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22 Settembre 2026 06:36

Processo Ruby Ter a Siena: assolto Silvio Berlusconi

Il presidente di Forza Italia è stato assolto in una delle costole del cosiddetto «Ruby ter»: processi che vedono il Cavaliere accusato di corruzioni per soldi versati a persone che hanno testimoniato nel primo e secondo filone della vicenda giudiziaria

Dopo polemiche rinvii e richieste di ricusazione, è arrivata la “sentenza del Tribunale di Siena”: Silvio Berlusconi è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. assieme al pianista di Arcore Danilo Mariani dalle accuse di corruzione in atti giudiziari . Secondo i giudici toscani, l’ex premier non avrebbe mai versato sul conto bancario di Mariani con la causale “rimborsi spese” una cifra vicina a 170 mila euro in tre anni per costringerlo a dichiarare il falso sulle famose “cene eleganti” di Arcore, le serate a cui partecipavano la giovane tunisina Karima El Mahroug, meglio nota agli onori della cronaca come “Ruby Rubacuori” ed alcune ragazze, ribattezzate le “Olgettine”.

Si è concluso nel tardo pomeriggio di ieri dinnanzi al Tribunale di Siena , il “Ruby Ter”, uno dei filoni del processo di Milano sul “caso Olgettine” nel quale Silvio Berlusconi era già stato assolto con formula piena, sentenza passata in giudicato, dal reato di concussione “perché il fatto non sussiste” e da quello di prostituzione minorile “perché il fatto non costituisce reato”. L’ex premier era accusato dai magistrati di aver convinto la ballerina Ruby al silenzio grazie a elargizioni di oltre sette milioni di euro tra contanti e regali vari.

La sentenza di assoluzione di Berlusconi nel Ruby Ter è arrivata dopo due precedenti “no” della corte. Il primo, contro la richiesta dei legali della difesa, di ascoltare tre nuovi testimoni: Giuseppe Spinelli il ragioniere contabile di Berlusconi , il musicista Mariano Apicella e la moglie di Mariani, Simonetta Losi. Il secondo “no” era arrivato all’annuncio della difesa di un’istanza di ricusazione del nuovo collegio giudicante che poi avrebbe dovuto formalizzare entro tre giorni. In questo caso la corte, presieduta da Simona Spina, si era riunita per un’ora e aveva deciso che la mera esistenza di una dichiarazione di ricusazione non poteva “comportare l’incapacità del giudice di procedere oltre nella discussione“. Decisione questa del collegio che aveva provocato immediate reazioni politiche.

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