Guardia di Finanza. Addio al sottotenente della riserva Silvio Novembre

Guardia di Finanza. Addio al sottotenente della riserva Silvio Novembre

Silvio Novembre è ricordato sia dalla Guardia di Finanza che da tutta la comunità nazionale come un Uomo dalla grande statura morale ed istituzionale. Nasce proprio a Milano la sua collaborazione con l’Avvocato Ambrosoli nella vicenda giudiziaria legata alla Banca Privata Italiana di Michele Sindona.

ROMA – Si sono svolti questa mattina, presso la Chiesa del Preziosissimo Sangue in Milano, alla presenza del Comandante Generale della Guardia di Finanza, il Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, i funerali del Sottotenente in congedo, Silvio Novembre nato ad Alseno (PC) il 12 luglio del 1934 che è venuto a mancare la notte tra il 27 ed il 28 settembre scorsi a Milano, sua città di adozione.

Immagine tratta da un’intervista andata in onda su Rai 3

Il Maresciallo Novembre aveva 85 anni e nella sua lunga carriera da Sottufficiale del Corpo, fu il più stretto collaboratore dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario incaricato della liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona.

Silvio Novembre è ricordato sia dalla Guardia di Finanza che da tutta la comunità nazionale come un uomo dalla grande statura morale ed istituzionale. Nasce proprio a Milano la sua collaborazione con l’Avvocato Ambrosoli nella vicenda giudiziaria legata alla Banca Privata Italiana di Michele Sindona.

 

Alla cerimonia, hanno partecipato oggi  in tanti: c’era il comandante generale del Corpo, il generale Giuseppe Zafarana, la vedova e i figli di Ambrosoli, Anna Lori, Francesca e Umberto, gli ex magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone (che hanno svolto le indagini sulla morte di Ambrosoli) ed Armando Spataro, il procuratore capo di Milano Francesco Greco, il magistrato Carmen Manfredda  a capo del comitato antimafia del Comune di Milano, l’ex direttore del quotidiano La Repubblica Mario Calabresi, Nando Dalla Chiesa, l’assessora Roberta Guaineri in rappresentanza del sindaco di Milano.

Il Comandante Generale, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, prendendo la parola al termine delle esequie, ha voluto manifestare il sentito cordoglio e la profonda commozione personale e di tutta la famiglia delle Fiamme Gialle, sottolineando come la figura di Silvio Novembre abbia “incarnato gli ideali ed i valori etici che sono le fondamenta del giuramento di fedeltà che ogni finanziere presta alla Repubblica italiana, ponendo al centro l’essere anziché l’avere per il perseguimento di una missione nobile, umile e silenziosa, ben lontana dalla ricerca del successo personale”.

“Silvio era una persona speciale. Umile, puro di cuore, operatore di pace, assetato di quella giustizia che in vita ha servito ma che lo ha anche perseguitato” ha ricordato il parroco nell’omelia.

Anche Umberto Ambrosoli ha preso la parola: “Silvio Novembre ha dimostrato di essere un uomo determinato e giusto. E’ vero, è stato un servitore dello Stato, ma con le sue azioni è andato ben oltre il giuramento. Novembre e mio padre si sono rafforzati vicendevolmente nel lavoro, moltiplicando gli effetti dei loro sforzi. Suo era l’orgoglio di rappresentare lo Stato, da qui la sua scelta di lasciare la Guardia di Finanza dopo la morte di Ambrosoli: lui sapeva che le istituzioni che amava erano fatte di persone e che le persone possono sbagliare”

“Questo non gli impedì di mettere a disposizione le sue competenze nel lavoro di liquidazione del Banco Ambrosianoha continuato Umberto Ambrosoli . Negli anni ho incontrato professionisti che lavorarono con lui e che di questo gli sono grati perchè era un maestro illuminante. Aveva una intelligenza raffinata. Infine – ha concluso Ambrosoli – dobbiamo ricordare la sua passione civile: ha fondato associazioni e portato la sua testimonianza in moltissime scuole, così come all’Accademia della Finanza. E’ stato un esempio per le nuove generazioni. Fino alla fine ha voluto tramandare le sue conoscenze perchè si sentiva uomo dello Stato e amava questo paese“.

Nel necrologio apparso sul Corriere della Sera, l’economista d’impresa Marco Vitale, che lo aveva conosciuto bene, ha scritto: “Piango la morte di un giusto”. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, lo ha definito “cittadino benemerito, esempio di servizio alle istituzioni, generoso ed instancabile, impegnato nella diffusione in città e nelle scuole del culto della legalità e della lotta alla corruzione”.

La collaborazione di Silvio Novembre con l’avvocato Giorgio Ambrosoli

Era il 1974 e il Maresciallo Novembre prestava servizio alla prima Sezione Speciale del Nucleo Regionale Polizia Tributaria di Milano. Il Pubblico Ministero, dott. Guido Viola, chiese al Comandante del Nucleo Regionale di formare una squadra di Finanzieri da affiancare al Commissario liquidatore, Avvocato Giorgio Ambrosoli, per condurre insieme a lui le indagini sul fallimento della BPI, la Banca Privata Italiana di Michele Sindona.

La squadra era composta da sette Finanzieri, ma già dai primi giorni di collaborazione divenne proprio Silvio Novembre il referente diretto dell’Avvocato Ambrosoli. La stretta collaborazione tra il Maresciallo Novembre e l’Avvocato Ambrosoli, tramutata poi in profonda stima ed amicizia, durò fino al tragico 11 luglio 1979, quando l’Avvocato milanese fu barbaramente assassinato.

Nonostante la prematura morte dell’Avvocato Ambrosoli, il Maresciallo Novembre e la squadra di Finanzieri portarono a termine il loro lavoro e le indagini consentirono di porre fine ad una delle vicende giudiziarie più complesse della storia italiana. Negli anni successivi non si arrestò la volontà da parte di Silvio Novembre di continuare a lottare per l’affermazione dei valori in cui credeva: la fedeltà verso le Istituzioni e l’osservanza diuturna del giuramento prestato alla Repubblica italiana.

Il suo impegno per l’affermazione della cultura del rispetto delle regole e della ricerca della verità, è proseguito attraverso numerosi ed assidui incontri con gli studenti presso diversi Istituti scolastici di Milano e presso i Reparti d’Istruzione della Guardia di Finanza. Proprio il 30 settembre 2014, esattamente 5 anni fa, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, all’epoca Comandante dell’Accademia del Corpo, ha ospitato il Sottotenente in congedo Silvio Novembre presso l’Accademia al fine di tenere una conferenza, sulla cultura della Legalità diretta a tutti gli Allievi Ufficiali frequentatori di Corso.

Sempre nel 2014, il Sottufficiale di origini piacentine, divenuto un vero “simbolo” tra tutti i più fedeli servitori dello Stato, è stato insignito del prestigioso Ambrogino d’Oro, massima onorificenza riconosciuta dalla città di Milano. Silvio Novembre amava ricordare i tempi del suo ingresso in Guardia di Finanza presso la Scuola Alpina di Predazzo (TN) ricordando sempre ai giovani finanzieri dei giorni d’oggi, l’importanza della militarità, dell’indossare la divisa della Guardia di Finanza e di aver prestato giuramento alla Repubblica Italiana.

Silvio Novembre

Vogliamo ricordare il finanziere Silvio Novembre ricordando una sua testimonianza: “Hanno cercato di comprarmi, lusingarmi, sistemarmi la vita, ma ho sempre detto di no. Altrimenti non potrei più farmi la barba davanti allo specchio, invece continuo a farla e a parlare tra me e me, a farmi l’esame e uscirne promosso”.

Questo si chiama rigore morale, serietà, competenza, ed intransigenza quando serve, voglia di imparare e desiderio di riscatto. Questi sono valori e principi che ognuno di noi dovrebbe applicare in qualsiasi settore della nostra professione. La vita di Silvio Novembre ha ancora molto da insegnarci.

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