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29 Ottobre 2026 04:04

Terrorismo: il somalo arrestato a Bari aveva aderito all’Isis

L'urgenza di eseguire il provvedimento restrittivo è stata dettata dai riferimenti all'elaborazione di possibili progettualità ostili in relazione alle imminenti festività natalizie. Tra le frasi intercettate dalla Polizia c'è anche quella in cui il presunto terrorista parla di mettere bombe nelle chiese italiane: "Mettiamo - dice - bombe a tutte le chiese d'Italia. La Chiesa più grande dove sta? Sta a Roma?".

BARI –  Il GIP del Tribunale di Bari ha convalidato il provvedimento di fermo, disposto dalla DDA di Bari ed eseguito dalla DIGOS del capoluogo lo scorso 13 dicembre, Mohsin Ibrahim Omar, meglio noto come Anas Khalil, indagato per i reati di associazione con finalità di terrorismo,  istigazione e apologia del terrorismo, aggravate dall´utilizzo del mezzo informatico e telematico. Il 20enne somalo detenuto in carcere a Bari, è ritenuto dalle agenzie per la sicurezza Aisi e Aise come affiliato al Daesh in Somalia e in contatto con una sua cellula operativa.

L´indagine denominata “Operazione Yusuf” condotta dalla DDA e delegata alla DIGOS di Bari ha ben presto confermato la validità delle informazioni sul conto di Mohsin Ibrahim Omar consentendo anzi di acquisire gravi indizi di colpevolezza posti alla base, assieme al concreto pericolo di fuga, del provvedimento di fermo eseguito nei suoi confronti.  L´attività investigativa, tra l´altro, ha consentito di documentare la totale adesione dello straniero all´ideologia del c.d. stato islamico e la sua organicità alla componente armata somalo-keniota di DAESH.

La militanza nello stato islamico di Mohsin Ibrahim Omar  si è concretizzata anche attraverso l´apologia di delitti di terrorismo operata su piattaforme social, in particolare su  Facebook, dove ha diffuso post e foto aventi come contenuto l´esaltazione del “martirio”. Apologia e condivisione che ha manifestato anche in occasione dell´attentato di Strasburgo. “Speriamo. Quello che uccide i cristiani, i nemici di Allah, è un nostro fratello. Da dove viene, viene. Però se uccide i cristiani è nostro fratello“. Così il ventenne Mohsin Ibrahim Omar aveva commentato l’attentato a Strasburgo dello scorso 11 dicembre. 

Sabato mattina l’indagato per terrorismo assistito da un difensore di fiducia e da un interprete,  ha reso interrogatorio per circa due ore  in carcere nel l’udienza di convalida dinanzi al gip,  rispondendo alle domande del giudice e del pm della Dda di Bari dr. Giuseppe Maralfa, che coordina le indagini, che gli contestato le accuse di terrorismo.

L´attività investigativa ha tratto origine da informazioni trasmesse alla Digos di Bari dalla DCPP/UCIGOS – acquisite in ambito di collaborazione internazionale da AISI ed AISE – che indicavano lo straniero come elemento affiliato al DAESH in Somalia ed in contatto con una sua cellula operativa. Sulla base  di queste informazioni la DDA della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese ha immediatamente disposto l´attivazione di un complesso impianto investigativo, coordinato a livello centrale dal Servizio per il Contrasto al Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS con il supporto dell´AISI e dell’ FBI- Federal Bureau of Investigation statunitense.

 

 

 Sono poi stati raccolti elementi di fatto circa l´intenso indottrinamento operato da Mohsin Ibrahim Omar su un altro straniero in corso di identificazione, al quale impartiva vere e proprie istruzioni teorico-operative sul concetto di jihad armato. L´urgenza di eseguire il provvedimento restrittivo è stata dettata dai riferimenti all´elaborazione di possibili progettualità ostili in relazione alle imminenti festività natalizie e alle chiese, in quanto luoghi frequentati solo da cristiani.   

Tra le frasi intercettate dalla Polizia c’è anche quella in cui il presunto terrorista parla di mettere bombe nelle chiese italiane: “Mettiamo – dice – bombe a tutte le chiese d’Italia. La Chiesa più grande dove sta? Sta a Roma?“. “L’urgenza di eseguire il provvedimento restrittivo – spiegano gli investigatori – è stata dettata dai riferimenti all’elaborazione di possibili progettualità ostili in relazione alle imminenti festività natalizie“.

 

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