“Vatileaks 2”, indagati i giornalisti Fittipaldi e Nuzzi responsabili di aver raccontato la verità…!

“Vatileaks 2”, indagati i giornalisti Fittipaldi e Nuzzi responsabili di aver raccontato la verità…!

CdG libri wikileaks2I colleghi Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi autori dei libri “Avarizia”( editore Feltrinelli)  e “Via Crucis” (editore Chiarelettere) risultano ufficialmente indagati nell’inchiesta cosiddetta ”  2″. Riflettendo bene, migliore notizia non poteva arrivare ai due giornalisti. Una sorta di regalo di Natale anticipato da parte della Procura vaticana. Ha ragione chi commenta “indagati e contenti”, in quanto la notizia  già da sola farà andare ancora più in alto le vendite già elevate delle loro ultime inchieste giornalistiche.

Fittipaldi e Nuzzi risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta vaticana sulla fuga di documenti riservati della Santa Sede. Un errore, un’azione clamorosamente negativa per il Vaticano. Essere indagati per aver scritto la verità nei due rispettivi liberi è giornalisticamente una medaglia al valore professionale per questi due bravi colleghi colpevoli soltanto di avere fatto più che bene il loro lavoro. Si, sono responsabili… responsabili di aver raccolto e raccontato documentalmente fatti reali e storie poco piacevoli per la Chiesa, da sempre, rinchiuse all’interno delle sacre stanze. Ecco perchè Fittipaldi e Nuzzi possono dormire sonni tranquilli ed affrontare serenamente l’inchiesta a loro carico.

CdG Fittipaldi

Emiliano Fittipaldi, giornalista ed autore del libro “Avarizia

Quando il giornalismo d’inchiesta scoperchia scandali e segreti che il potere, anche quello temporale del Vaticano, vuole tenere nascosti, quel potere si difende, contrattaccando. Ma è un rischio che fa parte del mio mestiere”. Questo il commento a caldo del giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipaldi, che aggiunge: “Se uno fa bene il proprio mestiere, rispettando le regole, rispettando la deontologia, non ha nulla da temere. Certo in Vaticano, se l’inchiesta è vaticana come sembra, non c’è l’articolo 21 che tutela la libertà di stampa come la nostra Repubblica e quindi le regole lì sono diverse e vedremo quali sono i capi d’imputazione. Francamente non riesco nemmeno a immaginare quali possano essere“.

Secondo quanto reso noto dal direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, “L’autorità giudiziaria vaticana ha aperto un’indagine” anche in merito “alla diffusione del documento” riguardante l’Apsa, l’organismo vaticano competente per l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Il riferimento è al cosiddetto “caso” di Giampietro Nattino, presidente di Banca Finnat, rivelato dalla agenzia di stampa Reuters, secondo la quale personale dell’ Apsa sarebbe implicato in operazioni sospette di riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato.

Schermata 2015-11-12 alle 14.22.11

a sinistra, Gianluigi Nuzzi, giornalista ed autore del libro “Via Crucis”

 

Nei giorni scorsi sono apparsi su agenzie e organi di stampa articoli che riferiscono in maniera parziale e imprecisa il contenuto di un documento confidenziale, ipotizzando che in passato l’Apsa sia stata strumentalizzata per un’attività finanziaria illecita“, si legge in una nota della Sala Stampa della Santa Sede, che continua “L’Autorità giudiziaria vaticana ha aperto un’indagine in merito alla diffusione del documento. L’Apsa ha sempre collaborato con gli organi competenti, non è sotto indagine e continua a svolgere la propria attività nel rispetto della normativa vigente

Nell’inchiesta del Vaticano sulla fuga di documenti riservati della Santa Sede, all’inizio di novembre erano stati arrestati monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, spagnolo, già segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative, e  Francesca Immacolata Chaouqui, già componente della Commissione referente sulle attività economiche della Santa Sede.

Schermata 2015-11-12 alle 14.39.05Propaganda Fide: “False notizie sui prezzi delle case”.La totalità degli immobili di proprietà della Congregazione, donati per le Missioni, sono affittati a prezzo di mercato“. Lo precisa in una nota la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, detta anche Propaganda Fide. “Eccezioni” vengono fatte “per motivi di situazioni di indigenza“. Lo sottolinea una nota di Fides. La Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli tiene a sottolineare che “accoglie tutte le riforme amministrative previste dalla Segreteria per l’economia” sottoponendo alla stessa tutti i suoi bilanci, preventivi e consuntivi. “Risultano quindi inaccettabili certe insinuazioni fatte da parte di alcuni media – riporta la nota pubblicata da Fidesche diffondono notizie non rispondenti al vero. E’ stato scritto, ad esempio, che la Congregazione dia in affitto immobili di lusso a prezzi di favore e addirittura che si ospiti una sauna o che sia proprietaria dell’hotel Priscilla“.

Propaganda Fide sottolinea che “la totalità degli immobili di proprietà della Congregazione” è affittata a prezzi di mercato. “Detti immobili vengono concessi in locazione nel rispetto della legislazione italiana vigente alla cui osservanza sono tenute sia la Congregazione proprietaria, sia il soggetto conduttore“. Propaganda Fide in conclusione ringrazia i suoi “benefattori che con il proprio aiuto consentono di provvedere all’annuncio del Vangelo e al sostegno di innumerevoli iniziative educative, sociali e sanitarie dei paesi più poveri”. La Congregazione ha annunciato che “qualora dovesse ripetersi la divulgazione di notizie no veritiere o tendenziose, sarà costretta a tutelare la propria immagine nelle sedi opportune“.

nella foto mons. Nunzio Galantino

nella foto mons. Nunzio Galantino  segretario della Cei

Galantino (CEI): “Vogliono fermare una Chiesa scomoda”. Non è vittimismo dire che una Chiesa credibile fa paura e dunque si cerca di screditarla“. E’ Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, a dichiararlo in un’intervista rilasciata alla “stampa amica” cioè a Famiglia Cristiana:Abbiamo a che fare con una Chiesa più credibile e ad alcuni questo non piace perché si sentono messi in discussione. E c’è una falsa informazione. È falso che la Chiesa spenda per altro i soldi dei poveri. E in particolare per l’8 per mille: il bilancio dettagliato è pubblicato da ciascuna diocesi e le informazioni si possono trovare sul sito della Cei“.

Il materiale reso pubblico – dice mons. Galantino a Famiglia Cristiana parlando dei documenti trafugati dal Vaticano – il Papa lo conosce benissimo perché è lui, sulla spinta degli incontri pre-Conclave, che ha fatto fare queste ricerche e ha intrapreso il processo di riforma. Riforma che era desiderio anche di Benedetto XVI. Fu lui, durante una Via Crucis, a parlare di sporcizia dentro la Chiesa. Ma la Chiesa ha sentito l’esigenza di chiamare per nome questi peccati, questi abusi, questi atteggiamenti che non sono in linea col Vangelo né con il buon senso né con il bene delle persone“.

Secondo mons. Galantino nelle accuse della duplice inchiesta “Vatileaks 2” “c’è una falsa informazione. È falso che la Chiesa spenda per altro i soldi dei poveri. E in particolare per l’8 per mille: il bilancio dettagliato è pubblicato da ciascuna diocesi e le informazioni si possono trovare sul sito della Conferenza episcopale. Sulla ripartizione, è polemica di questi giorni, va precisato che la legge del 1985 suddivide la cifra per la quale non è stata indicata una destinazione in modo proporzionale alle altre indicazioni, come avviene per l’assegnazione dei seggi in Parlamento. E, infine, sull’utilizzo: i fondi vengono spesi per il sostentamento del clero, per l’edilizia di culto e per i poveri. Il che significa aiutare i 33 mila sacerdoti che tanto fanno nei nostri territori, ma anche, per esempio, i 700 cantieri tra beni culturali ed edilizia di culto che danno lavoro a tante imprese, o i 6 milioni di pasti preparati ogni anno dalle mense della Caritas“, conclude mons. Galantino.

Noi riteniamo che bene abbiano fatto i due colleghi Fittipaldi e Nuzzi a pubblicare le loro inchieste, e siamo certi che il clamore di questi libri aiuterà ancor di più Papa Francesco a fare “pulizia” all’interno della Chiesa, attività che sta svolgendo quotidianamente sin dal primo giorno del suo papato.

Open chat
1
Vuoi contattare la nostra redazione ?
Ciao, vuoi contattare la nostra redazione ?