Da lunedì partono i controlli sui depositi e sui prelievi oltre 10 mila euro

Da lunedì partono i controlli sui depositi e sui prelievi oltre 10 mila euro

Resta ancora dominante in Italia l’uso dei contanti , anche se negli ultimi anni l’utilizzo della moneta di plastica (carte di credito e bancomat) è cresciuto, costituendo uno valido strumento per limitarne l’utilizzo. Le percentuali sul totale delle transazioni restano molto basse, stanno guadagnando negli ultimi tempi anche i pagamenti fatti attraverso i dispositivi mobili

ROMA – Partono da domani i nuovi controlli su chi movimenta, fra prelievi e versamenti sui conti correnti, oltre 10 mila euro in un mese, con i movimenti anomali di contante in prima fila,   operazioni che possono costituire riciclaggio ed evasione fiscale. Un nuovo meccanismo di controllo che entra in servizio proprio mentre si discute su come incentivare gli strumenti di pagamento tracciabili per rafforzare la lotta all’evasione.

Da settembre quindi l’Unità di informazione finanziaria (Uif) istituita presso la Banca d’Italia, che costituisce  l’autorità centrale anti-riciclaggio,  di fatto  operativa dal 2008, potrà utilizzare di un nuovo strumento di analisi e controllo per dare la caccia agli evasori fiscali ed ai patrimoni della criminalità organizzata. I controlli sono presenti nel decreto legislativo varato nel 2017 che recepiva con un ritardo di due anni  una direttiva europea che ha come scopo quello di “impedire l’utilizzo del sistema finanziario dell’Unione per fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo“.

Il nuovo strumento che entra in funzione dopo una consultazione con gli operatori, funziona così: banche, Poste e istituti di pagamento dovranno comunicare periodicamente all’Unità della Banca d’Italia i nominativi di chi supera quel tetto di 10 mila euro al mese, anche con più operazioni da oltre mille euro. La “comunicazione oggettiva” , questo il nome ufficiale della segnalazione, dovrà essere effettuata su base mensile, non comporterà l’automatica attribuzione di “movimento sospetto” ma chiaramente allerterà le autorità di vigilanza.

L’ Uif l’ Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, precisa che le operazioni, dovranno essere individuate considerando “tutte le movimentazioni di denaro effettuate dal medesimo soggetto, in qualità di cliente o di esecutore; le operazioni effettuate dall’esecutore sono imputate anche al cliente in nome e per conto del quale ha operato”. Il primo invio dovrà essere effettuato entro il 15 settembre 2019 e riguarderà i dati riferiti ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

Resta ancora dominante in Italia l’uso dei contanti , anche se negli ultimi anni l’utilizzo della moneta di plastica (carte di credito e bancomat) è cresciuto, costituendo uno valido strumento per limitarne l’utilizzo. Le percentuali sul totale delle transazioni restano molto basse, stanno guadagnando negli ultimi tempi anche i pagamenti fatti attraverso i dispositivi mobili. Secondo l’indagine più recente della Banca centrale europea, il 79% degli acquisti nei negozi di Eurolandia viene eseguito in contanti, il 19% con carte e il 2% con altri strumenti (come bonifici e pagamenti via internet).

La stesso ricerca evidenzia che  le banconote sono state lo strumento più utilizzato nei punti vendita in Italia: “l’85,9 per cento delle transazioni è stato regolato in contanti, per un valore pari al 68,4 per cento del totale“. La distribuzione territoriale mostra poi come l’uso della moneta cartacea resti prevalente in tutte le regioni italiane, anche se leggermente meno utilizzato al Nord e più diffuso al Centro e al Sud. Una tendenza confermata anche da uno studio dell’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia da cui emerge “che l’utilizzo di contante è negativamente correlato con il grado di sviluppo economico locale e con il grado di finanziarizzazione. Al contrario, l’utilizzo del contante risulta correlato positivamente con le dimensioni dell’economia sommersa“.

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