Il Comune di Taranto affida il centro sportivo “Magna Grecia” violando la Legge. Sull’operazione indagano Procura e Guardia di Finanza

di Antonello de Gennaro

ROMA – L’affidamento del centro sportivo Magna Grecia annunciato oggi dal gestore della piscina comunale di via Bruno a Taranto, tale Antonello Cassalia ,su un quotidiano locale tarantino  rappresenta l’ennesima vergogna della gestione della “cosa” pubblica da parte del Comune di Taranto. Su questa vicenda il CORRIERE DEL GIORNO si è occupato a lungo dimostrando come sin dal primo bando come il Comune di Taranto e la società sportiva dilettantistica Magna Grecia stessero violando la Legge. Il Nuovo Quotidiano di Puglia, purtroppo, ancora una volta scrive sotto dettatura senza minimamente consultare documenti, visure camerali, delibere ecc . E poi si lamentano che i giornali vanno male e non li legge nessuno …

nella foto Antonello Cassalia

Cassalia, che detiene il 25% della società dilettantistica Magna Grecia a.r.l. parla di investimenti per un milione di euro. Legittimo chiedersi dove li vadano a prendere questi soldi con una società sportiva “dilettantesca” neo-costituita da un paio di anni, che non svolge alcuna attività, e che ha in cassa appena 2.500 euro di capitale sociale versato ! Particolare non irrilevante le (in)competenze…imprenditoriali sportive dei soci , tutti possessori del 25% delle quote, cioè le stesse detenute singolarmente da  Cassalia e Basile.

Fra i quattro soci figurano anche Mario Pucci , legato al consigliere comunale Lucio Lonoce ( suo padrino di battesimo), il quale svolge l’attività di panettiere a Talsano, una frazione alle porte di Taranto, e Marco Saltalamacchia (figlio di Ciro Saltalamacchia un ex-giudice andato in pensione circa un anno fa) che fa ed ha sempre fatto solo e soltanto il rappresentante di occhiali. Entrambi non hanno mai maturato alcuna esperienza nella gestione di impianti sportivi.

L’unico “solvibile” cioè liquido, della compagine dei “furbetti del quartierino” in realtà è Angelo (Lillo) Basile, specializzatosi negli ultimi tempi nell’acquisto di alberghi in fallimento e conseguente ristrutturazione. Onore al merito. Anche se è bene ricordare che lo stasso Basile dopo aver portato in auge il basket tarantino lo ha abbandonato  preferendo  occuparsi di pompe di benzina (rivendute all’ ENI) e di partecipare alle riunioni della Confcommercio di Taranto, di cui è vice presidente-sostenitore.

Basile è anche uno dei soci di controllo della BCC di Taranto, una piccola banca locale che ha non pochi problemi di liquidità. Basti vedere quanto tempo hanno messo per ripianare con una transazione le proprie esposizioni per circa 60mila euro nei confronti della Camera di Commercio di Taranto ! Quindi è più  che legittimo chiedersi: da dove usciranno i soldi necessari, cioè il milione di euro annunciato necessario per risanare la struttura del Magna Grecia ? Dalle tasche dei quattro “furbetti del quartierino” tarantino ? O forse dai fondi strutturali europei erogati dalla Regione Puglia, dai finanziamenti agevolati dal Credito Sportivo ? Tanto alla fine… il conto lo paga sempre il contribuente !

Resta da chiedersi, cosa aspetta il Comune di Taranto a ristrutturare il Centro Sportivo Magna Grecia ed indire una vera gara (e non come quella oggetto delle indagini della magistratura) come ha fatto con il Teatro Fusco, invece di consentire affari poco chiari e trasparenti al limite della legalità, affidandola ai soliti “furbetti del quartierino” tarantino  ?

Il capitolato speciale del bando comunale di assegnazione del circolo sportivo Magna Grecia prevedeva peraltro all’ art. 3 , 3° capoverso che  “I concorrenti devono inoltre possedere il seguente requisito di capacità economico (cioè il fatturato –n.d.a.) o finanziaria (cioè il capitale sociale/mezzi finanziari – n.d.a.) : aver gestito negli ultimi tre esercizi finanziari impianti sportivi per un valore di ricavi complessivamente non inferiori a 500.000,00 euro, risultanti da apposita documentazione fiscale prevista dalla vigente normativa“.

Requisiti questi di cui la società sportiva dilettantistica MAGNA GRECIA  costituita dei “furbetti del quartierino” è assolutamente priva come risultante nei pubblici registri camerali che abbiamo consultato.

Il CORRIERE DEL GIORNO è entrato in possesso anche di altri documenti che giacciono  sepolti in qualche cassetto del Comune di Taranto, che l’attuale capo di gabinetto del Sindaco non dovrebbe faticare a rintracciare, che riguardano la piscina di via Bruno gestita proprio dallo stesso Cassalia (grazie alla quale vive e prospera)  , che è stata ristrutturata in violazione delle normative antisismiche, grazie un contratto di project financing della durata ultradecennale concesso dalla Giunta Di Bello, che rappresenta una vera e propria  vergogna per le casse del Comune di Taranto, che paga oltre 600mila euro l’anno alla società di Cassalia  che la gestisce per mandare (sulla carta) in piscina scolaresche e disabili, in un impianto di cui è proprietario il Comune. Lasciamo quindi ai magistrati ed ai lettori la valutazione se tutto ciò non rappresenta un’ illegalità.

Con i soldi pubblici sinora pagati dal Comune di Taranto alla società dei Cassalia,  (ed elargiti dalle tre giunte precedenti: Di Bello, Stefàno, Stefàno Bis) l’amministrazione comunale jonica avrebbe potuto costruire un centro sportivo olimpionico ! Ma così non è avvenuto.

Il Comune di Taranto recentemente ha “inventato” l’assessorato alla legalità affidandolo all’ ex procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, cioè quello stesso magistrato che compare fra le frequentazioni della famiglia Basile nelle loro gite nautiche sullo yacht di di famiglia attualmente posto sotto sequestro della Magistratura. Guarda caso le due relazioni del Roan della Guardia di Finanza di Taranto su queste imbarazzanti “frequentazioni” di Sebastio e le evasioni fiscali  dei Basile (successivamente ammesse e pagate con 500mila euro all’ Agenzia delle Entrate) sono uscite dai cassetti della Procura di Taranto, soltanto grazie all’arrivo del nuovo Procuratore capo Capristo.  Ma secondo il sindaco Melucci (ed il suo “tutore-padrino” Michele Emiliano)  l’assessore-pensionato  Sebastio garantirebbe la legalità per la sua Amministrazione Comunale…ma quale  ?

Se il buongiorno si vede dal mattino, state pur certi che ne leggeremo e vedremo delle belle…

Il nuovo assessore Francesca Viggiano, iscritta all’ordine degli Avvocati di Taranto, farebbe bene ad aprire meglio gli occhi su questa vicenda ed analizzare tutta la documentazione. Anche perchè dovrebbe ben sapere da avvocato qual’è che “la Legge non ammette ignoranza”. Ed a Taranto non pochi gli avvocati già  finiti sotto processo….

AGGIORNAMENTO: Secondo nostre fonti di giustizia contattate nel corso della mattinata  gli atti contenuti negli esposti ricevuti dalla DDA di Lecce sulle “vicende” del Magna Grecia , sarebbero stati trasmessi e girati alla Procura di Taranto per competenza territoriale, ed anche perchè il dott. Ciro Saltalamacchia è andato in pensione come Franco Sebastio. Adesso non resta che aspettare e vedere se la Procura di Taranto deciderà una volta per tutte di essere inflessibile nel fare rispettare la Legge, invece di continuare ad operare con i conflitti di interesse con cui ha sinora convissuto e prosperato.

 

Per una più completa informazione, eccovi i nostri precedenti articoli:

I “furbetti” del Magna Grecia in azione: ed il Comune di Taranto non rispetta la Legge (leggi qui) 

 

Gli “affarucci” intorno al Circolo sportivo comunale “Magna Grecia” non finiscono mai …! (leggi qui)




Le intercettazioni telefoniche che hanno mandato in carcere Fabrizio Pomes ed il boss mafioso Orlando D’ Oronzo | 6a parte

(….omissis……pag. 232)  Tornando all’ analisi  della conversazione di cui alla progressiva n. 2732 (Rit. 1721 – ALL. 601 ) i due interlocutori accennavano al permesso di cui il D’ORONZO avrebbe beneficiato in corrispondenza delle festività pasquali per partecipare al battesimo del nipotino, che si sarebbe tenuto a Muro Leccese (LE) il successivo 31.3.2013 ed in relazione al quale, allorchè il D’ORONZO accennava alla possibilità che il POMES potesse andare a trovarlo, DI CARLO Angelo commentava “...è chiaro, vi state di più e ragionate di cose più…più concrete“.

Più avanti nella conversazione, mettendosi a parlare dell’allestimento in corso per le attrazioni all’interno del centro sportivo, il DI CARLO  riferiva

“...eh ! Mò…mò…sto uscendo dall’ufficio, che sto vedendo pure per quel fatto là delle giostrine cose…che mò siamo venuti stiamo montando no ? ...però al cristiano gli serve pure una mano…eh ! Mò sono venuto e gli sto dando una mano…mò sto uscendo…eh ! lo so zio…però non è che è poco quello che sta montando ora…mò sta montando tutto il parco Gonfiabile voglio dire…eh ! per fare il tappeto su tutto il campo…eh ! insomma eh !…poi tutto in regola…tutto bello preciso….garbato….”

per poi commentare che probabilmente avrebbero aperto proprio in corrispondenza delle festività pasquali, al che il D’ORONZO raccomandava

“...oh ! Mò che apre lo sai che cosa devi fare….prendete le…non sai quelle cose quelle bandierine che si mettono…riempite pieno, pieno di bandierine e palloncini …hai capito ? …per i bambini…mettete…attaccate un sacco di palloncini vicino le reti...”

A un certo punto, chiaramente riferendosi alla persona con cui stava allestendo le attrazioni, il DI CARLO  chiedeva “…si…na ! Mò sta arrivando (incomprensibile)… lo vuoi salutare  eh ?...” alchè il D’ORONZO precisava che preferiva non parlare con nessuno, sottolineando “…ancora i telefoni stanno sotto…” per poi aggiungere   “….salutamelo hai capito…ma che sta pure Mimmo il ragazzola…Mimmo“.

Alla replica del DI CARLO “...no, non ci sta Mimmo …sta solo Enzo” (che successivamente venivano identificati per DE PASQUALE Cosimo detto “Mimmo” e BELLUCCI Vincenzo Gaspare detto “Enzo“), il  D’ORONZO chiedeva “…hai capito chi è Mimmo no ?…..” per poi, alla conferma dell’interlocutore, aggiungere “….salutamelo a Mimmo…che l’altro giorno l’ho trovato sul monitor la….eh ! gli ho chiesto l’amicizia…hai capito…..

Di particolare rilievo appariva, poi, la conversazione registrata alle ore 12:15 del 2.4.2013 (progressivo nr. 1597 Rit. 22/13ALL. 718 ) allorchè CIOTOLA Rosa (come detto moglie di DI CARLO Angelo ) contattava D’ORONZO Orlando facendo presente “niente ti volevo chiedere un favore, no ? ….siccome che….ah…ah….il ventisei Marzo no ? ….Angelo ( DI CARLO Angelo) io non credevo, sempre a mia insaputa fa le cose….mi ha fatto formare…uhm…un…un foglio tutti di cose del Comune...”  per poi a richiesta dell’interlocutore, precisare “

il ventisei Marzo…uhm…lui e Fabrizio (POMES) , sono andati quelli del Comune al Magna Grecia…al Magna Grecia….eh e mi ha fatto firmare un sacco di carte …uhm…perchè se no chiudeva il Magna Grecia…no…però ha detto che per …per …il il giorno tre Aprile, lui mi metteva…mmm….mi dava le fidejussioni, perchè io gli ho detto a Fabrizio, io qua non ho nessuno, sono sola, e non vorrei perdere la casa per le puttanate che fate voi”

Nel seguito della conversazione, il D’ORONZO cercava a più riprese di tranquillizzare l’interlocutrice peraltro dicendole che avrebbe dovuto fidarsi del marito; quindi collegando la documentazione firmata alla Cooperativa “FALANTO“, chiedeva alla donna se l’avessero indicata come Presidente della Cooperativa per poi fare presente

va bene…non ti preoccupare tu, come no…va beh….eh….vedi io, lo posso dire questo fatto, devo domandare….poi domando, mè me la vedo io come devo fare, perchè mi ricordo…che lè il Presidente era mio figlio, no ?… però siccome che quando prendevano qualche lavoro, in base che era mio figlio…aveva un sacco di controlli…..”  continuando a rassicurare la donna.

La circostanza riferita nella chiamata è che CIOTOLA Rosa  localizzava temporaneamente alla data del 26 marzo 2013 , stando agli accertamenti eseguiti dalla P.G. deve individuarsi nella firma del contratti di affidamento temporaneo dell’impianto sportivo, stipulato appunto in quella data e per la durata di cinque mesi (con fine fissata in data 26.8.2013)  tra il Comune di Taranto (nell’occasione rappresentato dall’ Ing. Gianrodolfo DI BARI) e l’ A.S.D. CENTRO SPORTIVO POLIVALENTE “Magna Grecia” nella persona del Presidente pro-tempore CIOTOLA Rosa di cui si è già detto (All. 820)

Alle ore 21.10 del 7.4.2013 (progressivo n. 1875/Rit.22/13ALL. 723) contattato da POMES Fabrizio, il D’ORONZO (che in virtù del permesso concessogli a far data del 30.03.13 dopo soggiorno a Muro Leccese, aveva soggiornato anche a Taranto, dove era giunto nel pomeriggio del 4 per ripartire nelle prime ore del 7 aprile 2013) ad un certo punto, entusiasta si complimentava “…ieri….ho visto le cose gonfiabili, bello è venuto sai…bello veramente…” al che il POMES replicava: “ora speriamo…oggi lo hanno smontato di nuovo, perchè con la paura del vento hai capito ?“, mentre il D’ORONZO continuava a complimentarsi. “...per la  miseria comunque…veramente è bello sai ? proprio bello forte…ti devo fare i complimenti…hai visto ? Sembrava una  cartolina sembrava….“.

Alle 18.03 del 13.4.2013 (progressiva nr. 3079 – Rit. 1721/12ALL. 606) , D’ORONZO Orlando contattava DI CARLO Angelo cui subito chiedeva di provvedere alla tosatura dell’erba con riguardo alla masseria di via Torro nr. 18 per poi, spostando l’argomento sul centro sportivo “Magna Grecia“, informarsi “beh ? come va la giostra là” al che il DI CARLO precisava che avrebbero dovuto concordare i prezzi da applicare al momento che, con l’installazione di quelle attrazioni, certamente ci sarebbe stato un calo nelle prenotazioni della sala in relazione a feste di compleanno.

Il D’ORONZO commentava, quindi, che certamente il POMES avrebbe saputo come regolarsi per poi chiedere “ma…state parlando…questo fatto qua…quello dice che…quello dice che ha fatto le richieste per avere soldi là…dalla Regione ( richiesta di finanziamento regionale)  no ?…quando ha fatto l’assunzione (inc), giusto ?” al che il DI CARLO replicava “ e penso di si” e subito il D’ORONZO  chiedeva  “… ma state parlando di queste cose o non state parlando ?

Quindi, alle sue domande, DI CARLO precisava che non stavano affrontando questi argomenti e che non aveva notizie certe circa la richiesta di finanziamenti pur avendo intuito qualcosa in merito, al che il D’ORONZO faceva presente  “…eh !…perchè io questo qua..l’ho saputo che …che hanno hanno chiamato a Mimmo hai capito ?”  evidentemente alludendo ad una qualche comunicazione  giunta a suo figlio  D’ORONZO Cosimo, che si rammenta essere l’amministratore unico della “FALANTO SERVIZI”  – e quindi insistere “Eh—e parla di questo fatto qua…perchè se tu poi dici, poi piglia e dici tu io non lo sapevo, dici tu tu dici a me io non ne so niente…invece tu lo devi sapere…le cose bisogna saperle tutte“.

Si dilungavano, quindi, a parlare della circostanza che, pur in assenza di permessi e pertanto rischiando la revoca del regime di semilibertà, il DI CARLO si era regolarmente recato fuori dal Comune, contestualmente commentando che certamente a breve avrebbero anche ricevuto il pagamento per i lavori eseguiti dalla “FALANTO SERVIZI” presso il Comune di Grottaglie di cui si è già detto (ALL. 826)




Le intercettazioni telefoniche che hanno mandato in carcere Fabrizio Pomes ed il boss mafioso Orlando D’ Oronzo | 1a parte

(….omissis……pag. 221) “Sin dal mese di dicembre 2011 cominciavano a registrarsi contatti fra D’ORONZO Orlando e POMES Vincenzo Fabrizio, personaggio noto per aver rivestito anche incarichi in seno a passate amministrazioni comunali, ed ancor pi, quale rappresentante legale della ATI (cioè Associazione Temporanea Imprese – n.d.r. ) CORDA FRATES SOC. COOP SOCIALE (Associazione Delfini Azzurri Onlus, Associazione Calcio Club Dellisanti, Gestione Impianti Sportivi)  già incaricata della gestione del centro sportivo “Magna Grecia” sito in Taranto, via Zara nr, 121-123, di cui si dirà dettagliatamente.

CdG pomes_magna greciaDi estremo rilievo apparivano gli esiti dei primi accertamenti esperiti da cui ri rivelava che in data 18.11.2011, innanzi al Notaio Giandomenico CITO era stato sottoscritto l’atto costitutivo della società cooperativa sociale denominata “FALANTO SERVIZI” la cui sede ai solo fini di iscrizione nel registro delle imprese risultava fissata in Taranto, via Torro n. 18 e con capitale sociale (pari ad € 150,00) equamente suddiviso fra i soci:

  • POMES Vincenzo Fabrizio appena menzionato;
  • D’ORONZO Cosimo,  figlio di D’ORONZO Orlando – con la carica di amministratore unico;
  • DI CARLO Gianpiero,  nipote di D’ORONZO Orlando in quanto figlio della sorella Gabriella ;
  • MORELLI Luigi;
  • CARDELLICCHIO Rosa;
  • CRUPI Armando ;

Le operazioni di intercettazione telefonica, estese per un certo periodo anche all’utenza del POMES consentivano di raccogliere nel tempo, interessanti elementi in ordine all’intento del D’ORONZO (che a tal scopo si affidava completamente all’esperienza ed ancora più ai consolidati contatti del POMES con apparati dell’amministrazione comunale) di inserirsi nel tessuto economico della città di Taranto, appunto utilizzando la costituita cooperativa sociale che veniva strumentalizzata al fine di fornire richieste di lavoro “utili” per la concessione della semilibertà ad alcuni personaggi “vicini” al clan mafioso.

In proposito, infatti, va evidenziato che DI CARLO Angelo, nipote di D’ORONZO Orlando in quanto figlio della sorella Gabriella in data 29.6.2012 veniva ammesso al regime di semilibertà e che, proprio a tal fine, risultava  essere stato assunto dalla cooperativa “FALANTO SERVIZI“.

A partire da novembre del 2012, presso la medesima cooperativa veniva, poi, assunto anche BRUNETTI Raffaele detto “GIGETTO“, anche egli semilibero ed in precedenza dipendente della “GLOBAL SERVICE s.n.c.”

Cristina Pomes

nella foto, Cristina Pomes

Con riferimento all’anno del 2013, oltre ai predetti (a DI CARLO Angelo, peraltro, in data 1.6.2013 veniva revocato il regime di semilibertà) ella consultazione dell’ archivio INPS si rivelava la presenza di altri 19 dipendenti tra cui in particolare:

  • ALBANO Anna Pia e BRUNETTI Luigi, rispettivamente moglie e figlio di BRUNETTI Raffaele (indagato nel precedente procedimento ed associato del D’ORONZO nell’omonimo clan), nonchè MALACARDI Daniela compagna di BRUNETTI Luigi;
  • CIOTOLA Rosa, moglie di DI CARLO Angelo (come detto, nipote del D’ORONZO);
  • DI CARLO Gianpiero, fratello di Angelo ( e pertanto anch’egli nipote di  D’ORONZO Orlando ) ;
  • DE SANTIS Angela, convivente di DIODATO Gaetano (anch’egli associato del D’ORONZO );
  • CICCONE Tiziana e MARIANO Marianna rispettivamente compagna e figlia di MARIANO Vito Antonio, attualmente detenuto (autore dell’omicidio in danno di LEONE Nicola)
  • NATALE Michele, che come ampiamente descritto nei precedenti paragrafi, lungo tutto il dipanarsi dell’indagine, risultava essere “uomo” del D’ORONZO e del DE VITIS, ed a essi associato (in particolare incaricato della riscossione dei pagamenti relativi all’estorsione perpretata in danno della “ALPIN” successivamente al controllo di polizia cui era stato sottoposto LATTARULO Francesco) ;
  • PONDRELLI Claudia, legata sentimentalmente a D’ORONZO Cosimo,  figlio di D’ORONZO Orlando )
  • POMES Cristina, figlia di Vincenzo Fabrizio POMES;
  • PALAGIANO Anna moglie di PIGNATELLI Luigi, socio del POMES nella “PLAY PARK di Pignatelli Luigi & C. s.n.c.” (servizi di consulenza alle imprese in ambito culturale, artistico e ricreativo) con sede legale in Taranto via Oberdan nr. 3 ;

Come è facile notare, la maggior parte dei soci della cooperativa risultavano stabilmente collegati a D‘ORONZO Orlando ed ai suoi “uomini” di fiducia nell’ambito dell’ associazione mafiosa da lui diretta (unitamente al DE VITIS ) tanto che può e deve ritenersi che la stessa società cooperativa sia stata immaginata e, di fatto, sia divenuta una sorta di braccio o ramo dell’azienda mafiosa.

Proprio con riferimento alle pratiche predisposte ai fini della concessione della semilibertà  in favore di  DI CARLO Angelo, riferiva di aver ricevuto una mail dall’ avvocato BLASI in relazione alla prativa che stava predisponendo per il DI CARLO, precisava di aver qualche problema nello specifico spiegando

…..la praticamente va indicato lui dove deve andare a lavorare…alla Falanto….”

Prontamente POMES offriva la soluzione

“....dove sta la sede…alla ristrutturazione della sede via Torro…..che è una masseria che stiamo ristrutturando dove sta la sede sociale…

per poi al commento dell’interlocutore  “…se tu hai…..che ne so io” proseguire

digli o presso la sede sociale di via Torro …eh la sede socialie digli hai capito ? …..o lo vuoi mettere presso Magna Grecia….vedi tu

All’ osservazione del DI CORRADO “…..no voglio dire c’è un’attività che…. nuovamente POMES forniva una pronta soluzione

“…facciamo un contratto di manutenzione al Magna Grecia se vuoi….”

per poi ribadire

” …. digli o presso la sede sociale  di via Torro dove c’è la ristrutturazione o presso il centro sportivo dove c’è la manutenzione del verde alla cooperativa….” 

Fabrizio Pomes

nella foto Fabrizio Pomes

Dal complesso delle operazioni di intercettazione emergevano, infatti, strette correlazioni  tra la costituita cooperativa sociale “FALANTO SERVIZIe la gestione del Centro Sportivo  “Magna Grecia”. In proposito appare opportuno precisare che, come descritto nella deliberazione della Giunta Comunale di Taranto nr. 143 del 4.8.2011, la gestione di detto Centro – a seguito di gara d’appalto e con contratto del 01.12.2003 – era stata affidata all’ ATI COOP EUROPA (mandataria) ASSOCIAZIONE DELFINI AZZURRI ONLUS ed ASSOCIAZIONE CALCIO CLUB DELLISANTI (mandanti) .

A partire dall’anno 2005, l’ ATI affidataria COOP EUROPA si rese gravemente inadempiente  un ordine alla corresponsione dei canoni previsti contrattualmente; società mandataria di cui venne poi dichiarato il fallimento con sentenza del Tribunale di Brindisi nr. 9 del 28.5.2007 , successivamente alla dichiarazione di fallimento avvenuta nel dicembre 2007 venne rideterminata la costituzione dell’ ATI, sostituendo la fallita COOPP. EUROPA la  SOC.COOP. CORDA FRATES, di cui come accennato risultava amministratore unico POMES Vincenzo Fabrizio.

Come precisato nella richiamata deliberazione della Giunta Comunale nr. 143 del 4.8.2001 detta ATI proseguiva a detenere senza alcun titolo legittimante il Centro Sportivo Magna Grecia, portando avanti di fatto, ed ai fini di lucro, la gestione della struttura comunale (al cui interno vengono peraltro sovente organizzati anche eventi di natura politica).

Pertanto preso atto di tale situazione e rilevato che  l’ ASSOCIAZIONE DELFINI AZZURRI ONLUS e l’ ASSOCIAZIONE CALCIO CLUB DELLISANTI   risultavano  debitori  della somma complessiva di  € 546.857,00 mentre la ATI SOC.COOP. CORDA FRATES, (mandataria)  l’ ASSOCIAZIONE DELFINI AZZURRI ONLUS ed  ASSOCIAZIONE CALCIO CLUB DELLISANTI   (mandanti)  risultava  debitrice di ulteriori  € 272.753,14 , nella richiamata delibera veniva stabilito di avviare il procedimento di rilascio e restituzione all’ entre proprietario del Centro Sportivo  “Magna Grecia” con contestuale indicazione di procedere ai necessari adempimenti per l’indizione della gara per l’affidamento in gestione del centro.

Effettivamente in data 28.5.2012 risultava essere stata emanata la determina nr. 155 della Direzione Patrimonio del Comune di Taranto appunto attinente l’indicazione di una procedura aperta per l’affidamento in concessione del servizio di gestione del Centro Sportivo Magna Grecia.

Gara – cui peraltro l ATI SOC.COOP. CORDA FRATES,  ASSOCIAZIONE DELFINI AZZURRI ONLUS e l’ ASSOCIAZIONE CALCIO CLUB DELLISANTI   stanti i detti debiti e relativi contenziosi, non avrebbero avuto i requisiti per partecipareche però di fatto non veniva indetta.

continua/1.