Puglia: nella Regione guidata da Emiliano il primato nazionale dei fondi pubblici illeciti

ROMA – Nel corso del 2017 sono stati aperti 5.661 nuovi fascicoli , mentre 3.057 sono arrivati a definizione . Una giacenza finale è di 19.677 fascicoli istruttori, pari ad un carico medio di 3.935 fascicoli per ogni magistrato, compreso il procuratore regionale . Tanti nuovi fascicoli, ma pochi magistrati a trattarli. Quello che sembra ormai un luogo comune, dal tribunale civile a quello penale, è emerso anche durante l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario della sezione giurisdizionale per la Puglia della Corte dei conti.
La procura pugliese della Corte dei conti “si è collocata al primo posto, fra tutte le procure regionali, con riguardo sia al numero dei nuovi fascicoli aperti che a quello del carico medio per magistrato assegnato all’ufficio” ha detto il procuratore regionale Carmela De Gennaro . Il problema dell insufficiente organico è stato ribadito e sostenuto  anche dal presidente Mauro Orefice che ha ricordato che “nel 2017 sono stati definiti 153 giudizi ( 136 nel 2016) e sono state emanate 109 sentenze di merito” illustrando i principali filoni di illecito nel dettaglio : “L’ammontare delle condanne — ha detto Orefice  — è costituito per la maggior parte dall’illecita percezione di finanziamenti pubblici ( 14 milioni e mezzo), seguita dal mancato riversamento e riscossione tributi ( 7 milioni e mezzo di euro)”

La relazione del Presidente della Sezione giurisdizionale Mauro Orefice

 

La relazione del Procuratore regionale Carmela de Gennaro

 

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La relazione del Presidente della Sezione regionale di controllo Agostino Chiappiniello

 

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ASL Foggia: “truffa dei flaconi d’oro”. Acquistavano disinfettanti pagandoli 1.920 euro invece di 60 l’uno.

GdF FoggiaAvevano acquistato per conto dell’ ASL di Foggia un migliaio di flaconi di disinfettante per sale operatorie a prezzi esorbitanti, causando all’azienda sanitaria una spesa di un milione e mezzo di euro, ma adesso la Corte dei conti li ha condannati ad un giusto dovuto risarcimento . Adesso i 4 dipendenti dell’ ASL foggiana Romolo De Francesco, Nazario Di Stefano, Nicola Marinaro e Giovanni Grilli sono stati condannati a pagare circa 1,6 milioni di euro in favore dell’azienda . Assolto invece, un altro dipendente dell’ASL, Matteo Melchionda, responsabile del pronto soccorso dell’Ospedale di Manfredonia, a cui il Tribunale ha anche revocato anche il sequestro preventivo degli immobili effettuato l’ anno scorso  Lo si legge nelle motivazioni della  sentenza dei giudici della sezione pugliese della Corte dei conti  presieduta Francesco Lorusso, componenti Vittorio Raeli e Antongiulio Martina, pubblico ministero Pierpaolo Grasso.

La sentenza di primo grado della Corte dei Conti è pesante: Nicola Marinaro dovrà risarcire 166mila euro l’ ASL Foggia, cioè un importo pari al danno causato alla pubblica amministrazione a seguito dell’acquisto dei primi 90 flaconi, più pesante la condanna nei confronti di De Francesco e Di Stefano i quali dovranno rimborsare 1,1 milioni di euro. De Francesco dovrà pagare inoltre ulterioti 240mila euro insieme a Grilli ed altri  37mila insieme a Marinaro. Per un totale di circa 1,5 milioni di euro ai quali è stato aggiunto anche il risarcimento di altri 62mila euro a carico a Di Francesco, Di Stefano e Marinaro per il danno causato dall’acquisto di copriscarpe. Chiaramente i condannati potranno ricorrere in appello alla Corte dei Conti centrale a Roma.

La storia-truffa è nata dopo la segnalazione di Giuseppe D’Alessandro il responsabile della direzione amministrativa dell’Ospedale di San Severo (Foggia). Da quella segnalazione la Procura di Foggia  ha aperto un’inchiesta che è ancor’oggi in corso. Ma la Corte dei conti contestualmente ha già tratto le sue decisioni: per i giudici contabili non vi alcun minimo dubbio che “la responsabilità dell’illecito acquisto di disinfettante debba ascriversi sia a De Francesco (dirigente d’area patrimonio dell’Asl) che ai funzionari istruttori Grilli, Di Stefano e Marinaro che hanno concorso alla formazione delle determine di liquidazione in favore della Fly srl“, cioè dell’azienda che sin dal 2008 aveva presentato all’ ASL Foggia una propria offerta per la fornitura di disinfettante in una gara che la Corte ha definito “falsata e priva di concorrenza“.

 

 

La prima denuncia risale a febbraio del 2012, ma lo scandalo venne alla luce soltanto nel 2014, cioè quando la Guardia di Finanza si attivò su delega del Pm dr. Antonio Laronga della Procura di Foggia, effettuando anche 4 misure cautelari personali: 2 degli arresti domiciliari, nei confronti di un funzionario dell’ASL e dell’amministratore della società fornitrice del disinfettante. L ‘inchiesta penale coordinata dalla Procura foggiana accertò che tra il 2008 e il 2011 l’ ASL Foggia aveva acquistato 830 flaconi di disinfettante, pagando  per ogni flacone da 5 litri la bellezza di 1.920 euro. Un prezzo a dir poco esorbitante, considerato che sul mercato il costo reale di uno stesso flacone non superava i 60 euro. Peraltro che i flaconi erano persino inutili, considerato che lo stesso tipo di disinfettante era già stato acquistato ed a disposizione negli ospedali foggiani.

Dalle investigazioni della Guardia di Finanza era emerso che “benché l’autorizzazione di spesa del citato prodotto riguardasse l’acquisto di soli 90 flaconi, erano state irregolarmente deliberate – dal 2009 al 2011 – forniture per ulteriori 929 flaconi, per una spesa complessiva per l’Ente di 1.783.680 euro; le società fornitrici avevano corrotto i pubblici dipendenti attraverso dazioni di denaro contante ed altre utilità, per un valore quantificato in non meno di 14 mila euro”.

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Vennero disposte quattro misure cautelari personali: due arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore Ettore Folcando,  1978, residente a Foggia, e del funzionario dell’ASL, Giovanni Grilli 1967, residente a Manfredonia.

Colpito da interdittiva dell’esercizio di impresa e di assunzione di cariche direttive e/o di amministrazione nell’ambito di società,  Stefano Frongia  1962, residente a Montefeltro nell’urbinate. E’ scattato invece l’obbligo di dimora nei confronti del dipendente dell’ASL di Foggia, Nicola Marinaro  1964 nato a Cerignola, ma residente a Canosa di Puglia




Bari. La Guardia di Finanza sequestra beni a Fiorillo ed a un funzionario delle Ferrovie SudEst per 4milioni e mezzo

Luigi Fiorillo

nella foto Luigi Fiorillo

Su richiesta del Procuratore Regionale  dott.ssa Carmela de Gennaro e del Vice Procuratore della Corte dei Conti dott. Pierpaolo Grasso, la Sezione Giurisdizionale per la Puglia – presieduta dal dott. Francesco Lorusso, ha disposto il sequestro conservativo di beni mobili ed immobili, nei confronti dell’ avvocato Luigi Fiorillo ex amministratore unico delle “Ferrovie del Sud Est”  nonché del dirigente dell’Area Investimenti Francesco Paolo Angiulli della società pubblica. La vicenda ha avuto origine a seguito di indagini patrimoniali, delegate dall’Autorità Giudiziaria Contabile e svolte dalle Fiamme Gialle, che hanno fatto emergere una serie di anomale consulenze con relativi compensi ottenute dai citati indagati nonché le retribuzioni – tra il 2011 ed il 2014 – dalle quali è emersa una notevole differenza tra le somme percepite e quanto a loro spettante per le cariche rivestite.

Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Bari insieme agli Ufficiali Giudiziari dell’UNEP di Bari, ha riguardato tre immobili ubicati nel capoluogo, n. 11 rapporti bancari e finanziari e tutte le somme e le ragioni di credito spettanti ai due indagati, a qualunque titolo, da parte delle Ferrovie del Sud Est e di enti previdenziali, fino all’ammontare dell’importo complessivo di circa 4,5 milioni di euro, ritenuto il danno erariale su cui indaga la Procura contabile.



Scandalo carrozze d’oro Sud-Est. Delrio: “attendo soluzioni da Emiliano”

CdG ferrovie sud-estNon ha usato mezzi termini ed i soliti giri di parole in “politichese”,  il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, nel corso della trasmissione televisiva “Ballarò” andata in onda martedì sera su Rai3, intervenendo sulla vicenda delle Ferrovie Sud-Est, la società pubblica operante in Puglia perchè si trova  al centro di un’indagine della Procura della repubblica di Bari e della Corte dei Conti pugliese,  per una presunta frode – secondo gli inquirenti –  collegata all’acquisto di 25 vagoni che sono stati ristrutturati. a un prezzo doppio a quello di mercato. “Non ho mai confermato Fiorillo, anzi ho chiesto al governatore Emiliano di risolvere questa situazione: a giorni lo vedrò e ascolterò le sue proposte”.

Il sequestro

Luigi Fiorillo

nella foto, Luigi Fiorillo

Nei giorni scorsi la Corte dei Conti regionale di Puglia ha convalidato il sequestro conservativo di beni per circa sei milioni di euro nei confronti dell’amministratore unico della società,  il tarantino Luigi Fiorillo (un ex-esponente del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana), e dell’ex dirigente, Nicola Alfonso.

  Durante il programma televisivo condotto dal giornalista Massimo Giannini, ex-vice direttore del quotidiano La Repubblica, sono state ricostruite e raccontate le fasi salienti della vicenda: secondo quanto emerso dalle indagini, l’operazione si sarebbe articolata in tre passaggi: le Ferrovie Sud Est avrebbero acquistato da due società 25 carrozze passeggeri dismesse al prezzo di 37.500 euro ciascuna spendendo 912mila euro; successivamente i vagoni sarebbero stati venduti a una società polacca per la ristrutturazione al prezzo di 280mila euro ciascuno per un ricavo di 7 milioni; infine le Ferrovie Sud-Est avrebbero riacquistato successivamente dalla stessa società polacca le 25 carrozze ristrutturate al prezzo di 900mila euro ciascuna pagando complessivamente 22 milioni e mezzo.

 La perizia

Nel corso delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Bari ed avvalendosi anche di una CTU (consulenza tecnica d’ ufficio) effettuata da un professionista esperto del settore, si è evinto che il prezzo congruo e reale per il riacquisto sul mercato sarebbe stato di 11 milioni e 206mila euro, cioè la metà di quanto versato.




Per la Corte dei Conti, i conti dell’ ASL Taranto “non sono realistici”. Ma per Mons. Santoro….

TARANTO – I rilievi sollevati dalla Corte dei Conti pugliese sui bilanci 2012 delle ASL regionali verranno esaminati sino in fondo con l’intento di individuare e risolvere tutte le criticità non ancora risolte. Con questo scopo l’assessore regionale  alla Salute, Donato Pentassuglia, ha convocato per oggi pomeriggio i responsabili del controllo di gestione, mentre nel  pomeriggio di domani incontrerà gli amministratori delle società in-house ed i nuovi manager delle aziende sanitarie che dovranno fornire chiarimenti su quanto è stato fatto, sopratutto sulla regolare gestione dei conti.

Le accuse della Corte dei Conti pugliese, sembrano tutte rivolte verso un sistema che allo stato attuale non ha gli strumenti per essere governato. Ad onor del vero va ricordato che dal 2012 vi sono stati alcuni miglioramenti . Mentre ad esempio la ASL Bari, ha reso noto ieri che è stata implementata anche la contabilità separata per l’attività intra-moenia dei medici, oltre che quello per gli inventari, ed è stato introdotto anche un processo elettronico per il pagamento delle fatture. Ma vi  sono alcune Aziende sanitarie locali , come quelle di Taranto, i cui conti del 2012 sono stati giudicati “non realistici“, perché non tengono conto degli ammortamenti e rettifiche e quindi il risultato di esercizio riportato potrebbe non essere veritiero.

Fabrizio Scattaglia

nella foto Fabrizio Scattaglia

Alla direzione generale dell’ ASL Taranto per il periodo contestato dalla Corte dei Conti, c’era il dott. Fabrizio Scattaglia il quale  rimosso due mesi fa dal suo incarico “pubblico” in quanto non avrebbe completato il riordino ospedaliero, cioè le chiusure ed accorpamenti, e non avrebbe neanche avviato il monitoraggio delle strutture organizzative, cioè dei reparti. L’ormai ex-dg dell’ ASL Taranto sarebbe stato rimosso dal suo incarico in quanto  in pesante ritardo sulla rideterminazione dei tetti di spesa per i privati e riguardo al taglio delle retribuzioni per le prestazioni aggiuntive dei medici. Inoltre il blocco del turn-over, introdotto con il bilancio 2011, sarebbe stato rispettato solo parzialmente

Stiamo parlando dello stesso Scattaglia che ha accettato contrariamente alle norme di Legge, l’incarico di Direttore Generale della Cittadella della Carità a Taranto, su cui oltre al Corriere del Giorno (unico organo di informazione a segnalarlo) si è espresso anche il consigliere regionale Francesco Laddomada, che ha dichiarato al quotidiano online Manduria Oggi, quanto potete leggere di seguito con i vostri occhi.

CdG scattaglia

Qualcuno ci accusa di attaccare troppo l’operato del vescovo di Taranto, ma a tal proposito segnaliamo una lettera dei lavoratori della Cittadella della carità inviata alla stampa lo scorso 15 gennaio 2015:

«Le chiediamo di intervenire ancora una volta in nostra difesa». I dipendenti della Cittadella della Carità rivolgono un appello all’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro. Ci sono rilevanti problemi economici da affrontare che hanno già comportato disagi: tredicesima non pagata, stipendi il bilico e si va verso l’applicazione dei contratti di solidarietà al personale. Poi c’è un contenzioso con l’Asl. Gli operatori della struttura del rione Paolo VI chiedono a monsignor Santoro di fare in modo che «non avvenga la nomina che taluni “nemici” della Cittadella già danno per certa proprio del dottor Scattaglia (il manager dell’Asl – ndr) a nostro nuovo direttore generale».

Per quale motivo? «Veniamo a sapere sgomenti – scrivono i lavoratori – che lo stipendio di dicembre non ci verrà corrisposto per intero in quanto, con opinabile tempismo, il direttore generale dell’Asl di Taranto, Fabrizio Scattaglia, ha richiesto alla Fondazione il pagamento immediato di somme milionarie per prestazioni rese dal 2003 al 2009 a loro dire indebitamente percepite, in ciò confortati da una sentenza del Tar che grida vendetta».

«Solo noi – aggiungono – sappiamo se è vero o non è vero che quelle prestazioni, rese a favore di pazienti con patologie complesse che ci venivano ricoverati dalla Asl per risparmiare i loro preziosi posti letto e raggiungere i livelli di deospedalizzazione che gli garantivano lauti premi, erano coerenti o meno con le somme che oggi ci chiedono indietro. Perché eravamo noi ad assistere, spesso fino alla fine del loro cammino, quei pazienti che il “pubblico” rifiutava».

 

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Ma su tutto questo monsignor Santoro tace. Più comodo manifestare solidarietà ai lavoratori di Blustar TV, dell’ ILVA ecc….Fonti bene informate ci dicono che il vescovo sia troppo “impegnato” nelle sue riunioni “cielline” con alcuni imprenditori tarantini e qualche appartenente alle Forze dell’ Ordine, ed a proporre ad un magistrato prossimo alla pensione la candidatura a Sindaco di Taranto. Ma è questa la missione di fede ???

Fare altri commenti ? Si. Come mai se la nomina di Scattaglia sembrerebbe fuori legge, alla Procura della Repubblica di Taranto nessuno se ne accorge o dice nulla ? Dobbiamo aspettare un nuovo Procuratore capo ?




L’ AMIU di Taranto “primeggia” con 10 milioni fra i 30 milioni di perdite delle società pubbliche pugliesi

Sempre più numerosi  i Comuni pugliesi, che sono quasi tutte in perdita e hanno accumulato debiti per poco meno di un miliardo di euro. Il vero vortice di perdite proviene dalle 385 società pubbliche partecipate, e la loro crescita sembra irrefrenabile. Fra queste società a dir poco mal gestite,  314 sono riconducibili ai Comuni, 62 sono controllate dalle Province e 9 dalla Regione Puglia.

I giudici della  Corte dei Conti pugliese, che ha analizzato 161 società pubbliche da Foggia a Lecce ha certificato nell’ultima relazione che il costo per ogni unità di personale invide in  39mila 379 euro, e la spesa totale per il costo del lavoro raggiunge i 286 milioni di euro. A dir poco troppi sopratutto se confrontati con la produttività raggiunta dalle stesse società . Non è un caso se  la percentuale del costo del personale sul valore della produzione incide arrivando a sfiorare il 45 per cento. Risultato negativo al secondo posto in Italia preceduti soltanto dai dipendenti calabresi. Le perdite totali ammontano a 30 milioni di euro. Il dato più preoccupante e significativo è quello relativo al debito. Infatti quello relativo alle 161 società analizzate dalla Corte dei Conti ha raggiunto il 905 milioni di euro. I giudici contabili segnalando le società in perdita hanno certificato che il totale degli organismi partecipati pugliesi “mostra una prevalenza delle perdite sugli utili” .

Fra le società a totale partecipazione e controllo pubblica svettano i 10 milioni di perdite dell’AMIU spa (la società della nettezza urbana di Taranto), seguita dai 2,5 milioni di Troia Energia, 1,3 milioni di Amtab e 1,8 milioni di perdite di Lupiae Servizi di Lecce.  Nella relazione della sezione pugliese della Corte dei Conti dello  scorso luglio, è stati certificato che quasi tutte le società partecipate regionali hanno chiuso con un risultato positivo, fatta eccezione per le Terme di Santa Cesarea, in perdita di 480mila euro. Ed ora la Regione Puglia sta provvedendo alla dismissione della sua partecipazione. Di fatto, il quadro generale su tutte le società pubbliche pugliesi è desolante.

Addirittura imbarazzante l “Avviso pubblico esplorativo per raccogliere manifestazioni d’interesse da parte di professionisti qualificati allo svolgimento dell’attività di ufficio stampa, comunicazione e gestione di contenuti multimediali” emanato lo scorso luglio dai vertici dell’azienda comunale tarantina. Un avviso dal quale potrebbe apparire a prima vista, che la crisi economica dell’azienda comunale, che tiene da anni  quasi 600 dipendenti comunali , con il fiato sospeso e la paura di licenziamenti, non ci sia mai stata.

I vertici dell’ AMIU di Taranto infatti, nelle scorse settimane, hanno “manifestato” il proposito di contrattualizzare un “soggetto qualificato cui affidare per un periodo di 3 mesi le attività” di addetto stampa precisando che “la ricezione delle proposte, non vincola l’Amministrazione e non costituiscono diritti o interessi legittimi a favore dei soggetti coinvolti”. Di fatto “l’Amministrazione si riserva la facoltà di non procedere ad alcuna successiva procedura”. Il termine ultimo per la presentazione delle domande era fissato alle 11.30 di venerdì 18 luglio. Avranno ancora soldi da spendere dopo il “rosso” rilevato dalla Corte dei Conti pugliese ? resta da chiedersi cosa aspetti il Comune di Taranto a cambiare i vertici di quest’azienda e risanarla. Le casse comunali non possono permettersi delle perdite milionarie. E quei 10 milioni li pagano i tarantini con le loro tasse comunali……