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5 Gennaio 2026 03:23

Venezuela, gli elicotteri Chinook, l’unità segreta Delta dietro l’arresto di Maduro

Maduro "è stato portato via in pochi secondi, non ho mai visto niente del genere. Era in un posto molto protetto, era in una fortezza. Era in una casa con porte d'acciaio, con zone protette. Ha cercato di rifugiarsi ma non ha fatto in tempo. Eravamo pronti a perforare l'acciaio, ma non è stato necessario".

Dietro la cattura di Maduro c’è la Delta Force, la principale unità speciale dell’esercito statunitense, la quale è stata anche responsabile della missione del 2019 in cui è stato ucciso l’ex leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Bakr al-Baghdadi. La Delta Force, ufficialmente denominata 1st Special Forces Operational Detachment-Delta (1st SFOD-D), è una delle unità di forze speciali più segrete ed efficaci degli Stati Uniti. Questa unità d’élite è specializzata in operazioni di antiterrorismo, salvataggio ostaggi, eliminazione di obiettivi di alto valore e missioni clandestine di guerra non convenzionale. Inserita nella catena di comando del Joint Special Operations Command (JSOC), la Delta Force rappresenta la punta di diamante delle operazioni speciali statunitensi, intervenendo nei contesti più delicati e ad alto rischio a livello globale.

Secondo l’agenzia di stampa Reuters la Delta Force si è addestrata usando modello-replica di uno dei rifugi del leader venezuelano. Una ripetizione di quanto fecero i Navy Seals allenandosi in un poligono che ospitava una struttura simile alla palazzina dove viveva Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan. La Cia ha avuto il tempo necessario per ricreare il cosiddetto “sentiero di vita” di Maduro, cioè le sue abitudini, i contatti, le misure di sicurezza, i nascondigli, gli orari. Fondamentale per metterlo a punto è stata la collaborazione di una o più talpe all’interno della nomenklatura di Caracas. il The New York Times e la CNN hanno parlato di fonti preziose che hanno indicato agli Usa dettagli su dove si trovasse il numero uno nei giorni precedenti all’assalto e nei suoi momenti finali. Non è chiaro se la taglia da 50 milioni di dollari offerta da Washington abbia spinto qualcuno a tradire. 

Il presidente Donald Trump ha pubblicato su una foto del leader venezuelano, Nicolas Maduro, scattata sulla nave militare statunitense Iwo Jima, diretto verso gli Stati Uniti. Maduro, catturato nella notte insieme alla moglie in un blitz delle forze speciali Usa a Caracas, è ammanettato e con la mano destra regge una bottiglietta di plastica senza tappo. Indossa delle cuffie e una tuta grigia di un noto brand americano. Sugli occhi ha occhiali oscuranti di grandi dimensioni.

Operativo anche il 160mo Reggimento Aviazione per le forze speciali, conosciuto come ‘Night Stalkers’. I ‘Night Stalker‘ trasportarono i Navy Seals ad Abbottabad per la missione contro Osama bin Laden, e usano spesso gli elicotteri Chinook, Black Hawk e Little Bird modificati. I ‘Night Stalkers’ si stavano addestrando vicino al Venezuela da mesi e, secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, l’operazione ha incluso un significativo numero di mezzi. Il Pentagono aveva ordinato anche il dispiegamento di almeno 10 velivoli CV-22 e altri aerei usati dalle forze speciali come forza rapida di risposta nel caso qualcosa fosse andato storto nella cattura di Maduro.

Alcuni video mostrano che l’operazione americana sarebbe stata condotta con elicotteri MH-47 Chinooks della 160mo Special Operations Aviation Regiment, l’unità di elicotteri delle forze speciali, la stessa che aveva preso parte all’Operazione Neptune Spear contro il complesso di Osama bin Laden.

Gli Usa hanno lanciato un attacco su vasta scala al Venezuela, catturando il presidente Nicolàs Maduro e sua moglie. L’operazione in Venezuela ha coinvolto più di 150 velivoli: lo ha detto il capo dello stato maggiore congiunto Usa Dan Caine in una conferenza stampa a Mar-a-Lago, parlando dopo il capo del Pentagono e il presidente Trump.

“Maduro era nascosto in una fortezza. Lo abbiamo preso con un’operazione incredibile”. Donald Trump con queste parole ha illustrato il raid in Venezuela e l’operazione che ha condotto alla cattura del presidente Maduro, trasferito negli Stati Uniti. Il regime di Caracas, dice il presidente americano a Fox News, ha provato a negoziare per evitare l’escalation. “Gli ho detto che doveva arrendersi, doveva cedere. Non ho voluto trattare. Ho detto ‘No, dobbiamo agire’“, dice Trump.

“Ho potuto seguire l’operazione in tempo reale, ho visto ogni aspetto e ho ascoltato le comunicazioni tra noi in Florida e quelli sul campo in Venezuela. E’ stato incredibile vedere la professionalità, la qualità della leadership, la competenza“, ha aggiunto il presidente Usa dalla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida.

“Nessun altro paese può fare una cosa del genere, sembrava di vedere uno show televisivo: nessuno avrebbe potuto fare una cosa simile, nessuno può fermarci. È stata un’operazione estremamente complessa. E’ stato incredibile vedere quanto fossero bravi, quanto fossero professionali, quanto sia incredibile l’equipaggiamento che abbiamo, intendo dire… il livello dell’equipaggiamento, e vedere come funzionava, in modo così perfetto”, aggiunge. “Ci sono stati un paio feriti ma non vittime. Non abbiamo perso nessuno, non abbiamo perso nessun velivolo. Un elicottero è stato colpito ma è rientrato: è una guerra“, specifica il presidente. Maduro “è stato portato via in pochi secondi, non ho mai visto niente del genere. Era in un posto molto protetto, era in una fortezza. Era in una casa con porte d’acciaio, con zone protette. Ha cercato di rifugiarsi ma non ha fatto in tempo. Eravamo pronti a perforare l’acciaio, ma non è stato necessario“.

L’operazione militare era stata inizialmente prevista per quattro giorni fa, ma “il tempo non perfetto e il meteo doveva esserlo. Abbiamo avuto, sapete, condizioni molto buone, forse un po’ più nuvoloso di quanto pensassimo, ma è andata bene. Abbiamo aspettato quattro giorni. Avremmo dovuto farlo quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, e poi all’improvviso il cielo si è aperto e abbiamo detto: ‘Andiamo!’“.

l’attivista e Premio Nobel per la pace María Corina Machado

Qual è il futuro del Venezuela? Non possiamo permettere che qualcuno prenda il posto di Maduro e continui a fare quello che faceva lui. Vogliamo che il popolo venezuelano sia felice e libero, è stato governato da un dittatore. Stiamo prendendo decisioni sulla leadership venezuelana” e prendendo in considerazione la possibilità che l’attivista e Premio Nobel per la pace Machado guidi il Paese al posto di Maduro, ha detto ancora il presidente americano. “Stiamo prendendo questa decisione ora“.






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