Il "teorema delle cozze" della senatrice grillina Barbara Lezzi

Il "teorema delle cozze"  della senatrice grillina Barbara Lezzi

Da vicepresidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, la Lezzi ha pubblicato tempo fa un video su Facebook in cui spiegava che “il Pil nel secondo trimestre 2017 è aumentato perché ha fatto molto caldo  ed in tanti sono corsi ad accendere i condizionatori”. Cosa aspettarsi da chi ha solo un diploma di perito industriale, e per vent’anni ha fatto l’ impiegata in un’azienda di forniture per orologi di Lecce ?

ROMA – Nella sua carriera politica le sconfitte Lezzi le ha collezionate soprattutto nella sua terra natìa, la Puglia,  dove alle ultime elezioni ha vinto nel suo collegio promettendo lo stop all’odiato gasdotto della Tap, strombazzato dai megafoni della campagna elettorale Movimento Cinque Stelle, che secondo Alessandro Di Battista poteva essere bloccato in 15 giorni, ed invece è in corso .  La firma della Lezzi, con tanto di documento d’identità, risulta in un documento in cui si chiede la cancellazione del Trans Adriatic.  Un impegno che aveva portato la candidata salentina ad accumulare nel suo collegio un bottino di 107mila preferenze alle ultime politiche del 2018.

Proprio lo scorso luglio, nel corso delle sue ospitate tv, la ministra “trombata” da Di Maio, continuava a mostrarsi preoccupata per la posidonia presente nelle acque di approdo del gasdotto e si era spesa fino a dichiarare su La7:Io adesso voglio sfidare chiunque a stendere un asciugamano sopra un gasdotto”. Imprecisioni a parte, tre mesi dopo la stessa Lezzi dichiarò: “Abbiamo le mani legate”. E a legarle le mani, si è giustificata subito la ministra, sarebbe stata la Lega, che invece voleva l’opera. Il gasdotto è andato avanti, contro il suo volere.

Nel 2013  quando venne eletta per la prima volta al Senato, si mise in aspettativa e vola a Roma, finendo poco dopo sui giornali per aver assunto come assistente parlamentare la figlia del suo compagno. Nel 2016 diventa mamma del piccolo Cristiano Attila. E, da vicepresidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, pubblica poi un video su Facebook in cui spiega che “il Pil nel secondo trimestre 2017 è aumentato perché ha fatto molto caldo  ed in tanti sono corsi ad accendere i condizionatori“…. Non contenta, successivamente  la Lezzi sostenne in tv  che per ridurre il numero dei parlamentari non ci sarebbe stato bisogno di una riforma, ma bensì di un semplice decreto da preparare in un paio di settimane….

Classe 1972, di Lequile (Lecce), la Lezzi non è nuova alle gaffe televisive. Un diploma di perito industriale, impiegata per vent’anni in un’azienda di forniture per orologi di Lecce, nel suo curriculum denso di papere e imprecisioni ne ha accumulato più di una. Barbara Lezzi, oggi è il simbolo “grillino” della vicenda-Ilva (quale prima firmataria dell’emendamento al decreto imprese che il 22 ottobre scorso ha eliminato l’immunità per i gestori dell’acciaieria), e giorno dopo giorno, dichiarazione dopo dichiarazione, la la chiusura dell’ ILVA sembra essere la  sua “partita della vita”.

La senatrice Barbara Lezzi, già famosa per le sue fantasiose teorie macroeconomiche (sul Pil e condizionatori), a proposito dell’ ILVA, tempo fa disse: “Taranto è una città meravigliosa che non deve vivere necessariamente di siderurgia, può rilanciare la produzione di mitili”. Ma per sua sfortuna, sui social network qualcuno, dopo aver consultato i dati dell’ ISPRA e dell’ Europarlamento,  le ha fatto le “pulci” e questo è il risultato:

L’ ILVA nel 2018 ha fatturato 2.2 miliardi di euro

In Puglia si producono annualmente 10.137 tonnellate di cozze nere (più o meno il consumo personale… di Michele Emiliano durante un mandato !);

 I molluschi nero-arancio hanno un prezzo medio alla produzione di 1,33 euro per kg e un prezzo medio di vendita di 3,19 eu/kg generando quindi un valore aggiunto, more or less, di 1,86 eu/kg.

Per compensare il mancato fatturato dell’ ILVA, la città di Taranto dovrebbe produrre 689.655,152 Tonnellate di cozze,  cioè 11 volte la produzione totale italiana e circa 2 volte e mezza la produzione totale dei Paesi UE.

In poche parole secondo i teoremi della perita aziendale leccese, incredibilmente arrivata a fare (per fortuna per poco tempo)  la ministra della repubblica, bisognerebbe convertire a mitilicoltura l’intero mar Ionio, l’intero mar Adriatico ed una consistente porzione del canale di Sicilia. Chiaramente i pesci muti!

“Ce ne rendiamo conto – ha scritto  su Twitter l’editorialista di Libero, Paolo Becchi  – che oltre 10.000 posti di lavoro andranno persi al Sud perché la senatrice Lezzi, per vendicarsi della sua esclusione dal Governo Conte 2, ha guidato la protesta dei senatori pentastellati contro lo scudo penale?“. Ed anche l’ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda che seguì in prima persona il dossier della cessione di Ilva ad Arcelor Mittal rincara la dose: “La fabbrica più importante d’Europa – accusa l’ex Pd in studio a L’aria che tira su La7 salta per le ambizioni politiche della Lezzi che vuole diventare governatrice della Puglia“.

Noi ci chiediamo: si può mandare in Parlamento una persona del genere ? Si possono affidare all’incompetenza di questa perita, le sorti dell’intera produttività jonico-tarantina, e dell’ 1,4 del PIL italiano ?

 

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