Italia, Conte “the day after” . Il saluto tra le lacrime: “L’Europa è tornata a rispettarci”

Italia, Conte “the day after” . Il saluto tra le lacrime: “L’Europa è tornata a rispettarci”

Schermata 2016-07-03 alle 19.55.30Antonio Conte non riesce neanche a parlare. E ‘ realmente  commosso e non trattiene le lacrime. “Vi ringrazio”  si ferma per  dieci, quindici, venti, trenta interminabili secondi e ripete con il groppo in gola “vi ringrazio tutti“. Conte non sa da dove  cominciare, o meglio non sa come poterla chiuderla questa storia, sopratutto adesso che ha questo groppo che va su e giù e non lo fa parlare. Il lungo e sincero applauso di tutti i presenti, giornalisti, dirigenti, invece di aiutarlo, lo emoziona ancora di più . Si agita e tremare più di prima. Antonio resiste, resiste, tira il respiro sino a un attimo prima di mettersi le mani in faccia e lasciarsi andare, sciogliendosi in un sorriso a cui è impossibile non voler bene: “Oggi sono  coinvolto emotivamente,  ancora più di ieri. E’ soltanto il giorno dopo che ti accorgi, che capisci che è finita“. Nella notte, rivisto quei maledetti rigori uno dopo l’altro ed ha scaricato l’adrenalina . Uscire soltanto all’ultimo rigore significa che sei stato all’altezza della Germania, dei campioni del mondo, di quella squadra che voleva sommergerci di gol, che gli azzurri hanno contrastato, che hai affrontato a testa alta senza farti impressionare, impaurire. Ma è questa consapevolezza che lascia in Conte anche un enorme senso di rimpianto.  La sua squadra, i suoi uomini che ha voluto e difeso contro tutto e tutti, era arrivato a un rigore dal passare il turno. Un solo errore umano in meno, dettato dalla tensione, dalla stanchezza, avrebbe potuto prolungare ancora di qualche giorno questa meravigliosa storia di cuore e di sport. Qualcuno dice che forse sarebbe stato  meglio perdere con un 2-0 secco e non pensarci più. Ma invece, non è andata così.

Il Ct, che oggi per sua scelta è l’ex ct, cerca di dire un sacco di cose per poter scacciare via dai suoi occhi lucidi quelle lacrime. “Voglio ringraziare tutti ma proprio tutti“. E chiaramente non può non cominciare che dai  suoi giocatori. “Mi dispiace per loro, è stato un grande onore allenarli. Mi hanno dato davvero tutto quello che avevano“. E poi  quasi come un grande attore che saluta dopo il suo show, continua iniziando dai veri protagonisti: le persone che non vedi mai, ma che evidentemente per lui sono state fondamentali, indispensabili, quasi preziose. “Ringrazio tutto lo staff, ringrazio i cuochi e soprattutto Andrea che in questi giorni ci ha fatto sentire a casa. E poi i magazzinieri, Mauro Vladovich  sempre presente“. Conte ringrazia una persona in particolare: Lele Oriali è stato sempre con me, prezioso. accanto a me, silenzioso e  con dei valori umani molto belli”. Oriali ha sempre fatto nella sua carriera la vita da mediano,  accanto al ct, sempre lì a centrocampo finché ce n’è. Ed ora Conte giustamente gli riconosce il suo grande merito. Pensate povero Oriali,  cosa deve essere stato star accanto a Conte in panchina (anche se non siede mai….) , raccomandarsi al quarto uomo e all’arbitro, fare da vero e proprio ammortizzatore.

Schermata 2016-07-03 alle 19.53.19Ma bisogna riconoscerlo, c’è anche un altro “vincitore” morale. E’ il presidente Tavecchio che gli siede accanto in conferenza stampa, che  questa scommessa effettivamente l’ha vinta, e che  ringrazia anche Antonio Conte. “Spero sia un arrivederci” continua l’ex ct, che dentro di se sogna realmente di poter rivivere un giorno emozioni intense anche se sa che forse sono irripetibili. Emozioni fortissime anche per uno che ha vinto tre scudetti di seguito con una squadra che prima di lui era arrivata per ben due camopionati al 7° posto. . “Conte è stato ed è un condottiero, una persona “vera” , splendida – gli rende onore il presidente Tavecchioall’epoca per ingaggiarlo feci uno sforzo immane, ma poi mi sono anche reso conto che sarebbe stata dura mantenerlo. Certi allenatori hanno compensi altissimi. Con lui abbiamo costruito qualcosa di importante, ora abbiamo uno staff solido, non c’è più un andirivieni, c’è un progetto che ora consegnamo a Ventura. Ricordiamoci da dove siamo partiti, dal disastro totale di Mangaratiba. quando appena arrivati ereditammo con una Nazionale smarrita e senza più una guida federale. Ora non è più così“.

La Nazionale italiana ha dovuto avanzare a vista tra le difficoltà ricevute dalla Lega Calcio e dai club, evitare le loro gelosie o venire a compromessi con le loro aspettative. “Siamo tristi, ma non ci fermiamo qui. La nazionale era una bandiera dimenticata. Lo so che tutte le mattine che piove a Roma dicono che è colpa di Tavecchio, ma non dipende dal presidente cambiare l’organizzazione del calcio“.  Antonio Conte continua.  “Saluto e ringrazio anche la critica, in due anni abbiamo imparato a conoscerci. Lo so di non essere un tipo semplice“. riferendosi alla notte appena trascorsa dopo la partita con la Germania in cui  è lasciato andare a qualche considerazione più amara, ed alla sua decisione di accettare l’offerta del Chelsea perché in Nazionale proprio non riusciva a ritrovarcisi. “Mi sono trovato solo contro tutti” dice l’ ormai ex-Ct azzurro che forse aveva chiesto anche troppo  a se stesso. La Nazionale Italiananon è un club, e balza agli onori della cronaca solo una volta ogni due anni. Ma quando capita, può succedere, come gli è successo di avere un Paese intero che ti sostiene. E questo a Conte è successo.

Conte conclude. “Auguro il più grande bene possibile alla Nazionale e  a Ventura. Lasciamo una traccia importante, una base per il suo lavoro. Il nostro obbiettivo era tenere testa ai campioni d’Europa e a quelli del mondo. Il nostro obbiettivo era essere rispettati da tutti. Ci siamo riusciti“. Ma in cuor suo, ne siamo certi, che non vede l’ora di tornare un giorno sulla panchina più amata dagli italiani: quella dell’ Italia

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