Stefano Gabbana ha lasciato la presidenza di Dolce & Gabbana, rilevata da Alfonso Dolce, e valuta il futuro della sua quota del 40%, aprendo una fase cruciale per la maison. È quanto riporta in esclusiva l’agenzia Bloomberg, secondo cui il gruppo, alle prese con il rallentamento del lusso, si prepara a negoziare con le banche una ristrutturazione di circa 450 milioni di euro di debito, con la richiesta di nuovi fondi fino a 150 milioni. Sul tavolo, sempre secondo Bloomberg, anche la possibile cessione di asset immobiliari e il rinnovo di licenze per rafforzare la liquidità.
Nel dettaglio 150 milioni sarebbero relativi ai piani di sviluppo legati soprattutto all’espansione dei negozi dedicati al beauty della griffe, mentre gli altri 300 milioni sono relativi all’operatività del gruppo che nel 2025 ha dovuto affrontare un contesto molto difficile tra i dazi Usa ed il calo delle vendite di lusso in Cina.

La griffe ha dato mandato a Rothschild & co per negoziare con un pool di istituti di credito le migliori condizioni possibili. Il beauty – da cui nel 2025 erano attesi 700 milioni di ricavi ed è già presente in 27 Paesi- lo scorso anno ha continuato a investire con 50 nuove aperture tra le quali quella nel Dubai Mall. Grazie al recente contratto con EssilorLuxottica per gli occhiali Dolce & Gabbana – che è stato rinegoziato ed esteso fino al 2050 – l’azienda poytrà contare su un importante flusso di royalties future.
Dolce & Gabbana hanno ingaggiato Stefano Cantino, ex amministratore delegato di Gucci e ancora prima vice presidente di Louis Vuitton dopo un lungo trascorso ai vertici di Prada, per rilanciare la maison milanese. Il patto di non concorrenza di Cantino con il gruppo Kering è scaduto alla fine dello scorso marzo,





