MENU
30 Novembre 2025 22:39

Solo la cultura può salvare l’Italia dal terremoto della quarta rivoluzione industriale

Secondo il World Economic Forum, l’Italia perderà la metà dei suoi posti di lavoro nei prossimi cinque anni. La colpa è di Uber e dei suoi fratelli? No, della nostra incapacità di usarli per valorizzare ciò che di buono abbiamo. La cultura e la sua forza economica, ad esempio

Non c’è Uber che potrà toglierci la Reggia di Caserta. Sta a noi valorizzarla così come tutto il resto del nostro patrimonio storico-culturale. E non saranno UberAirBnb, semmai la loro assenza, che impediranno ai turisti di venire in Italia.

Serve altro. Valorizzare ciò in cui potremmo essere davvero competitivi. Le industrie culturali largamente intese, ad esempio, come racconta il rapporto “Io sono cultura 2016” di Fondazione Symbola ed Unioncamere. Che già oggi, con tutto il loro portato di inefficienze, fanno il 6,1% della ricchezza prodotta in Italia nel 2015, pari a 89,7 miliardi di euro, con un effetto moltiplicatore pari a 1,8, che genera cioè quasi due euro di ricchezza in più per ogni euro prodotto dal sistema produttivo culturale e creativo.

Niente di paragonabile alla Silicon Valley, certo. Ma non c’è Uber che potrà toglierci la Reggia di Caserta. Sta a noi valorizzarla – forse basterebbe non ucciderla, nel caso di specie – così come tutto il resto del nostro patrimonio storico-culturale. E non c’è Amazon che potrà uccidere la nostra manifattura di qualità. Siamo noi, semmai, che finiremo per farla morire, se non capiamo che internet può essere il viatico per portare i nostro prodotti nel mondo. E non saranno Uber né AirBnb, semmai la loro assenza, che impediranno ai turisti di venire in Italia. Così come possiamo essere solo noi, con la nostra burocrazia e la nostra strenua difesa delle rendite di posizione a uccidere la creatività di chi vive in Italia, creatività che non a caso è una delle competenze chiave, sempre per il Wef, dei lavori di domani.

CdG grafico world forum bis

Ci sono imprese che hanno compreso “l’importanza di investire in professionalità culturali e creative per competere sui mercati, veicolando la bellezza e lo stile che il mondo ci invidia”, spiega il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello, secondo cui “la grande “voglia” di Italia che c’è all’estero si deve a questi attori”. “L’Italia è forte se scommette su ciò che la rende unica e desiderata nel mondo: cultura, qualità, conoscenza, innovazione, territorio e coesione sociale”, gli fa eco il presidente di Symbola Ermete Realacci. Tutto vero, aggiungiamo noi: ma forse è arrivato il tempo di fare sul serio. Che il 2020 è dopodomani.

  • giornalista del quotidiano online LINKIESTA
TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Verstappen infinito, vince in Qatar e ora il Mondiale si decide all'ultima gara
Sanremo 2026: ecco i 30 cantanti in gara
Ecco quali sono gli autovelox censiti e dove si trovano
Inchiesta Mps-Mediobanca: per i pm "Lovaglio e Caltagirone puntavano fin dall'inizio su Generali"
Finisce il gelo ma arrivano le pioggie, le regioni più colpite
Elezioni regionali, attenti a cantare vittoria prima del tempo, partita aperta
Cerca
Archivi
Verstappen infinito, vince in Qatar e ora il Mondiale si decide all'ultima gara
Sanremo 2026: ecco i 30 cantanti in gara
Ecco quali sono gli autovelox censiti e dove si trovano
Inchiesta Mps-Mediobanca: per i pm "Lovaglio e Caltagirone puntavano fin dall'inizio su Generali"
Finisce il gelo ma arrivano le pioggie, le regioni più colpite

Cerca nel sito