Arrestato a Fiumicino il "dottor Wagner", boss dei narcos e socio del Chapo

Arrestato a Fiumicino il "dottor Wagner", boss dei narcos e socio del Chapo

Un uomo d’affari, ben lontano dall’immagine del torvo esponente della mafia messicana ricoperto di tatuaggi. Un signore distinto, uno stile irreprensibile. Un criminale in giacca e cravatta. Tuttavia oltre la facciata, rappresentata dai vestiti firmati, si cela un esponente di spicco della malavita. Il cartello di Sinaloa, da tre anni decapitato del suo leader Joaquín Archi Guzmán Loera, noto anche con lo pseudonimo di El Chapo, incassa un duro colpo con l’arresto del dottor Wagner.

ROMA –  Il “dottor Wagner“, al secolo Ramon Cristobal Santoyo, ingegnere di 43 anni, è stato arrestato all’aeroporto di Roma Fiumicino. Narcotrafficante, riciclatore di denaro sporco, ingegnere civile e alto ufficiale del crimine, un vero e proprio “manager della cocaina”, è considerato uno dei grandi registi del trasferimento della “polvere bianca” dal Messico agli Usa per conto del cartello di Sinaloa la più famosa multinazionale dello spaccio con sede a Culiacan .

L’ arresto di Archi Guzmán Loera, noto anche con lo pseudonimo di El Chapo

La Dea, Drug Enforcement Administration l’ agenzia federale americana che si occupa del contrasto agli stupefacenti, gli era alle costole. Avevano spiccato un mandato d’arresto internazionale dal 2016, ma del “dottor Wagner” si era persa ogni traccia. Fino ai giorni scorsi quando è stato bloccato a Fiumicino, poco prima di mettere piede su un aereo per Città del Messico, che doveva fare scalo a Parigi.

Un uomo d’affari, ben lontano dall’immagine del torvo esponente della mafia messicana ricoperto di tatuaggi. Un signore distinto, uno stile irreprensibile. Un criminale in giacca e cravatta. Tuttavia oltre la facciata, rappresentata dai vestiti firmati, si cela un esponente di spicco della malavita. Il cartello di Sinaloa, da tre anni decapitato del suo leader Joaquín Archi Guzmán Loera, noto anche con lo pseudonimo di El Chapo, incassa un duro colpo con l’arresto del dottor Wagner. Santoyo adesso potrebbe raggiungere presto El Chapo in un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti.

Gli Usa infatti ne hanno chiesto l’estradizione e chiedono che venga trasferito in California per essere processato davanti ai giudici dell’United States District Court for the Southern District of California. Su di lui pendono accuse di traffico e riciclaggio che potrebbero costargli l’ergastolo. Dopo un parere della corte d’Appello, a Roma, spetterà al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dare la definitiva autorizzazione e nel caso concedere l’estradizione richiesta.

Il difensore italiano del narcos in doppio petto,  l’avvocato Alessandro Sforza, si è ben guardato dal commentare l’arresto. Ma per delineare le gesta criminali  dell’ingegnere 43enne è sufficiente scorrere le pagine dell’ordinanza di convalida del fermo firmata dal magistrato Maria Luisa Paolicelli.

Santoyo coordinava il trasferimento di cocaina, eroina e metanfetamine dal Messico agli Stati Uniti per il cartello di Sinaloa, . Sul mercato Usa riversava anche farmaci. Il dottor Wagner, dopo aver contribuito a inondare di droga la più redditizia piazza di spaccio globale, si preoccupava di fare rientrare i soldi a Sinaloa. Uno dei suoi uomini  era stato fermato  il 12 luglio del 2015 al checkpoint tra lo stato messicano di Sonora e la California mentre trasportava con sè più di undici milioni di dollari. Un errore che sarebbe costato diversi problemi al dottor Wagner di fronte ai datori di lavoro del cartello, a cui aveva promesso il passaggio sicuro del denaro sporco.

Il “dottor” Wagner, era spregiudicato al tal punto da aver cercato di corrompere in passato, fonti e testimoni riservati della Dea con la vendita, al ribasso, di polvere bianca. Nell’ordinanza di convalida si legge  che “Avrebbe offerto 100 chili di cocaina al testimone e 5 alla fonte», . Una mossa sfrontata degna di un “businessman” della droga. La detenzione negli Usa rappresenta per i narcos messicani la peggiore delle dannazioni. Lo sa bene il capo del dottor Wagner, El Chapo, due volte evaso dalle patrie galere è adesso confinato in una prigione di massima sicurezza in Colorado,

La moglie glamour (ex reginetta di bellezza) Emma Aispuro Coronel recentemente è stata in vacanza in Italia. Emma ha condiviso un’immagine su Instagram sabato scattata su una gondola vicino al Ponte di Rialto sul Canal Grande a Venezia.

Ha anche pubblicato uno scatto del caffè Starbucks e una fetta di torta sul suo account con la didascalia: “Quale dieta?”. Il suo viaggio in Europa arriva meno di due settimane dopo che un giudice federale a Brooklyn ha condannato suo marito El Chapo, 62 anni, all’ergastolo. Subito  dopo è stato trasferito in una prigione di supermax in Colorado, che un ex guardiano ha descritto come “peggio della morte”.

A questo punto il dottor Wagner-Santoyo spera di rimanere in Italia nel carcere di Regina Coeli, incubo dei criminali italiani, ma in realtà una sorte di “paradiso” per un ufficiale del cartello di Sinaloa.

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