Se si votasse oggi, Lega-Forza Italia e Fratelli d’Italia in testa

Se si votasse oggi, Lega-Forza Italia e Fratelli d’Italia in testa

Secondo le simulazioni basate sui risultati del sondaggio Lega, FdI e FI in ogni caso sarebbero in testa. Ma con i giallorossi uniti hanno 10 deputati e 6 senatori in meno

La situazione politica all’inizio del 2021 appare tutt’altro che tranquilla. I rapporti all’interno della maggioranza sono turbolenti, si rincorrono voci di rimpasto, crisi di governo, e possibilità di una fine anticipata della legislatura con nuove elezioni. Ci si chiede quale Parlamento potrebbe sortire oggi da una tornata elettorale, tenuto conto della riduzione dei parlamentari e degli orientamenti di voto di fine 2020.

La simulazione del nuovo Parlamento è stata effettuata utilizzando i dati provenienti da 33.300 interviste realizzate da Ipsos tra il 10 settembre e il 16 dicembre 2020, ponderati allineandoli alle tendenze di voto più recenti. L’analisi è basata sulla legge elettorale attuale, convenzionalmente denominata “Rosatellum.

La conformazione dei collegi maggioritari (147 alla Camera e 74 al Senato) è stata effettuata accorpando collegi limitrofi. La ripartizione dei collegi vinti da ciascuna coalizione tra i differenti partiti coalizzati è stata fatta ipotizzando una suddivisione delle candidature che tenga conto sia del peso elettorale nazionale di ciascun partito coalizzato, sia del peso elettorale relativo a ciascuna area geografica cui appartiene il collegio.

La simulazione sui seggi ottenibili nella parte proporzionale è stata effettuata sulla base delle norme previste dalla legge vigente: considerando quindi le intenzioni di voto rilevate a dicembre, Azione, Italia viva e Sinistra italiana/Leu parteciperebbero alla ripartizione dei seggi assegnati con metodo proporzionale alla Camera, ma non al Senato. Infine, l’attribuzione dei seggi «estero» tiene conto di quanto avvenuto in occasione delle elezioni precedenti e delle tendenze di voto rilevate in Italia.

La simulazione si basa su due ipotesi di offerta politica: il primo scenario prevede la tripartizione tra centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e liste minori del centrodestra), centrosinistra (Pd, Si/Leu, Iv, Azione e liste minori del centrosinistra) e Movimento 5 Stelle; il secondo considera la contrapposizione tra centrodestra e una coalizione tra le quattro forze che sostengono il governo Conte 2.

Entrambi gli scenari ipotizzati attribuiscono la maggioranza al centrodestra: nella prima ipotesi con 222 seggi alla Camera (di cui 106 assegnati alla Lega) contro 123 stimati per centrosinistra (di cui 84 vanno al Pd) e 51 al M5S. Analogamente al Senato il centrodestra prevarrebbe con 115 seggi, contro 58 per il centrosinistra e 23 per i 5 Stelle. Nella seconda ipotesi il vantaggio risulta più contenuto (212 seggi alla Camera e 109 al Senato).

Dunque, i giochi sono chiusi? Non proprio, per almeno due motivi: innanzitutto nei collegi uninominali i rapporti di forza tra le coalizioni presentano ampi margini di incertezza, basti pensare che nel primo scenario i collegi contendibili (nei quali la distanza tra le prime due posizioni è inferiore al 5%) sono 55 su 147 e nel secondo 33. In secondo luogo, la simulazione tiene conto degli orientamenti di voto più recenti, quindi con l’incognita dell’offerta politica e delle possibili alleanze, e in assenza di una campagna elettorale che può risultare decisiva nello spostare consensi.

Le incognite sono dunque molte, a partire dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e della situazione economica. E, lo ribadiamo ancora una volta, i sondaggi non sono un oracolo, rappresentano una fotografia della situazione attuale, non la previsione dell’esito finale.

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