Il Csm rimuove l'ex pm di Trani Antonio Savasta: dichiarò il falso sulla piscina in masseria

Il Csm rimuove l'ex pm di Trani Antonio Savasta: dichiarò il falso sulla piscina in masseria

La decisione è stata adottata dalla sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. L’ex magistrato era già stato condannato per la stessa vicenda in sede penale a 2 mesi reclusione

ROMA – L’ ex pm della Procura di Trani Antonio Savasta, è stato rimosso dalla Magistratura dalla  Sezione disciplinare del Csm che in precedenza era stato trasferito dagli uffici giudiziari del barese al Tribunale di Roma, nel gennaio scorso era finito agli arresti domiciliari . La drastica decisione odierna si riferisce a false attestazioni fatte davanti a un notaio, con riferimento alla realizzazione  di una piscina in una masseria, “in assenza di titolo abitativo“. Una vicenda questa per la quale peraltro  Savasta era già stato condannato in sede penale a 2 mesi reclusione.

Il capo di incolpazione di Antonio Savasta al CSM

Savasta è stato ritenuto responsabile del cap A) dell’imputazione per il quale è stato rimosso dagli organismi giudiziari della magistratura, mentre è stato escluso l’addebito per quanto indicato al capo B)

L’ex pm di Trani è coinvolto nell’inchiesta sui processi aggiustati in cambio di denaro che oltre a Savasta mandò in carcere anche Michele Nardi l’ex-gip di Trani, poi trasferito presso la Procura di Roma. Le “tangenti” versate tramite consegne di denaro ma anche regali, orologi e pietre preziose, quantificate dalla Procura di Lecce ammontano a diversi milioni di euro, ed hanno svelato l’esistenza di un “sistema” attraverso il quale i magistrati utilizzavano l’uso della giustizia ai loro fini personali ed in cambio chiedevano una corsia “preferenziale” al Csm.

pm Roberta Licci

Savasta  aveva adottato un atteggiamento di collaborazione con il pm Roberta Licci, titolare dell’inchiesta insieme al procuratore capo Leonardo Leone De Castris della Procura di Lecce,.e dopo aver parlato a lungo,  ha presentato le dimissioni dall’ordine giudiziario, preludio a una richiesta di scarcerazione) secondo le ipotesi investigative potrebbe aver utilizzato i soldi per accumulare un enorme patrimonio: infatti risulta proprietario da solo (o insieme ai familiari) di 22 unità immobiliari e di 12 terreni nella provincia di Bari, cui si aggiungono altre 8 unità immobiliari (più un terreno) intestati alla moglie dell’ex pm la quale però non risulta indagata).

Antonio Savasta in realtà si era già dimesso dalla magistratura, ottenendo gli arresti domiciliari per questa decisione, e per la collaborazione prestata alla Procura di Lecce, , mentre Nardi è ancora in carcere. La decisione del Csm influisce quindi esclusivamente per il lato economico retributivo dell’ex magistrato, che verrà sottoposto ad un altro procedimento fissato per il prossimo 21 novembre.

E’ stata la Guardia Finanza di Firenze ad accertare l’entità del patrimonio di Savasta , nell’ambito dell’ inchiesta sui presunti favori all’imprenditore barlettano Luigi D’Agostino, poi trasferita per competenza a Lecce quando sono emersi gli elementi a carico del magistrato in servizio a Trani.

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