Camera: ok della Commissione Affari Costituzionali sul taglio dei parlamentari

Camera: ok della Commissione Affari Costituzionali sul taglio dei parlamentari

Il numero dei deputati scenderebbe da 630 a 400, quello dei senatori da 315 a 200, in termini percentuali il 36,5 per cento in meno degli attuali componenti elettivi: -230 deputati e -115 senatori. La riduzione del numero dei parlamentari si ripercuoterà sulla perimetrazione dei collegi.

ROMA – La commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha approvato la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari. Hanno votato a favore, a quanto si apprende, i partiti della maggioranza. Mentre avrebbero espresso voto contrario Forza Italia (presente con un solo parlamentare) e +Europa. Assenti i deputati di Lega e Fratelli d’Italia.

Il provvedimento, dopo essere stato approvato, in prima deliberazione dal Senato in un testo unificato, e quindi dalla Camera il 9 maggio scorso, è stato approvato in seconda deliberazione dal Senato: con l’ultimo via libera dalla Camera dei Deputati , a maggioranza assoluta, la riforma diventerà legge e così dalla prossima legislatura in parlamento siederanno meno eletti, sempre che nel frattempo non venga chiesto un referendum confermativo.

Il numero dei deputati scenderebbe da 630 a 400, quello dei senatori da 315 a 200, in termini percentuali il 36,5 per cento in meno degli attuali componenti elettivi: -230 deputati e -115 senatori.

Le norme non saranno comunque applicabili, in caso di scioglimento delle Camere, prima che siano decorsi sessanta giorni dall’entrata in vigore. La previsione di tale termine è volta a consentire l’adozione del decreto legislativo in materia di determinazione dei collegi elettorali, nel caso in cui l’attuale legge elettorale sia corretta in modo da funzionare indipendentemente dal numero dei seggi assegnati dalla costituzione alle due camere. La riduzione del numero dei parlamentari si ripercuote, infatti, sulla perimetrazione dei collegi.

Pd e Leu hanno chiesto un vertice di maggioranza per definire il complesso delle riforme  prima del voto di martedì 9 . E’ stato dato il mandato a riferire in Aula al nuovo relatore Giuseppe Brescia (M5S), che è anche il presidente della Commissione. Il testo è atteso all’esame dell’Assemblea il prossimo 7 ottobre.

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