E’ piaciuto a Renzo Arbore il secondo Festival di Sanremo di Carlo Conti ? La risposta è sì. ed aggiunge, che “i festival si fanno con quello che passa il convento. Carlo Conti ha visto quello che offriva il mercato e lo ha preso. Purtroppo però molte canzoni non si ricorderanno…”. Tra le canzoni rimaste nella memoria “ci sono anche io con “Il clarinetto. Dopo quarant’anni, è ancora nel cuore della gente” Il genere era in sonno dai tempi di Carosone, nessuno si era più cimentato. Portai quel pezzo al festival di Sanremo e fu un successo”.
Di quel Festival, di quella canzone Arbore afferma che “è stata la mia unica impresa in cui non ho avuto alcun timore, perché sapevo che se fosse andata male avrei presentato comunque una canzone fuori ordinanza”.
Del Festival di Sanremo continua Renzo Arbore “rimpiango le sempreverdi. Serena Brancale, ad esempio, è un’artista con un gusto intelligente per il passato, una voce che rimarrà”. Promosso anche Ermal Meta. “La sua canzone “Stella stellina” mi piace molto. E lui è molto bravo. Quindi sì, è possibile far pensare la gente“. Poi applaude le Bambole di Pezza e ricorda che dal Festival “non escono solo canzonette, prenda quello che è successo con Achille Lauro. Perché è importante che il Festival racconti la vita reale. Piuttosto sono preoccupato…”.

Arbore si dice preoccupato perché è l’ultimo anno di Carlo Conti: “Dell’anno prossimo. Perché credo che sia difficile trovare un altro come Carlo Conti, che si interessa per dodici mesi a quello che agita il mondo discografico. E poi se ne esce con una selezione come quella di questi giorni. Il mio voto è otto. Per il resto, d’accordo, presentatori ce ne sono, come Stefano De Martino, però la direzione artistica è il ruolo più difficile e bisogna esserne all’altezza”.
E poi mancano i comici. “Non c’è più il varietà e nemmeno nuovi talenti comici. Tant’è che vengono richiamati nomi come Nino Frassica e Maurizio Ferrini”. Renzo Arbore ha mai avuto la tentazione di condurre il Festival? La risposta del Maestro è sincera: “Me lo propose Gianni Ravera e io gli dissi no: piuttosto vengo a cantare. Poi ci sono stati personaggi come Adriano Aragozzini, che hanno riportato gli stranieri a Sanremo. Una cosa che oggi ci manca perché non ci sono più case discografiche che abbiano il potere di convincere quelle star a mettersi in gara. Come succedeva negli anni ’60″.

Le canzoni preferite di Renzo Arbore di sempre sono tre: “E se domani” e “Almeno tu nell’universo”. E poi “Vita spericolata” di Vasco Rossi. Mi ricordo che tutti lo aggredivano e io invece già capivo che il ragazzo aveva stoffa. Ma l’avevo battezzato in un programma che si chiamava “L’altra domenica”, proprio cinquant’anni fa“.







