La memoria corta… del Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho

ROMA – Ieri sera nell’ultima puntata del programma “NON E’ L’ARENA” condotto da Massimo Gilletti vi è stato un intervento telefonico del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho che ha cercato di difendere la sua decisione di estromettere a suo tempo il pm Nino De Matteo dal pool investigativo sulle stragi.

Il dottor Cafiero De Raho ha dimenticato…. quella sua conversazione intercorsa via chat con Luca Palamara, dopo la sua sconfitta al CSM nella corsa per diventare Procuratore Capo di Napoli, nonostante la sponsorizzazione ricevuta.

Il 27 luglio 2017 Palamara scriveva : “Ho lottato insieme a te fino all’ultimo. Persa una battaglia non la guerra”. Cafiero de Raho (anche lui esponente della corrente Unicost, n.d.r.) gli risponde : “Carissimo Luca sono convinto che ancora dobbiamo lottare insieme. Grazie, comunque, per avermi assecondato nella scelta, che non condividevi, di andare avanti ..” E continuano a lottare insieme , infatti, poi viene nominato Procuratore Nazionale Antimafia .



Il 26 maggio 2017 Cafiero de Raho rimuove Nino Di Matteo dal pool sulle stragi , e Palamara commenta con Sirignano, sostituto procuratore della Procuratore Nazionale Antimafia : “Grande Federico” (cioè De Raho n.d.r. ) “. E Sirignano gli risponde: ”Luca ma tu non hai capito che Federico rappresenta la nostra forza”.

Sirignano come risulta dalle chat si muoveva e faceva pressioni su Palamara per far eleggere come vicepresidente del CSM Gigliotti, consigliere “laico” del CSM in quota M5S al posto di Ermini, (Pd).



Ieri sera il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho ha telefonato in diretta da Gilletti, ma oggi nessuno ha protestato e gridato allo scandalo come invece accadde quando giustamente Di Matteo telefonò per precisare che lui non aveva mai condotto alcuna trattativa con il Ministro Bonafede come falsamente affermato dall’esponente grillino Gianrusso, nonostante Cafiero De Raho abbia citato a sostegno delle sue presuntyebragioni, un atto segretato dal CSM come è la sua lettera di protesta per l’intervista rilasciata da Di Matteo, che ha riferito di aver ricevuto da un Procuratore Capo .

Qualcuno ha ancora dei dubbi sul malessere cronico della magistratura italiana ? Come si fa non dare ragione a chi come Salvini chiede lo scioglimento dell’ ANM e del CSM ?




Regione Puglia rivede e taglia i costi per le plafoniere d’oro della nuova sede

ROMA – L’intervento della Corte dei Conti e la figuraccia fatta dalla dirigente Barbara Valenzano  capo dipartimento infrastrutture e lavori pubblici  della Regione Puglia, al programma “Non è l’ Arena” di Massimo Gilletti (La7)  per provare invano a rispondere alle domande relative soprattutto alla spesa da oltre un milione di euro fatta dalla Regione per acquistare 1.600 plafoniere dal costo di 632 euro a pezzo, hanno indotto la Regione a rivedere le proprie spese “folli”, dopo l’apertura di un’inchiesta della magistratura contabile sulle cosiddette “plafoniere d’oro” previste in primo momento per l’imponente nuova sede del Consiglio Regionale Pugliese in via Gentile a Bari

 

 

Oltre all’intervento provvidenziale della trasmissione televisiva, sono arrivati anche degli esposti presentati dal Movimento Cinque Stelle, che hanno fatto scaturire una seconda inchiesta avviata dalla Procura di Bari ordinaria. Le indagini sono condotte dal pm Savina Toscani. Recentemente la Guardia di Finanza di Bari ha acquisito altri documenti riguardanti impianti di illuminazione e compensi professionali.

La sezione Lavori pubblici della Regione Puglia ha cercato di salvare evidenti responsabilità, procedendo ad un taglio drastico delle spese iniziali preventivate,  con una versione riveduta e corretta del progetto,  che ha portato a una conseguente archiviazione dell’indagine. Grazie l’annullamento degli atti ed impegni di spesa iniziali, ed a seguito anche all’elaborazione di nuovi documenti della Direzione lavori su espressa richiesta del Responsabile unico del procedimento (Rup), il costo come per incanto è stato praticamente dimezzato: il danno erariale inizialmente individuato dagli inquirenti  in circa 600 mila euro  è stato dimezzato.  Ed il fascicolo della procura regionale della Corte dei Conti potrebbe essere archiviato in tempi brevi.

In ogni caso, gli accertamenti diretti dal procuratore regionale della Corte dei Conti, Carmela de Gennaro, si sono rivelati decisivi per sventare un consistente spreco di risorse pubbliche. Un fiume di denaro incanalato verso l’acquisto di 1.703 plafoniere al costo di 632 euro ciascuna. A distanza di pochi mesi dall’avvio delle indagini, però, c’è stata l’improvvisa inversione di rotta. Che è documentata in una relazione della guardia di finanza trasmessa alla Procura della Corte dei Conti, pagine che segnano una svolta nell’inchiesta e preludono a una rapida conclusione.

I militari del nucleo anticorruzione della Guardia di Finanza, ai quali sono state affidate le indagini dal procuratore de Gennaro, il 21 marzo  scorso sono ritornati negli uffici della Regione Puglia acquisendo le carte per accertare gli sviluppi della vicenda plafoniere. La sezione Lavori pubblici ha rilevato incongruenze in alcuni atti contabili e il RUP, cioè il responsabile unico del procedimento ha chiesto alla Direzione lavori di procedere all’annullamento e all’elaborazione di nuovi documenti per la successiva approvazione.

Per quanto riguarda le plafoniere, le novità sono tutt’altro che indifferenti: infatti è stato fissato il prezzo di 308,21 euro per ciascuna delle 1.709 lampade al posto del costo esorbitante di 637,11 euro l’una per 1.703 luci. Così facendo l’impegno di spesa per la Regione Puglia si è quasi dimezzato, passando da poco più di un milione (per la precisione 1.084.988,33) a 526.730,89 euro con un risparmio di 558.267,44 euro, soldi pubblici che fino a poco tempo fa erano destinati all’ acquisto di plafoniere di lusso, ritenute evidentemente necessarie per illuminare a dovere la nuova casa delle istituzioni pugliesi.

I sogni di “grandezza” alla barese sono stati accantonati con una immediata retromarcia, che è bene ricordare, è avvenuta solo e soltanto successivamente all’avvio delle indagini. Di fatto l’unico soggetto che potrebbe restare danneggiato economicamente è l’impresa Guastamacchia, che ha eseguito i lavori, in quanto i soldi già versati potrebbero essere infatti recuperati sulle somme ancora dovute, e dall’azienda non sono giunte obiezioni.

 




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