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2 Ottobre 2022 18:04
2 Ottobre 2022 18:04

Teleperformance chiude le sedi di Taranto.

Il gruppo multinazionale francese chiude anche la sede di Roma. Resta aperta solo le sede di Fiumicino alle porte della Capitale

La multinazionale francese dei call center, Teleperformance ha deciso di smobilitare le attuali sedi di Taranto e Roma, aggravate da una gestione in passivo, lasciando aperto soltanto il presidio di Fiumicino con 400 dipendenti , mandando a casa circa 2 mila dipendenti.  Il resto del gruppo è già migrato in Albania.

L’azienda ha informato questa mattina  i sindacati locali della propria decisione, molto difficile da accettare in una città come Taranto che sta perdendo numerose attività basilari per la propria economia ed occupazione. Per domani è stato preannunciata dai dirigenti di Teleperformance la presentazione  nel dettaglio del proprio piano.

Il call center tarantino occupa circa 1.700 dipendenti a Taranto,  mentre a  Roma sono appena 200, e costituiva per numero di occupati, dopo l’ ILVA ,  la seconda realtà industriale nel capoluogo jonico Teleperformance era stato preso ad esempio in passato da diversi governi di centrosinistra.

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L’azienda a seguito della regolamentazione di settore voluta nel 2007 dall’ex ministro Cesare Damiano, che si avvaleva come collaboratore principale dell’ex senatore Giovanni Battafarano (Pd),  aveva dovuto trasformare tutti i contratti di lavoro in vigore nella sede tarantina,  in contratti a tempo indeterminato.

Qualche anno dopo la nuova disciplina introdotta dal ministro Sacconi (Forza Italia – ex PdL) modificò la normativa e quindi non rese più obbligatoria l’assunzione a tempo indeterminato, decisione che portò l’intero settore nel caos più totale. La sostanza adesso è che  Teleperformance chiude Taranto ed altri 2000 lavoratori sono tutti a rischio.

Immediata la reazione dei sindacati. Per la Slc CGILTeleperformance ha annunciato la vendita delle sedi di Taranto e Roma, ma la verità è che in un momento storico come quello che stiamo vivendo questo significa soltanto chiusura e licenziamenti di oltre duemila dipendenti». Per il segretario generale della Slc Cgil di Taranto,al termine dell’incontro, non ci sono dubbi : l’azienda ha annunciato la trasformazione in società per azioni, delle due sedi italiane che, “a differenza di quella di Parco Leonardo a Fiumicino, non sono in attivo“.

Tale trasformazione societaria prevede che le due sedi andranno sul mercato in attesa di essere offerte a dei possibili compratori ed i dipendenti, nel migliore dei casi, verrebbero assunti con la nuova disciplina introdotta dal Jobs Act.

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